Tuesday, August 04, 2009

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HOMESICKNESS (DAY 169)


Nostalgia.
Appena arrivato a Sydney, dopo due settimane di riconoscimenti così emotivi che non vedevo l'ora di essere seduto sull'aereo per iniziare finalmente questa avventura, abituarsi a una nuova realtà fu molto difficile.
Non ho mai pensato "voglio tornare a casa", ma ammetto di aver pensato "come farò a stare qui anche solo 6 mesi? Albe ma sei pazzo a programmare un anno qui?". I primi giorni furono molto difficili, poi l'aiuto dell'italian crew, la scoperta di nuovi amici e di questa città fantastica, ha sciolto tutti i dubbi e ora, a un passo dal compimento dei sei mesi, non nascondo l'idea che, se potessi rimanere qui più dell'anno previsto, lo farei molto volentieri.
Nostalgia di casa non ne ho mai avuta: dei miei genitori e di mia sorella, quella sì. Ho un rapporto particolare con tutti e tre: la mamma non è solo la classica mamma italiana, ma è un amica; il papy idem e la sorella, nonostante i nostri mille screzi, mi manca moltissimo.
Gli amici? Beh, qui ho trovato delle persone così fantastiche da, non dico farmeli dimenticare, anzi, ma che hanno fatto sì che il loro ricordo non sia giornaliero.
Ricordo ancora un sms di un amico, a novembre 2008, che si era spostato a Londra, per tentare the english dream, e, dopo che l'avevo chiamato durante la mia festa di laurea ubriaco, mi scrisse via sms: "quanto mi mancate." Non voglio essere cattivo o snob dicendo che i miei amici del lago non mi mancano, ma diciamo che "no hay sitio para todos".
Prima di venire a Sydney, tre miei amici della compagnia erano partiti per destinazioni straniere: quello che ha resistito di più, è durato 2 mesi. Il che, da un lato mi metteva pressione, dall'altro mi metteva paura, eh eh.
By the way, il titolo di questo post è dedicato a questa settimana particolare per il sottoscritto: domenica scorsa ha compiuto gli anni mio padre, questa domenica mia sorella e, soprattutto, mio padre è andato in pensione.
Ci sono stati diversi riconoscimenti di affetto, e non solo, nei confronti di mio padre e della figura che ha ricoperto durante i suoi 40 anni di servizio: sono sempre stato orgoglioso di lui, e mi sarebbe piaciuto vedere tutte queste attestazioni nei suoi confronti, live.
Mia mamma, narrando quasi come se fosse la fine dell' Attimo Fuggente, mi ha raccontato di colleghi in lacrime, che gli sussurravano "sarà sempre il mio comandante": beh, a me si spezza il cuore pensando di non essere stato là.
Mio padre, come sempre, non ha pianto e dava pacche sulle spalle a tutti dicendo "da domani inizia un'altra vita!", un'altra vita non fatta di ozio ma di impegno verso qualche altro obiettivo, come potrà essere un'altra laurea o un'altra occupazione.
Sono mancato alla sua laurea, e sono mancato anche a questo appuntamento: per questo, negli ultimi giorni, mi sento molto triste.
L'Arena, il giornale di Verona, ha pubblicato un articolo su di lui, che potete leggere qui

http://tinyurl.com/sbaboretires (con il link rivisitato dal sottoscritto in mood U.S.A. eh eh)

Io, leggendolo, ho pianto come quel bambino a cui mio padre, giocando a calcio, diceva "ti faccio un gol alla Tardelli!".
Sono orgoglioso del mio papà, e anche di mia mamma, che in questi anni è sempre stata una figura perfetta al suo fianco.

Gli amori di una volta, si dice.

Wednesday, July 29, 2009

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E POI... (DAY 163)


Hi Alberto, I would like to thank you for coming in to see us yesterday.
Andrew and I have come to a decision that you do not have the required skills and experience in order to proceed with this application. I sincerely wish you all the best with your job hunt and I have no doubt you will find something more suitable to your skills.
Again all the best and thanks for your time. Snezana.


E' stato bello finchè è durato, dai :)
(Try to) never give up
.
p.s. notare l'immagine, eh eh.

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WINDOWS LIVE MESSENGER (DAY 162)


Che titolo strano eh! :)
Beh, oggi sono stato fiero di me, felice di me, realmente.
Ieri infatti, nella ricerca di lavoro continuo nel mio campo, stavo mandando resume e cover letters, quando mi è arrivata una mail. Una tale Snezana Savoulidis che mi chiedeva se ero ancora disponibile per una interview.
Guardo da dove arriva la mail....WINDOWS LIVE MESSENGER.
Shockato, le rispondo immediatamente, dicendole che sono disponibile anche dopo 5 minuti :D
Anyway, ci diamo appuntamento per questa mattina, mi da l'indirizzo e ci salutiamo.
Le mail che ci siamo scambiati sono state molto informali, io le ho dato della Mrs. mentre lei, immediatamente ha esordito con un "Hi Alberto, how's going"?
Ah, l'Australia!
Ieri sera ero eccitato, un bel pò nervoso: mi son fatto una doccia, ho preso 2-3 appunti con qualche concetto in inglese su cui basare il mio speech e me ne sono andato a letto; notte abbastanza insonne, diciamo, con il sottoscritto che sogna mio papà che doveva portarmi i vestiti e si fermava in paese a parlare, facendomi arrivare così in ritardo.Ah ah... Insomma, ero agitato, ma prima di tutto felice per essere stato chiamato da una compagnia così grande!
Stamattina sveglia alle 8, barba, camicia, bel vestito e, soprattutto, cravatta: dovete sapere che, ahimè, nonostante sia semplicissimo non sono mai stato capace di farmi la cravatta da solo. In primis, la mia "prima volta" è datata luglio 2008, per un matrimonio di una mia amica; inoltre ho sempre avuto prima il babbo e poi, qui in OZ, il mio inquilino Greg che mi aiutava.
Che fare quindi? Beh, siamo in un'era così tecnologica che mi sembrava impossibile non affidarmi al web: prima un tutorial su youtube, poi delle immagini su un sito-web e, bum, in meno di cinque minuti avevo già fatto un fantastico nodo alla mia cravatta.
Prendo il treno, nel frattempo rileggo brevemente gli appunti presi ieri sera, e finalmente arrivo all'indirizzo: guardo in alto e trovo l'Australia Square, un grattacielo immenso e spettacolare che ho ammirato varie volte camminando verso l'Opera House.
Ma ho veramente un colloquio qui, mi chiedo incredulo?
Piano 7, prendo l'ascensore e mi emoziono immediatamente, io che sono un Mac user: brand NineMsn, con la farfalla di Hotmail. Boh, non so spiegarvi la mia emozione, ma ero sicuramente contento per avere questa opportunità, per essere un pretendente a entrare in questa favolosa e soprattutto conosciuta azienda.
Mi richiedo di nuovo se veramente IO ho un colloquio qui.
Mi presento alla segretaria, aspetto la Mrs. con il cognome greco, che arriva immediatamente: scendiamo al piano 6, mi dice di aspettare un secondo e arriva un suo collega, entrambi del sales department.
Ve la faccio breve: un colloquio di 35 minuti, anche troppo formale per la realtà australiana, ma veramente tosto. Descrizione del mio curriculum dal lavoro più recente al primo, descrizione delle mie capacità tecniche, descrizione del lavoro che mi aspetterebbe: il tutto fatto dal sottoscritto, in un inglese che mi ha reso felice.
Poi, sono "passato" al collega maschio, che mi ha fatto domande interessanti, sul come lavoro, sul mio metodo altre cose che ora non ricordo.
Infine, la manager mi dice che questo, come avrò notato, non è un ruolo vero e proprio di marketing (come invece pubblicizzano sul sito di ricerca lavoro) ma inerente e basato maggiormente sulle operations. Il manager aggiunge che è un lavoro impegnativo, che da soddisfazione, ma anche molto complicato: un errore e si perdono migliaia di dollari.
Io dico loro che, se fossi preso, darei tutto me stesso per questo lavoro: e lo dico con la sincerità che mi contraddistingue quando sono realmente coinvolto in qualcosa.
Mi sorridono, mi salutano e prendo il mio ascensore.
Che mi chiamino o no, questa mattina ero felice.
Di me stesso, del mio colloquio, e di molte altre cose.
Insomma, WINDOWS LIVE MESSENGER AUSTRALIA...WOW!
Ora non resta che aspettare la loro risposta: a mio avviso, cercano qualcuno di più tecnico, ma sperare non costa nulla.
E la convinzione che l'Australia sia la scelta giusta, e non solo per quest'anno, cresce. Mi devo giocare tutte le mie carte qui, perchè l'opportunità è enorme.
Vi lascio con un immenso augurio per i sessant'anni del mio paparino: auguri, dad, mi manchi!

Monday, July 20, 2009

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NEW FLAT, PART II (DAY 154)


Eh già, ho finalmente trovato il mio secondo appartamento!
Ma andiamo con calma: come sapete, il contratto dell'appartamento in Kent Street mi scadeva il 16 luglio, ed è così iniziata la ricerca appartamento.
Ho visto delle cose pazzesche, come la casa in cui, appena entrato, mi è stato detto: "sono sicuro che tu non verrai a vivere qui". Sorpreso (e anche un pò incazzato) sono entrato nella camera, e ho capito il perchè della frase succitata: la stanza era perfetta per un hobbit, con un letto di 1 metro e 60; vi giuro, il soffitto era a 20 centimetri dalla mia testa. La ragazza che abitava precedentemente l'appartamento era una giapponese di 1metro e 50, eh eh.
Anyway, giorno dopo giorno, mi sono reso conto di quanto desiderassi spostarmi dal centro e avvicinarmi alla spiaggia, a Bondi: e così, quando l'occasione si è proposta, non ho fatto altro che dire di sì e accettare immediatamente la mia nuova destinazione.
La casa si trova a Bondi Junction, localizzazione perfetta, in quanto sede della stazione dei treni con cui, in dieci minuti, si arriva in centro, e con un sacco di fermate di bus, perfetto quindi per le mie sbizzarrate notturne in the city.
Inoltre sono a 2' a piedi da Westfield, un centro commerciale con sei-piani-sei: fantastico. Finally, sono a 7 minuti in bus da Bondi Beach: sabato, appena entrato, ho preso il bus verso le 17 con un amico e me ne sono andato in un localino vicino alla spiaggia, molto bello, accogliente: ho preso una cioccolata con torta alla cioccolata (alla faccia della dieta!) e mi sono visto il tramonto del sole sull'oceano...amazing!
Contando poi che ora è solamente inverno, direi che non vedo l'ora che arrivi la primavera per godermi la vicinanza con la spiaggia al 100%!
Aspetto negativo, ma non troppo, la convivenza con una ragazza italiana, anche se, appena entrati in casa, ci siamo accordati che l'unica lingua parlata in presenza dell'altra inquilina tedesca, sarà l'inglese. Inoltre son due ragazze molto belle, il che non guasta mai (soprattutto per entrare in certi locali eh eh).
La settimana precedente all'entrata nell'appartamento è stata, per così dire, bella piena e incasinata: dormivo, infatti, a casa di un mio amico che condivide l'appartamento con sette-persone-sette, tra cui un palestinese maniaco della palestra, un turco simpatico ma che non parla inglese, due sudcoreani che invece di mangiare fanno dei rumori strani da 100 decibel l'uno, e, per fortuna, due belle ragazze britanniche.
Ospitato da questo mio amico, ero, per così dire, obbligato a seguire i suoi movimenti durante la giornata e, soprattutto, di sera: perciò ogni sera non tornavo a casa prima delle tre e mezza, quattro.
Problemino: dormire sul divano in una casa dove sette persone si svegliano tra le sette e le otto e mezza...diciamo impossibile!
Perciò, in quattro giorni in cui ho dormito lì, avrò dormito forse una quindicina di ore!
Ho, quindi, abbandonato il mio appartamento precedente e, soprattutto, i miei inquilini, Greg & Paula: per "festeggiare" la partenza, domenica siamo andati a mangiare a Darling Harbour, con una splendida vista di Cockle Bay e della skyline notturna di Sydney. Abbiamo tutti ordinato la "full ribs", costituita da una dozzina di costolette: io, che non avevo pranzato e che son conosciuto come un grande mangiatore, ho fatto fatica a finirla e, dopocena, non son riuscito a ingurgitare nemmeno un sorso di alcohol.
Lasciare l'appartamento è stato triste: ricordo quando sono arrivato, 4 mesi e mezzo fa, e ho visto due finlandesi e uno scozzese abbastanza strano. Paula e Greg rimarranno nel mio cuore, come io nel loro immagino, per la chimica che si era creata tra di noi, e la perfezione di essere flatmate l'uno nei confronti dell'altro. Diciamo che è stato il miglior appartamento in cui io abbia mai vissuto. Loro due, coppia ormai consolidata, sono partiti alla volta della East Coast, e torneranno a Sydney verso settembre: li incontrerò, for sure.
A proposito di partenze, è andata via anche Marta: abbiamo passato il weekend assieme, con Costa, Glo, Manu e Alby. Sabato sera siamo andati al farewell party di Felix, il ragazzo tedesco di cui parlavo in un post, e, dopo un six pack di Coopers, abbiamo terminato la serata con un episodio in pieno stile erasmus.
Quando Costa e Manu si sono fermati per lo stop-pipì, ho visto un carrello del supermercato, ed è stato semplice accostare quell'immagine ai tempi di Valencia: così, prima Marta, poi io e infine Gloria siamo saliti sul carrello, spostandoci sulle strade della Sydney del sabato sera.
Domenica siamo andati a Manly, la splendida spiaggia a 30' di nave da Sydney, e...abbiamo visto i delfini! Fantastici, veramente bellissimi: tra l'altro, verso le 5 di pomeriggio, si sono avvicinati alla costa, e continuavano a saltare dentro e fuori dall'acqua: emozionanti direi!
Marta mi mancherà, un bel pò anche...ieri sera ci siamo salutati a Hugo's, locale di tendenza di Sydney, con pizza e drinks a 5 dollari dalle 8pm alle 10pm.
Io e un amico abbiamo fatto gli splendidi (e ti credo, drinks a 5 dollari!) ingurgitando una quantità massiva di bourbon&coke, alchè alle 10.30 ero abbastanza brillo.
Tralasciando l'addio a Marta da ubriaco (con mille complimenti, dunque!), stavo ballando quando, a un certo punto, mi si avvicina una ragazza di 1metro e 80, senza tacchi, slanciata, che mi prende e inizia a ballare con me. Io, shockato dalla bellezza della stessa, le faccio fare qualche casquet, e intravedo dietro di lei due armadi di origine russa che la guardano e che ogni tanto le offrono da bere.
Intimorito, mi stacco e la lascio ballare con la calca di uomini che si era creata attorno a noi, ma lei torna: un altro ballo e poi, via! si toglie il vestito, mostrando il suo sedere marmoreo (perdonatemi l'espressione!) e il suo tanga.
Shockato, continuo a ballare e lei si avvicina sempre più sensualmente, fino a quando si stacca e via! Ancora via il vestito, questa volta fino al mento, a mostrare il seno, piccolo, ma bellissimo.
Guardo il mio amico, esterefatto e benedico il giorno in cui ho scelto di venire in Australia: mi avvicino e le chiedo come si chiama.
Lei, tranquillamente, mi prende per mano, si sposta di cinque metri, si fa fare l'ultimo casquet e, prima di andarsene come una principessa lontana, mi sussurra all'orecchio: ELAINA.
Emozionante e sexy.
Alby

p.s. son partito da 5 mesi ormai!

Sunday, July 05, 2009

10

SEE YA SOON...MAYBE... (DAY 139)


Mi dispiace essere ripetitivo, ma che ci posso fare?
Finalmente lunedì (anche se Marta partirà il 20) finirà un periodo strano, tre settimane tra addii e malattie.
Benoit, Chris, Boris, Mirco, Asser, Tabita, Anne, Jorg, Tanit, Tristan e David: tutti partiti nell'ultima settimana, destinazione casa.
"Mate, I've to go" e poi lo sguardo, un sorriso stentato, un abbraccio, la pelle d'oca, un secondo in cui la mente ripassa i momenti vissuti insieme, un "whenever you'll come to Italy, just give me a buzz", un "it's been a pleasure to meet you, my friend", e poi ancora un abbraccio, perchè la voglia di salutarsi definitivamente non c'è mai.
Puoi avere, come il sottoscritto, la fortuna di aver già passato momenti come questi, di essere, per così dire, abituato, ma "you never got used to that kinda moments".
Che poi non sai mai se ci si rivede: io ho rivisto solamente quattro miei amici Erasmus. So lazy!
E poi c'è il sottoscritto e il suo stato di costante malattia: proprio quando stavo recuperando totalmente dal virus che mi ha colpito due settimane fa, tre giorni fa è venuta a farmi compagnia una terrificante tosse: praticamente mi nutro solamente di caramelle miele-limone per tentare di addolcire la mia delicata gola.
Bene direi!
La frenesia di queste giornate è dovuta anche alla ricerca di un nuovo appartamento: il 16 luglio mi scade, infatti, il contratto della casa in Kent Street, con una "wonderful view of Darling Harbour", e verrò gentilmente accompagnato alla porta d'uscita.
Sto cercando una singola, assolutamente, anche a costo di risparmiare su altre uscite monetarie; sono indeciso, invece, sulla zona in cui cercare la mia nuova casa.
Il centro, dove abito attualmente, è molto bello, puoi uscire ogni sera, sei a un passo da Hyde Park e la disponibilità di autobus/treni è costante.
Ma con l'arrivo dell'estate, la vita notturna si scalda anche a Bondi Beach, dove ci sarebbe anche la possibilità di imparare a surfare. E di avere una vita un pò più easy, e australiana. Magari dedicarsi più alla cura del corpo e meno alla birra, eh eh.
Io, personalmente, mi ritengo un tipo "da centro", ma mi affascina l'idea di cambiare.
Non so, vedremo: finora ho visto due appartamenti; uno con una splendida vista di Bondi, a 200 metri, ma con una camera condivisa, sporca e due materassi buttati per terra. L'altra, definita in zona centro ma lontana dalla stessa 40 minuti a piedi!, con solamente 12 inquilini con cui condividere la casa...per entrambe ho gentilmente declinato! :D
Certo è che le giornate invernali a Sydney sono favolose: da dieci giorni le temperature sono attorno ai 20-22 gradi, si va tranquillamente in giro con felpa e si possono azzardare le bermuda al ginocchio! L'Australia, sotto questo punto di vista, è semplicemente fantastica.
Lunedì scorso sono stato a Cockatoo Island con una decina di amici: il sole batteva forte, e noi ci siamo sdraiati sull'erba, abusivamente, di un giardino, ci siamo seduti sui nostri teli, e abbiamo mangiato con la baia di Sydney davanti a noi: amazing.
Per concludere, a chi mi chiedeva se permane la nostalgia di casa dopo 4 mesi e mezzo: innanzitutto, non sono mai stato lontano da casa così tanto tempo, ho battuto il mio "record" di 4 mesi e pochi giorni quando ero in Spagna.
Beh, che dire? E' tantissimo tempo. Mi manca la mia famiglia, mamma papà e sorella. Ma non, come si potrebbe pensare da buon italiano, per la comodità di casa con cibi caldi sempre pronti e lavatrici quotidiane senza toccare un dito, ma per il bellissimo legame tra di noi.
Le camminate a Verona con mia mamma tra profumerie (sue) e nuove tecnologie (mie) facendola sentire quella che è, cioè la donna più bella del mondo :P , le chiacchierate con mio papà sul mio futuro e sul calcio, le litigate con mia sorella e gli abbracci pazzi tra noi due.
Questo mi manca.
I miei amici? Non li dimentico certo, ma ho trovato persone altrettanto splendide qui. Che poi, si può sempre tornare al solito discorso: Dio mio, non posso nemmeno immaginare l'immensa fatica per mandare una breve mail o un sms e chiedere come sto...quanto tempo servirebbe? Diciamo, esagerando, cinque minuti per la prima e un minuto per la seconda? Senza dimenticare Facebook o Messenger.
Bah, certe persone proprio non le capisco.
Vabbè, smetto con le lamentele che sembro un lagnoso :P , e vi racconto che ieri sera, attenzione attenzione, sono stato a vedere una corsa di cani!
Quando mi è stata proposta la serata, ero un pò restio, ma alla fine mi son lasciato convincere, soprattutto perchè era l'ultima sera di Asser e Tabita.
Beh, che dire, è stato strano e bello! Birra, hot dog, scommesse e australiani ubriachi che urlano per incitare i cani alla vittoria..io ho vinto 2 volte, ma avendo scommesso 2 dollari, avrò vinto al massimo 5 dollari. Tornando a casa da Glebe, dove c'è il parco, abbiamo conosciuto una padrona di uno dei cani che correva: il cane era bellissimo, e mi son ricordato del mio Black.
Quanto adoro i cani!
E' tardi, devo scappare a un altro farewell party!
Vi saluto, sperando di scrivere il prossimo post dal mio nuovo appartamento.
Albe

On Air: Muse - Invincible

Friday, June 26, 2009

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COOLUM BEACH (DAY 130)


Come andare in vacanza e non godersela al 100%!
Lunedì la partenza, con il sottoscritto che non si sentiva assolutamente bene, un pò per aver visto l'Italia prendere tre gol in dieci minuti dal Brasile, un pò per la febbre che avevo ancora a 38 e per lo stomachache incessante.
Prendiamo l'aereo per la Sunshine Coast e mi decido finalmente a farmi vedere da un medico, che mi diagnostica un virus allo stomaco...quindi, 3-4 giorni di dieta ferrea e via.
Ecco, sappiate che i protagonisti della vacanza erano 3 italiani, un tedesco, due danesi, un francese, un tedesco e uno svedese: appena arrivati nella casa (bellissima!) abbiamo fatto le estrazioni e formato 3 teams, il cui compito era di preparare delle deliziose cenette in base alla nazionalità del team leader.
Tutto questo senza dimenticare i pranzi, a base di barbeque con salsicce, carne e qualsiasi altra buona schifezza possibile, e le colazioni, con Nutella e biscotti.

Menu del sottoscritto durante questa vacanza:
colazione: the con 2-3 biscotti stra-stramagri
pranzo: pasta in bianco
cena: riso in bianco
unica bevanda disponibile: un mix di 2/3 di acqua e 1/3 di succo di mela.

'NA BONTA'! Non ho mai avuto l'acquolina in bocca tanto come in questi giorni, eh eh...

Anyway, mi sono sentito ogni giorno meglio, anche se non ho raggiunto ancora il ritorno alla piena forma fisica.
A parte la burrascosa giornata di lunedì, ci siamo dilettati tra spiaggie bellissime, viaggi a Noosa passando letteralmente per zone da nowhere, tornei di poker, conversazioni, indovinelli e, come poteva mancare, un pò di playstation.
Giovedì sera, è arrivato il momento più triste, quello dei saluti.
Flavien, che salutava Costa e Gloria, dopo un anno e mezzo praticamente tutti i giorni assieme, è stato l'addio più emozionante; poi se ne sono andati Mirco e Chris e infine ho salutato Frederick, un ragazzo che conoscevamo poco, ma che si è inserito nel gruppo benissimo e si è contraddistinto per simpatia e intelligenza, una persona veramente fantastica.
Flavien è veramente una bella persona, un francese gentilissimo e molto educato (e incapace a giocare a calcio, eh eh): lui e la sua risata mi mancheranno molto.
Tra una settimana saluterò anche gli altri due partecipanti alla Beach House a Coolum, Asser e Tabita, e infine Mirco e Chris, senza dimenticare Boris, Ana, Tanit, ecc..
Un (bel pò di) tristezza c'è, soprattutto per Mirco, con cui ho stretto un bel legame di amicizia in questi mesi...vabbè, inutile incappare sempre nei soliti discorsi, that's life if you wanna get a risk, isn't it?
Un abbraccio da Sydney, Albe

p.s. in questi giorni, finalmente direi, mi manca casa. Non posso tornare giusto un weekend per abbracciare i miei, mangiarmi una pizza e vedere che nulla è cambiato per poi volare verso Sydney?

Sunday, June 21, 2009

3

SICK (DAY 125)


Shitty weekend!
Non pensavo che dormire solamente 4 ore prima di andare a lavoro venerdì mattina dopo un moustache party (sì, sono stato a un party di questo genere, in cui o avevi i baffi o non entravi!) mi avesse costretto a letto per due giorni e mezzo, con la punta massima arrivata nella notte tra venerdì e sabato con il sottoscritto che tremava e la febbre a 39.3.
Ogni mezz'ora c'era l'incontro con il bagno, e qualsiasi cosa ingurgitassi, fosse bevanda o cibo, è stata rigettata fuori..penso di aver perso più chili in questi tre giorni che in anni di (ricerca di) dieta ah ah!
Non stavo così male per motivi non-alcolici da parecchio tempo...non ero stato costretto a letto per due giorni e mezzo consecutivi da un sacco di tempo.
E datemi pure dell'italiano, ma è in questi casi, quando non riesci nemmeno a muoverti, che manca la mamma (o una presenza!) eh eh. La mamma che ti fa la minestrina, che ti mette un panno bagnato sulla testa, che ti va a prendere medicine, giornali, che cambia le lenzuola sudate dopo la tachipirina...insomma, non è proprio il massimo fare tutte queste cose, mentre si trema!
Per fortuna ho avuto Gloria che mi ha portato le medicine e mi sono curato un pò, altrimenti chissà come starei!
E così venerdì sera sono stato a casa, saltando l'appuntamento con l'Ivy e con il farewell a Corrado, che comunque è passato a casa a salutarmi: peccato averlo conosciuto poco, proprio un bravo ragazzo.
Sabato passato a cercare di abbassare la febbre in vista della Cruise, il party sulla nave in giro per la baia di Sydney con 200 invitati...verso le 19 non stavo ancora bene, avevo 37.7 di febbre, ma mi sentivo in dovere di andare, soprattutto perchè era l'ultima festa di un sacco di amici, che in questi giorni ripartono e che non avrei rivisto più.
Arrivato alla venue, faccio subito una figura di merda, sedendomi al tavolo con degli spagnoli e la mia amica Ilonka e scivolando dalla sedia, in mezzo al locale e non avendo la forza di rialzarmi...iniziamo bene, dico tra me e me!
Poi, dopo le solite battute sulla swine flue, siamo saliti sulla barca, molto carina.
Bilancio della serata: una coca, due fette di pizza mangiate lentamente, un'acqua e limone. Ah, dimenticavo di dirvi che il tutto era free bar (bevi fino a quando non ce la fai più!)...maremma maiala!
E contate che c'erano anche tantissime belle ragazze, la maggiorparte delle quali belle brille. Diciamo che la parte positiva della serata è stata passare di notte vicino all'Opera House e sotto l'Harbour Bridge..emozionante!
Terminato il party, sono tornato a casa perchè non mi sentivo bene...effettivamente avevo 38.8!
Mi sono messo a letto con una tachipirina, e stamattina stavo meglio, a parte il mal di stomaco imperante.
Speriamo che per domani si risolva tutto, considerato che parto 4 giorni per la Sunshine Coast, in una Beach House!
Un saluto da Sydney e un sorry per il post..da malato!
Alby

Saturday, June 06, 2009

6

CONFUSED (DAY 110)

E' stato un weekend strano, quello appena passato.
Arrivederci, addii, feste.
La casa di Sussex Street, a un passo dal mio appartamento, è stata svuotata: c'è chi è tornato in Italia, chi si è spostato altrove, c'è chi ha iniziato un viaggio per l'Australia.
Non ricordavo più quanto è duro dire arrivederci a una persona, con la consapevolezza che si tratta di un quasi addio e con la certezza che mai nulla sarà come prima, ma potrà essere solo un ricordo, seppur bellissimo ma diverso da ciò che è stato.
Spesso chiamavo Fra, o David, per uscire con loro, per divertirmi bevendo qualche birra allo Scruffy Murphy o andare a qualche festa: Fra, poi, era sempre in prima linea per festeggiare, sempre pieno di quei gadget che attiravano le ragazze.
Sono triste perchè tra un mese sarà la volta dei miei amici universitari, di tutte quelle persone che ho conosciuto qui a Sydney grazie a Costa e Gloria, e che se ne andranno per il termine del loro exchange.
That's life if you wanna get a risk, diceva qualcuno.
So, sono consapevole che incontrerò qualcun altro, che avrò altre amicizie, che saluterò anche loro, che mi mancheranno anche loro, ma per ora è un sentimento difficile da capire e da spiegare, uno stomaco chiuso.
L'Australia, come dicevo, è diversa dalla Spagna: parlando con Francesco, pensavo che lui salutava me, dopo aver passato una settimana in simbiosi a casa mia perchè non aveva più casa, ma salutava soprattutto me perchè ero l'ultimo con cui aveva stretto una grande amicizia.
Chissà quante altre amicizie aveva stretto in dieci mesi, quante persone aveva salutato, quante persone meritavano di essere ricordate in questa sua esperienza in OZ....
e così pensavo a me, a febbraio, alle persone che ho conosciuto e a quelle che conoscerò, al fatto che mancano ancora più di 8 mesi.
A quanto sarò pieno di queste nuove persone al termine della mia esperienza...io sono Bardolino, Valencia, Milano, Sydney...sono un pò di tutti loro.
Come possiamo chiamarlo questo sentimento? Indefinibile.

[....]
Mentre ascolto Everybody hurts, riporto la mia tristezza anche al weekend calcistico (mi scusino le ragazze): l'ultima partita di Paolo Maldini, di Carlo Ancelotti, e probabilmente anche di Kakà.
Il Milan è una parte importante della mia vita, in Italia così come in Spagna o in Australia...e io sono un romantico, che non riesce ad accettare che un calciatore come Ricky, che dichiara di voler rimanere al Milan, sia costretto ad andarsene per soldi, perchè la società non ne ha più.
Quella tra Ancelotti e il Milan è una storia d'amore lunga, logorata nel corso degli anni, una di quelle storie in cui non riesci a dire basta, ma ti accorgi che è il caso di interrompere il rapporto consensualmente: e così è stato.
Ma Ricky, no: io ci sto male, perchè so che lui vuole rimanere...è una storia d'amore che finisce per motivi non certo romantici.
Mi mancherà il mio capitano, Paolo, ma la vita va avanti e dobbiamo solamente ringraziarlo.
[...]

A Sydney fa freddo, ma sembra che si sia scatenata la primavera.
In ordine, ho conosciuto un'australiana di 35 anni, un'israeliana, una sudcoreana e una svedese.
Mi hanno fatto incazzare tutte e 4: se non si hanno le idee chiare, beh, si abbia almeno il coraggio di ammettere questo statement.
E invece no, sempre lì a mettermi sul filo dell' equilibrio o del silenzio.
Ma vaffanculo!
E' un periodo strano, speriamo passi presto. Devo lavorare su me stesso, questo sì.
Un'esperienza, qualunque essa sia o ovunque essa sia fatta, dev'essere un sottofondo (fondamentale) per una crescita personale, una maturazione.
Nel frattempo ho prenotato, con 7 miei amici, 4 giorni di vacanza in una beach house verso la Sunshine Coast, che non costa praticamente nulla: non vedo l'ora!
Ora vi saluto, e mi scuso per questo post confused...
Take care, guys