Monday, October 05, 2009

6

WHERE IS THE LOVE? (DAY 230)


E anche le mie due prime settimane di lavoro se ne sono andate!

Quella che vi propongo qui a sinistra è la vista che ogni mattina ho dalla mia scrivania, quindi direi che ogni minima lamentela riguardante la mia posizione verrà giustamente contestata con insulti.
Il lavoro mi piace, i primi giorni sono stati soprattutto educativi, nei confronti dell'azienda e dell'ambiente di lavoro. L' IT è parecchio difficile da apprendere, e devo ammettere che mi trovo più a mio agio lavorando con dei consumers che con delle businesses, ma appunto non mi devo lamentare! :)
I miei colleghi di lavoro hanno, in media, dieci anni più di me, ma non mi trovo in difficoltà con loro per questo: forse, mentre in Italia tra colleghi si parla di calcio, dovrei iniziare a interessarmi al rugby o al cricket, che qui sono gli sport nazionali....sul rugby ci posso pensare, ma il cricket...DIO MIO!
L'unico vero problema lavorativo, che mi da molto fastidio, è l'inglese: è veramente difficile lavorare con degli australiani, ma anche con gli inglesi, eh eh. Pensavo di essermi abituato ai vari accenti dopo ormai 8 mesi in terra straniera, ma non c'è nulla da fare: questa è una lingua, per me e il mio orecchio, veramente difficile e mi servirà parecchio per arrivare a capire tutto di ciò che mi dicono i colleghi.
Come dissi loro nella mia terza intervista, l'inglese non sarà mai la mia lingua madre, ma posso far sì che diventi migliore giorno dopo giorno; e, se mi hanno preso, penso che abbiano deciso di correre questo "rischio" a braccetto con me, no?
Lavoro 8 ore al giorno, un'ora di pausa durante la quale vado a pranzare da solo guardandomi la baia di Sydney e riposandomi un pò, magari buttandomi su una panchina, chiudendo gli occhi pensando al cielo smog-gato di Milano e trovandomi di fronte al sole del New South Wales.
E' un posto divino in cui lavorare: soprattutto alle 17.30 sono fuori dal lavoro, e, a volte, come è successo venerdì scorso, alle 17.10 il CEO mi intima ad andarmene a casa...ma noooo!
Particolarità del pre-weekend sono le 5 del pomeriggio, denominate anche Beer O'clock: ci si ferma un attimo, si beve una birra, si chiacchiera. Mamma mia, il solo pensare a un eventuale ritorno in Italia mi fa tremare, a livello lavorativo :D
Il mio responsabile, Bruce, è un over-50 molto tranquillo, che quando può prendersi un attimo di pausa se lo prende volentieri e che mi ha portato, mentre stavamo lavorando, al FishMarket, considerato che non l'avevo ancora visto e che doveva prendere del pesce per il suo weekend lungo.
Oggi, infatti, è la festa del lavoro e si sta, quindi, a casa. Lui si è preso mezza giornata giovedì e tutto venerdì: peccato che giovedì pomeriggio, a dieci minuti dal termine della giornata, sia arrivata una richiesta dall' Europa, e sia io che lui siamo stati intimati di contattare tutti i nostri Agresso marketing contacts overseas.
Inizialmente mi sono messo a ridere, lavorando da soli dieci giorni e non avendo il contatto di nessuno al di fuori di Sydney: poi ho chiamato lui, che se ne stava tranquillamente andando verso la sua casa vacanze, e c'è stato il primo screzio interno, tra lui e il mio CEO.
Che potevo fare io? Nulla!
E alla stessa conclusione è arrivato, per fortuna, il CEO!
Appunto il lavoro in sè va molto bene, sto facendo tutto ciò che mi chiedono e anche qualcosina di più: l'unica cosa che mi spaventa, per ora, è appunto l'inglese.
Ah, una cosa spiritosa: mentre in Italia c'è l'abitudine di chiamare i principali, e non solo, con il "dottor xxxx", qui li si chiama per nome. Così quando mi è arrivata una mail chiedendomi di contattare John, io non sapevo chi fosse John, così ho chiamato Bruce dicendogli che "c'è questo tizio che devo contattare, si chiama John..ma non so chi sia e come contattarlo!"
Beh.....John è il nostro CEO!
Addio alla formalità, w l' informalità!
Devo dare tutto in questi 5 mesi, per far sì che mi sponsorizzino, permettendomi così di rimanere in Australia per altri due anni.
Non sono certo al 100% della volontà di un futuro qui: probabilmente è il periodo a farmi dire certe cose.
La mia inquilina tedesca è tornata in Germania per 3 settimane (dopo 19 mesi qui, argh!), l'italiana ha ricevuto la visita del padre per 20 giorni, e io sono 8 mesi che non abbraccio i miei genitori. Inoltre, questo è stato il weekend della Festa dell' Uva, l'evento dell'anno bardolinese, a cui ero solito partecipare per cinque serate su cinque, al fianco della mia bottiglia di vino rosso. Inoltre ho prenotato il volo di ritorno per il 14 febbraio 2010: sinceramente sono stra-curioso per quel giorno!
Dicevo che probabilmente tutti questi fattori hanno fatto sì che questo sia un periodo un pò malinconico, ma penso che la cosa sia normale.
Mi mancano moltissimo i miei genitori! Ma, se non sono certo al 100% della volontà di un futuro prossimo (due anni) qui, sono certo che questa sia la soluzione nettamente migliore per me allo stato attuale delle cose: uno stipendio che difficilmente troverei in Italia, una situazione europea che mi si dice essere disatrosa, una vita australiana con tutto ciò che racchiude in sè l'aggettivo aussie, e soprattutto una vita come la voglio io, giovane, frenetica, condivisa.
E così, son qui a sperare che arrivi la sponsorship, per fare 20 giorni a casa a febbraio, e tornare qui a marzo, per ricominciare la mia esperienza iniziata 230 notti fa.
Tralasciando il lavoro, la vita scorre frenetica, nel senso che tento sempre di uscire e di fare qualcosa la sera, come diceva la NY girl nei commenti :D
Un caffè, un aperitivo all' Opera Bar, una partita a playstation e via: se non lo facessi, creperei di noia! Uscire è un dovere che impongo a me stesso, per non andare a casa e addormentarmi alle 9 di sera: sono a Sydney, devo vivere!
Sono andati via altri 3 miei amici questa settimana, e se ne andrà anche una delle mie migliori amiche: questa storia mi sta veramente rompendo, la gente va e viene.
Se non sapessi che, eventualmente tornando qui in Australia, avessi degli amici fissi, ci penserei su: per fortuna non sarò solo.
Anzi, questa settimana arriva un mio amico dall' Italia!

Parliamo, infine, di questa malattia per le spagnole che mi contraddistingue e per cui tutto il mondo mi prende per il culo :D Che vi devo dire, sono uniche e piene di vita eh eh.
Sabato scorso ero a un farewell party di un'amica spagnola e ho dato il meglio di me, saltando dal palco della discoteca senza ragione, cascando come un deficiente. Ho sentito un dolore incredibile, ma poi mi sono messo a ridere continuando la serata, per poi vedere un'altra amica spagnola emularmi e finire su un muro a una decina di metri di distanza, con il sottoscritto che non riusciva a smettere di ridere. Il giorno dopo mi sono svegliato con una caviglia grande come un melone: bravo Albe!
Martedì scorso eravamo a un aperitivo: 20 spagnoli e un italiano, e mi trovavo da Dio :D
Adoro parlare spagnolo, adoro adoro adoro questa lingua, adoro quando alla fine della frase usano il "tìo", e adoro che facciano le cose più semplici nella maniera più semplice possibile, al contrario di mooolte italiane che conosco, denominate "come costruirsi un problema da sole in 5 semplici passi".
Poi, che dire? Sabato sera sono andato a vedere il concerto dei Black Eyed Peas e ho scoperto un altro aspetto della cultura australiana: si da per scontato che a un concerto si balli, no?
Oh, decine di persone che chiedevano di sedersi, di stare seduti e di non ballare per vedere meglio! Ma lol!
Allora io e il mio amico ci spostiamo verso i corridoi, dove ballano delle australiane, molto carine tra l'altro! Niente, ci spostano anche da lì, perchè non si può stare nei corridoi: ci spostiamo, cambiamo dall'entrata 80 all'81 all'82 ma niente ci buttano sempre fuori.
E io vedevo, anzi sentivo cantare queste canzoni da ballare, con questo pubblico aussie seduto, quasi stravaccato sulle sedie.
Bah!
Comunque bellissimo show, più che concerto, e Fergie con una voce straordinaria!
Ho scritto veramente molto, ora vi saluto, ricordandovi che qui siamo andati avanti con la lancetta di un'ora: +9!

Alby

Thursday, September 24, 2009

10

DUST STORM (DAY 219)


Assurdo!
Svegliarsi a Sydney e ritrovarsi in una fotografia anni '50!
Il cielo arancione, tendente all'ocra, come se tutta Sydney fosse stata colpita da una forza particolare, emanante una qualsiasi sostanza!
Ci si chiedeva il perchè di quel colore, ma al tempo stesso si ammirava a bocca aperta questo "spettacolo" della natura.
Veramente bello, bellissimo.
Peccato che sia dovuto andare al lavoro: primi due giorni, argh!
L' IT è veramente un'industry molto duro, dettagliato e in cui c'è da imparare ogni secondo.
Il mio sarà un lavoro che più multi-tasking non può essere, passo da una task all'altra in un attimo! Oggi subito primo incontro con un'azienda che ci fa del telemarketing...che emozione sentirsi presentati come Marketing Co-ordinator!
Sto tentando di non perdere la mia vita sociale, uscendo sempre dopo il lavoro, ma arrivo a mezzanotte che sono sempre ko...il che per me è stranissimo!!!
Alla prossima, è meglio se vado a nanna che alle 7 la sveglia suona!

Alby

Monday, September 21, 2009

4

DIVENTO GRANDE? (DAY 217)


Ho deciso di festeggiare il mio nuovo lavoro con una domenica a Bondi Beach, con amici, vista oceano, qualche Corona e una pizzetta serale a Rosso Pomodoro, nel più classico degli Italian style.
Si vive bene qui, non c'è dubbio.
Domani inizio il mio nuovo lavoro, il mio primo e vero lavoro serio, il primo con grandi responsabilità.
Oggi, solamente oggi che è il giorno prima del mio inizio, ho ricevuto 3 mail da Bruce, il mio superiore.
In una mi dice che il 22 ottobre voleremo a Brisbane per partecipare a un Expo.
Brrrrrr.
Io, Albe, quello capace di giocare a playstation, con un pò d'esperienza al pc, quello che adora giocare a calcetto con gli amici, quello che più di una pasta o una bistecca non sa fare, inizia a lavorare.
Ho avuto esperienze negli anni passati, ma mai così grandi, mai un lavoro "da grande", sempre stage o lavori temporanei.
Sono un turbinio di emozioni, dalla paura ai dubbi alla voglia di iniziare alla curiosità alla felicità all'aver trovato lavoro a Sydney, ai pensieri all'inglese...uff sono un'emozione continua in questi giorni.
Domani, e nei prossimi 5 mesi, avrò le mie risposte alle domande che mi pongo, e capirò qualcosa dell' Albe professionale, particolari che in questi anni non ho conosciuto.
Nel frattempo, arriva il primo stipendio serio e molto ben remunerato.
Oggi shopping, odiato shopping in centro, tra camicie, profumi, pantaloni.
Ma il primo vero acquisto sarà lui, l' iPhone!
Adesso come adesso ho un cellulare che, come dice un mio amico, non solo non è da manager, ma non è nemmeno da homeless! Me l'aveva passato un amico appena ero arrivato a Sydney, sette mesi fa: sa chiamare, mandare sms, e permette di giocare a Tetris. Ha tutto l'essenziale insomma, ma il mondo Apple è il mondo Apple.
Domani si inizia, domani vedrò la mia postazione, domani verrò presentato, domani...
Domani inizia un nuovo periodo. ancora. per fortuna.

Let's go, Albe, let's go!

Saturday, September 19, 2009

4

LIFE IS A FLOWER (DAY 215)


Narrerò il tutto cronologicamente

VENERDI' 4, SABATO 5, DOMENICA 6
3 serate più che alcoliche

LUNEDI' 7
Mi arrivano due mail, fisso due colloqui per mercoledì, uno alle 9.30 e uno alle 15.00
Esco a festeggiare il compleanno di una mia amica: si mangia Thai Food, prima volta per me.
Saluto i miei ex-inquilini che tornano in Europa: free bar, tutto gratis. Serata alcolica.

MERCOLEDI' 9
Ore 4.00.
Il sottoscritto si sveglia, forse in preda all'ansia per i due colloqui.
Inizio a vomitare, sto veramente male e vivo in simbiosi con il bagno fino alle 11.
Nel frattempo cancello i due colloqui e li posticipo.
Il Thai Food e, forse, il lungo weekend alcolico mi hanno fatto male

GIOVEDI' 10
Sto tutto il giorno a letto

VENERDI' 11
Mi sveglio presto, mi preparo, doccia-colazione-bel vestito.
Mi arriva un sms da uno dei due lavori: abbiamo già preso un'altra persona, in bocca al lupo per il tuo futuro australiano.
Iniziamo bene la giornata!
Faccio il colloquio, porto una presentazione e il "Sales and Marketing Director" rimane impressionato. Ci sentiamo settimana prossima, mi dice.
Passo la serata, una delle più belle a Sydney, all'ospedale con Gloria e Costantino, perchè quest'ultimo si è fatto male al piede. Aspettiamo 4 ore tra homeless picchiati e ubriachi.

LUNEDI' 14
Plin! Arriva la mail del lavoro.
Siamo "down to two candidates", fissiamo il secondo colloquio a mercoledì. Sarà presente anche il CEO dell'azienda, e da lì decideranno.
Si va ai supplementari.

MERCOLEDI' 16
Il CEO sembra essere uno stronzo di prima categoria. Colloquio duro, mirato a provarmi sotto pressione, secondo me. Faccio un errore, dicendo che sono sicuro di poter raggiungere gli obiettivi da loro richiesti, senza nemmeno che me li dicessero. Faccio un secondo errore, dicendo, sotto tortura, la cifra che mi aspetterei per il salario. "Mai dire una cifra!" mi dice a fine colloquio il Sales and Marketing Director. Mi dice anche che "se fossi australiano, ti avremmo già preso" (discorso relativo al visto)
Fuck! Non ci capisco più nulla!

MERCOLEDI' POMERIGGIO
Plin! Arriva la mail! Vediamo che hanno deciso....
terzo colloquio! Ma come!
Dovrò portare una presentazione, max 20 minuti, su come potrei aiutare l'azienda nelle mie tasks.
Si va ai calci di rigore.

VENERDI' 18, ORE 12.30
Terzo colloquio.
Ho 20 minuti. Una ventina di slide.
Conversazione amichevole, il CEO mi sta molto più simpatico.
Esco dall'ufficio, "ti facciamo sapere questo pomeriggio".
Esco, sicuro di aver dato tutto me stesso durante i tre colloqui.
Come vada, vada.

VENERDI', ORE 14.30
Suona il cellulare, numero sconosciuto.
Hello, I'm Bruce.
We woud like you to be part of our company.
UNZ UNZ UNZ UNZ UNZ UNZ.
We've decided to accept your salary requests.
UNZ UNZ UNZ UNZ UNZ UNZ (ALL'ENNESIMA POTENZA)
Saluto Bruce, e mi butto per terra.
Gioia immensa.
Chiamo tutti i miei amici.
Vedo i miei su Skype. Mai visto mio padre così felice.
Vado a parlare con la mia ormai Ex-boss.
Passeggio per Sydney e sorrido.
Vado da Costa e ci abbracciamo come se avessimo vinto la Champions League.
Organizzo la serata.

VENERDI' SERA
Ivy.
Io, Costa, Gloria, Laura, Ulriche, Silvia, Federico, Avvo, Mattia, Mattia, Conte, Carlo, Johannes, Markus.
Poi arriva Ilo. Con un regalo.
5 spagnole.
Mi volevo mettere a piangere.
Candela, Cristina e altre due di cui non ricordo il nome.
Io amo le spagnole.
Finisce la serata e dentro l' Ivy e cantiamo "In the jungle, the mighty jungle the lion sleeps tonight" con il sottoscritto che delizia la folla con l'acuto prima di "auimbaueauimbaueauimbaue"!!!!
Scendo prima di tutti e le spagnole intonano un "ALBERTO! ALBERTO! ALBERTO" scendendo la scalinata.
Tremo per spiegare un'emozione così forte, un'emozione lunga 1 settimana.
A Sydney, il sottoscritto, con i suoi amici a festeggiare questo traguardo.
Sono brillo, forse più che brillo, e ogni tanto guardo in alto, urlando "Ho un lavoro, cazzo!" e stringendo i pugni.
Sono felice, felice, felice.

SABATO MATTINA
Mi sveglio. Esco dalla camera, ci sono Laura e Ulriche.
Laura mi dice "sei il ritratto della felicità".
Mi guardo dentro e scopro che ho un sorriso che va da un orecchio all'altro.
Sono a Sydney e sono Marketing Co-ordinator per AGRESSO.
Ma soprattutto ho amici stupendi, che mi fanno sentire a casa, a 20mila km di distanza.

Alberto

Thursday, September 10, 2009

4

I'M BACK (DAY 206)

E' da un bel pò che non scrivo.
La morte di William è stata difficile da "digerire": il mio primo vero amico morto, la lontananza da casa, i ricordi, l'incredulità.
Poi, l'aiuto degli amici qui a Sydney, le chiacchierate costosissime ma utilissime al telefono con il mio migliore amico, e una mail di mia mamma han fatto sì che il dolore, il vuoto che sentivo dentro si trasformasse nel bellissimo ricordo che ho ora di lui.
Quando vedo qualche sua foto, mi chiedo ancora come sia possibile che ci abbia lasciato.
Sono mancato al funerale, ma l'incredibile potere di Facebook ha fatto sì che potessi parlare con la sorella e la mamma di William, a cui ho scritto e che mi hanno risposto con una forza interiore inspiegabile, contando anche la morte del padre/marito 6 anni fa.

Cambiando discorso, finalmente io e il mio Staff (...detta così sembra che sia il Boss!) abbiamo organizzato il nostro primo evento ufficiale.
15 minutes of Fame: 8 performers, tra musica jazz, burlesque, dj e modelle.
Venue dell'evento, un hotel in centro a Sydney, esattamente in Martin Place ( dove venne girata una delle scene più famose di Matrix).
Lasciando stare la venue manager, una pazza uguale a Wanna Marchi, che nel corso della serata ha rotto più volte i termini del contratto, è stata una crazy night.
Il sottoscritto, Event Manager, ha avuto un inizio veramente shockante: la mia boss voleva mettermi alla prova e mandava tutte le domande/enquiries a me.
Beh, provate a immaginarvi la marea di gente che parla e il volume alto della musica, senza dimenticare che erano tutti australiani tranne me...e il sottoscritto che riceveva domande, una dopo l'altra, da questi Aussie che non si fanno problemi a semplificare il loro strettissimo accento....azz!
Poi però la serata è andata smoothly, molto tranquilla, sono stato complimentato da tutti con continui "you're doing great": insomma, come prima esperienza, direi che è andata bene.
E' iniziato da lì, un weekend particolare, fatto di pazze serate e vissuto ai 200 all'ora fino a lunedì notte: e forse è stato questo il motivo per cui ieri notte mi sono svegliato tutto sudato e ho iniziato, alle 4 di mattina, il mio bellissimo mercoledì, passato interamente in bagno.
Sarà stato lo stile di vita non proprio genuino, sarà stato il Thai Food di lunedì (mai piu, mai piu!) ma avrò vomitato una decina di volte, arrivando a non sentirmi più lo stomaco.
Senza contare che ieri avevo fissato due colloqui di lavoro e un'uscita con una ragazza...magico direi!
Per fortuna sono riuscito a slittare i due colloqui e il date e, grazie alle cure amorevoli delle mie inquiline, a stare meglio nel giro di un giorno.
E così sono qui, a letto da un giorno e mezzo, annoiato :D
Ormai 7 mesi che sono partito...i pensieri vagano, come sempre.
E mentre voi sentite l'odore di autunno, beh...qui si avvicina la sprummer, la primavera-estate!
Un saluto a tutti, Alby

Sunday, August 23, 2009

3

GOODBYE (DAY 188)

Ciao William.

Saturday, August 15, 2009

7

HAY QUE RECONOCER QUE LAS ESPANOLAS SON LAS MEJORES DEL MUNDO (DAY 180)


180:30=6.
6 come Franco Baresi, 6 come il nove al contrario, 6 come i mesi al mio rientro, 6 come i mesi dalla mia partenza.
Accipicchia, son tanti! Ma se poi mi fermo a pensare ai mesi di permanenza di alcuni lettori di questo blog, che si aggirano tra i 18 e 30, beh, mi sento piccino piccino.
6 mesi e sto bene, anzi benissimo: è il mio primo Ferragosto d'inverno, anche se la fantastica Sydney si presenta con un sole magnifico che ricorda un maggio europeo.
Piano piano, in questi mesi, sono passato da una sensazione di "non ce la farò mai a stare qui per sei mesi" a una di "sì ok, probabilmente riuscirò a stare qui un anno" all'attuale di "voglio stare qui nei prossimi anni".
Le ragioni del perchè Sydney sia la città in cui voglio vivere sono molteplici, e vanno dalla friendly people, al lavoro con poca pressione, ai salari, alla spiaggia, alle ragazze, e via dicendo.
La speranza di rimanere qui con una sponsorship si è riaccesa negli ultimi giorni, dopo un colloquio con la IDG: da 60 candidati, sono passati alla penultima selezione 6 persone (sempre il sei, in mezzo), ho fatto un buon colloquio, il giorno successivo ho mandato alla manager una mail di ringraziamento, e ho iniziato a costruirmi già parecchi castelli in testa.
Checidevofare? Son fatto così, quando vedo un minimo di possibilità di realizzare un sogno, mi ci butto a capofitto. Ma, al contrario del colloquio con Messenger quando sapevo che non mi avrebbero richiamato, qui ho qualche buona sensazione. Ciò che resta è incrociare le dita e sperare in una chiamata.
E' stata anche la settimana del compleanno di Ilo, la mia amica spagnola, azz catalana: per l'occasione sono arrivate dall' Europa tre sue amiche. Compleanno festeggiato a dovere, con il sottoscritto che si è ricordato perchè ogni volta che vede quella bandiera rossa-gialla-rossa s'infiamma e sente il cuore battere. Se la situazione lavorativa non fosse la peggiore d'Europa con quasi il 25% di disoccupazione, la Spagna sarebbe la mia prossima destinazione al 100%.
By the way, abbiamo festeggiato il compleanno a dovere, con una di quelle serate che rimarranno nei ricordi australiani, con tutti i partecipanti brilli e amici a braccetto con la tequila sale e limone e, verso fine serata, con delle bottiglie di vino bianco.
Ci siamo divertiti un sacco, Ilo era felice e questa è la cosa più importante: quanto dev'esser strano festeggiare il compleanno così lontano da casa!
Quando ero in Spagna, la mia esperienza fu bruttissima, perchè i miei genitori vennero a trovarmi con mia sorella a Valencia, prendendosi 4 giorni di fiato dalla situazione familiare in cui mia nonna era all'ospedale, per poi ripartire la mattina del mio compleanno, alle 7, per tornare a casa immediatamente a causa di una ricaduta della mia granny. Raramente penso di aver provato un dolore fisico interno così forte.
Anyway, dimenticando i brutti ricordi, festeggerò questo compleanno in spiaggia, wow!
Quando ho conosciuto le amiche di Ilo, ho capito perchè lei definiva il suo gruppo come "la leche", affermazione che in spagnolo significa "cool!". Milena, Berta e Carmen sono tre ragazze diverse, ma che insieme costituiscono una botta di divertimento e di conoscenza assoluta: già un pò mi mancano, eh eh.
La birthday night era iniziata con il primo evento della European Society di questo semestre, il Gathering Party, che è andato nettamente meglio del previsto: partendo dal presupposto che i componenti della committee erano tutti brilli, a causa di una nuova amicizia con Redbull/Jagermeister, è stata una bella serata, con gente da tutto il mondo. Speriamo che questo ci permetta di creare un nuovo network di amicizie per i prossimi mesi.
Le amicizie, qui come in qualsiasi esperienza fuori da casa, sono belle ma al tempo stesso dannose, avendo il difetto del tempo che scorre velocemente per poi, nella maggiorparte dei casi, terminare. Così è stato nel semestre passato, così sarà probabilmente per quelle amicizie che stiamo iniziando a costruire ora.
That's life if you wanna get a risk.

Alberto

Sunday, August 09, 2009

6

CHINA (DAY 174)

Premetto che io, soprattutto quando sono stanco / bello brillo, russo.
Addirittura ricordo una notte spagnola Erasmus, quando, tornati da una classica festa iberica con la mia allora ragazza francese, mi buttai sul letto e venni svegliato da lei: "Alberto, deja de ronquear."
Io, infastidito, me ne tornai a casa, ah ah!
Il russare, soprattutto per le donne, penso che possa essere fastidioso, isn't it?
Però dai, è una cosa naturale, cosa ci si può fare? :D
Beh, tutto questo per narrarvi l'episodio di ieri: conosco una ragazza, una cinese; ci si diverte insieme e, finalmente, alle 4 ci si butta sul letto per dormire.
Credeteci o no, mi sono addormentato alle 7.15: un concerto di russate e rumorini vari che non mi lasciava nemmeno chiudere gli occhi, anche perchè continuavo a ridere come un pazzo, da solo tra l'altro.
Insicuro sul da farsi, ho acceso il computer e mi sono connesso su Facebook, dove amici mi consigliavano di buttarla fuori dal letto (considerato anche che mi rubava 3/4 del mio letto a una piazza e mezzo), oppure di tirarle qualche sberla: io, che troppo buono sono, mi sono astenuto dal compiacere le loro richieste, ma ho maleficamente registrato il suo russare.
Se volete ascoltare la ragazza che russa, cliccate qui e ridete: http://www.zshare.net/audio/63781020db1d58a1/
Per il resto, la vita qui a Sydney continua regolare: giornate invernali soleggiate, e soprattutto ricerca lavoro.
La nuova casa è fantastica, ho un enorme camera per me, e mi trovo molto bene con le mie tre inquiline.
La mia "missione" fino a gennaio è quella di trovare un lavoro, e soprattutto una sponsorship che mi permetta di rimanere qui altri 4 anni: in Italia, non vorrei tornare, se non per un mesetto/ tre settimane. Questo è il progetto A.
Il progetto B parla di un ritorno in Italia, obbligatorio, ma che presuppone, sempre in relazione al lavoro, due opzioni:
- un lavoro che permetta di sviluppare le mie (poche) capacità per poi esser acquistato da qualche azienda estera "amica"
- un lavoro personale su me stesso, un tentativo di non-auto-depressione e una ricerca di vita, anche dove la vita non c'è.
Se, comunque dovessi tornare alla realtà da cui sono partito, mi sparo.
Qui lo dico e qui lo confermo :D
Non so se è l'Australia a esser fantastica, o il solo allontanarsi dall' Italia, so che questo tipo d'ambiente è perfetto per me e per lo sviluppo della mia persona.
Una cena a Bondi con amici italiani/tedeschi/colombiani/australiani/japponesi , e una vista notturna del mare a Bondi Beach mi rende più felice di mille serate in discoteca in Italia.
E mi sento bene, anche se stranamente ci avviciniamo ai sei mesi qui e sento il ticchettio dell'orologio che mi ricorda che il tempo ha iniziato il suo countdown.
Per il resto, la nuova casa è fantastica, ho un enorme camera per me, e mi trovo molto bene con le mie tre inquiline.
Ho joinato, come membro esterno, la European Society della University of Technology di Sydney, per conoscere un pò di gente straniera, dopo la deportazione di tutti i miei amici dei primi sei mesi nei loro rispettivi paesi.
Lunedì joinerò anche la palestra...e vediamo che sia il caso di provare anche a surfare!
Buonanotte, Albe