
E un altro anno a Sydney è passato.
Diverso dall'anno scorso, bello in un modo diverso, più maturo.
Sono molto fortunato ad avere amici speciali che continuano a rendere quest'esperienza fantastica.
Non so se sono più felice di avere tre settimane di vacanza dal lavoro, o di tornare a casa :D
L'anno scorso praticamente non lavoravo, quest'anno sto recuperando le ore perse a giocare a Solitario nel lavoro precedente!
Ieri sera bellissima serata in un ristorante ceco a Potts Point.
E, ora, Italia! Non prima di 24 ore di aereo, d'oh!
A presto, Albe
Saturday, March 19, 2011
4I'M COMING HOME (DAY 759)
Written by Alberto at 10:17 AM 4 comments
Sunday, March 13, 2011
1O ALQUIMISTA (DAY 753)

Forrest Gump, su una panchina, pronunciò una delle sue frasi più famose: "la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".

Written by Alberto at 7:12 PM 1 comments
Tags australia, thinking about it
Saturday, March 12, 2011
0NATURA INFAME (DAY 751)

Le inondazioni nel Queensland.
Il ciclone Yasi nel North Queensland.
Il terremoto in Nuova Zelanda.
E, ora, terremoto e tsunami in Giappone.
Tutto questo negli ultimi 3 mesi, Oceano Pacifico.
Fingers crossed.
Written by Alberto at 2:06 AM 0 comments
Monday, January 31, 2011
2AUS OPEN - PART II (DAY 711)

Melbourne e' magica. O, meglio, direi che gli Australian Open sono magici.
Per la seconda volta in due anni, io e i miei amici siamo volati in Victoria per goderci il miglior tennis del mondo: e, ancora, ne e' valsa la pena.
L'atmosfera che si vive a Melbourne nelle due settimane di torneo e' una cosa favolosa, si respira come se fosse aria e ti (mi) fa ricordare quanto ami lo sport.
Non e' solamente andare alla Rod Laver Arena a vedere i match: e' passare da Federation Square, sdraiarti al sole e guardare le partite sul grande schermo. E' attraversare il corridoio principale, mentre ai tuoi lati sfilano i banner dei campioni che hanno vinto questo torneo in passato.
E' visitare tutti gli stand, avere la fortuna di ascoltare Jim Courier a un metro, e' vedersi l'allenamento del numero 5 al mondo seduti come sul divano di casa. E' vedere Rafa Nadal passare a un passo da te, e confermare che e' un grande (e umile) campione.
Senza dimenticare il tennis che si vive, le emozioni, le urla, i "vamos Rafa!", i challenge, le partite, Nadal, l'australiana sconfitta, la Pennetta nel doppio, e la possibilita' di vedere il primo set della partita piu' lunga di sempre della storia dei Grand Slam femminili, grazie a un amico allenatore che puoi vedere solo da lontano e per cui stai male, considerata la pressione della partita.
E' spendere $4.90 per vedere la partita sull'aereo, su un mini-schermo in tre, urlando e tifando...per l'avversaria dell' Italiana (la giocatrice allenata dal nostro amico)...
e' imprecare perche' il segnale e' andato via al match-point, con Glo che tira un pugno al sedile (lol) svegliando il passeggero davanti. E' seguire la partita sull' iPhone, in taxi, arrivare a casa e vedere il proprio amico ancora sotto tensione: vedere la partita finire, a favore della Schiavone, e sentirsi un po' tristi per lui. Grande Carlos, grande lavoro comunque!
Bello il tennis, belle le due settimane di tennis in Australia: torni a casa, accendi la tv e ti godi le partite in diretta mentre il Vecchio Continente si sveglia.
O le segui su Skype al lavoro, chattando con una tua amica :D
Bella Melbourne, ma, personalmente, io mi tengo la mia Sydney.
Che d'estate, con questi 35 gradi, e' ancor piu bella :)
A Melbourne si trovano dei locali europei che a Sydney ci si sogna, su quello concordo: ci siamo trovati in un pub da quattro soldi, ma con musica bellissima e drinks high-quality!
Questa cosa, devo ammettere, un po' mi manca e Sydney e' un po' povera da questo punto di vista.
Se tutto va bene, tra meno di due mesi dovrei tornare. Dubito che vada tutto bene, perche' i "papers" hanno sempre bisogno di tempo per essere finalizzati.
Ho tanta voglia di vedere la mia famiglia, i miei amici, il mio lago, la mia Verona :)
Un abbraccio, Albe
Written by Alberto at 5:34 PM 2 comments
Tuesday, January 11, 2011
4BLUE MOUNTAINS (DAY 691)
Weekend da solo, alle Blue Mountains, a due ore di treno da Sydney.
Per chiarire la mente, per scappare dal lavoro, per scappare dalla città, per scappare da laptop/telefonino/contatti, per scappare da "Alberto, I have a question...", per liberare la mente da certi pensieri/pressioni/responsabilità.
Se è servito veramente non lo so. Dubito.
So che ho letto le 600 pagine del libro della Betancourt, so che mi sono rilassato, so che ho camminato un sacco, so che ho visto un'immensa distesa di verde, so che ho pensato che vorrei essermi lanciato per vivere in mezzo a quel verde per un pò, so che mi manca tantissimo casa, so che tra 2 mesi ritorno, so che adoro la pioggia, so che non ho parlato con nessuno, so che c'erano troppi turisti, so che ho trovato il mio silenzio anche in mezzo a loro, so che ho visto meravigliose farfalle.
Non so perchè continuavo a guardare quella cascata, immobile, con i pensieri che rullavano in testa, con le memorie dell'infanzia a dominare le mie nuvole.
Lo ammetto: martedì scorso ero a un passo dal tornare in Italia, for good. Poi i pensieri, le chiacchierate su Skype con la famiglia, gli amici di Sydney, i colloqui con il capo che sono chiacchierate con un amico, le camminate, ciò che ho fatto in questi due anni, i buoni propositi, la voglia di vincere la MIA sfida qui, hanno cambiato un pò le cose. Non interamente.
Manca il 31. Giovedì avrò la mia 3months review, e capirò un pò di cose, dal mio lato, dal lato dell'azienda.
Non mi piace che il lavoro decida il mio futuro, ma, come immigrato, questa è l'unica soluzione.
Se ci saranno le condizioni per continuare, rimarrò in Australia; altrimenti, con qualche rimpianto ma sicuro di aver lottato fino alla fine, tornerò...per poi ripartire.
Ostacolo dopo ostacolo, sfida dopo sfida, obiettivo dopo obiettivo, mal di testa dopo mal di testa, sorriso dopo sorriso.
Un abbraccio a chi mi legge, Albe :)
Written by Alberto at 11:46 PM 4 comments
Saturday, December 18, 2010
2SPONSORSHIP! (DAY 667)

Sono irrecuperabile, lo so.
Un altro mese e mezzo senza un post: argh, imbarazzante.
"Sto lavorando un sacco" vale come scusa?
Al contrario del precedente lavoro, dove non avevo nessuna responsabilità importante, avevo fatto le 7 di sera una decina di volte in un anno e i weekend erano completamente liberi, il mio nuovo lavoro è leggermente impegnativo, per usare un eufemismo. Welcome to Sydney, welcome to business, baby.
Alla faccia del "take it easy, no worries!"
Lunghe serate in ufficio tra pizze e birre, weekend con chiamate dalla Cina e Skype Calls con Los Angeles, decisioni finali che passano dal sottoscritto....fermate il mondo, io voglio scendere da questa macchina velocissima, non sono pronto a tutte queste responsabilità!
Quattro mesi fa rompevo le palle al mondo lavorativo alla ricerca di una vera occupazione, di responsabilità e di motivazioni: ora mi si potrebbe rispondere con un "hai voluto la bicicletta? bene! Ora pedala e zitto!".
Questo lavoro mi rende contento, ma ci sono due aspetti da limare, uno conseguenza dell'altro.
Lavorare fino a tardi, e lavorare durante i weekend: se per il primo fattore non è un grande problema, il secondo lo è.
Non staccare mai, essere sempre reperibile è pesante. E' successo che mi chiamassero alle 2 di notte, un sabato sera, mentre ero con gli amici assalito dalla fame chimica post-serata: avevo anche bevuto un paio di birre e vedo un numero strano che mi chiama "Hey Alberto, I'm Will." A cui io ho risposto..."mmmm...Will...Will I am? " (solito scemo!)
"No, sono Will dalla Cina, il tuo collega. Senti, ma come mai non hai risposto alla mail che ti ho mandato prima? Mi sembra di avertela inviata alle 9pm, ora cinese...fammi controllare, a mezzanotte ora di Sydney..son già passate due ore!"
Immaginatevi la mia faccia.
Obbligato a tornare a casa alle 2 di notte di un sabato sera per lavoro, con varie birre sul groppone, e gestire un problema con...il Development Team...cose che non ho mai fatto, lavoro da informatici, ma si sa... è una start-up, quindi si deve essere capace di arrangiarsi, tirarsi su le maniche, provarci..e avere successo, cioè terminare il lavoro.
La domenica successiva ho dovuto lavorare, in ufficio mentre i 30gradi e il sole di Sydney mi facevano bestemmiare in aramaico. E il sole ha fatto cambio con la notte, con lavoro terminato alle 4am.
Anche perchè...rullo di tamburi...tutte queste ore non sono state pagate.
E mentre uno dei lead investors mi mandava una mail di default, un secondo mi mandava una mail arrogante per una risposta che non avevo avuto il tempo di inviare.
Ma dico io: per il primo, hai un PHD? cerca di usare la testolina e se vuoi ringraziarmi, sii efficiente e usa delle parole diverse.
Per il secondo? You gotta be kidding me, asshole.
Naturalmente il giorno successivo ho preteso un colloquio con il mio capo: non sono uno che si lamenta spesso, ma quello che era successo era inamissibile, senza essere pagato.
E cosi' ho ottenuto una promozione, l'aumento di stipendio, delle policies per chi lavora durante il weekend e...altro rullo di tamburi...LA SPONSORED VISA.
Eh già, la famosa Sponsorship che desideravo fin dal primo giorno qui a Sydney, all' Opera Bar con la mia amica milanese che mi decantava le bellezze di Sydney (e ora è in Canada haha, grande Lauretta), la Sponsorship che ho cercato per un anno nel mio lavoro precedente e che mi veniva promessa prendendomi per il culo....eccola lì.
Sarò sponsorizzato (sempre che il governo accetti), mi verrà aumentato lo stipendio (sempre che io lo accetti, lol) e potrò rimanere in Australia ancora, 2 o forse 4 anni, ancora non lo so.
Detto questo, il lavoro mi piace: impegnativo sicuramente, pieno di responsabilità, con nuove sfide ogni singolo giorno. Gestisco un team di 3 persone, con la quarta "coming soon" e sono contento: grandissimo rapporto con il mio capo e grande stima (che si esaurisce se i numeri non arrivano eh eh) dal top management.
Sono contento, anche se lavoro veramente tanto. Forse è la giusta punizione per quanto poco lavoravo nel precedente lavoro :)
E, come spesso succede quando si fanno dei piani, ecco arrivare la news: esattamente il giorno dopo che mi viene offerta la Sponsorship, una Project Manager con cui lavoro mi ha contattato, dicendomi che avrei la testa/skills per lavorare con lei, nella stessa azienda di ora. Io non l'avevo nemmeno presa in considerazione, quando il giorno dopo mi ricontatta e mi dice: "Alberto, questo sarebbe lo stipendio, comprensivo di Green Card, naturalmente dovresti passare tramite la selezione finale, non sarebbe il tuo lavoro, faresti zero strategia e dovresti solo lavorare su progetti e consegnarli, ma LOS ANGELES ti aspetta".
Hang on...Los Angeles? Io? Los Angeles? La città degli Angeli?
Immaginate la mia soddisfazione: insomma, LOS ANGELES!
Ci ho pensato un paio di giorni: non so se ero più felice per l'offerta o se pensavo a che fare.
Alla fine, ho scelto per Sydney. Ancora.
Los Angeles non era immediata, non era un'offerta certa, non era stata formalizzata e il processo non sarebbe stato breve.
Devono ancora adesso approvare il budget, e avrei dovuto passare la selezione finale ( e sarei andato a lavorare per lo stronzo arrogante di cui ho parlato prima eh eh). Insomma, un processo che quantifico in 2/3 mesi.
Mentre dall'altra parte, mi era stata appena offerta la sponsorship e un contratto di 2/4 anni, una sicurezza, in un ambiente che mi piace, dove mi trovo bene, dove sono un Team Manager e c'è uno splendido rapporto con il mio capo, in cui faccio strategia.
In avanti, in un futuro prossimo, chissà.
Però essere chiamato da Los Angeles è stata una bella iniezione di fiducia per me, per il mio orgoglio.
A volte penso che il mio Lago di Garda è perfetto per me, a volte penso che non potrei più tornarci permanentemente: è un dubbio che avrò per sempre.
Nel frattempo vivo. E cerco di prendere il massimo da questa esperienza.
E a proposito di lavoro, mi scuso per il post abbastanza noioso. Sono successe tantissime cose nel frattempo, dalla stalker al compleanno, dagli U2 a Jay-Z, da Lei a Lei Non Più, alla festa di Movember.
E prometto di cercare più tempo per parlare di cose più frivole e interessanti :)
Un abbraccio, Albe
Written by Alberto at 4:12 PM 2 comments
Tags lavoro, los angeles, sydney
Monday, November 08, 2010
2DOVE SONO FINITO? (DAY 627)
Sono qui, sono qui!
il silenzio, il verde, le storie di vasselli che affondano e che ti sembra di vedere e vivere, la sabbia, camminate, panorami romantici. Svegliarsi alle 5 di mattina e vedere l'alba, seppur con la pioggia, ai Dodici Apostoli è un'esperienza indimenticabile. Dormire in un ostello dove ci siete solo tu e il tuo amico, arrivare in una cittadina dove il ristorante migliore chiude la cucina alle otto di sera. Guidare su strade che sembra di essere sulle montagne russe a Gardaland, guidare e rischiare varie volte di andare fuori strada perchè si, sei così attratto dall'oceano che non ti rendi nemmeno conto che sei alla guida e vorresti un pilota automatico per poter ammirare il tutto con calma. E arrivare alla fine della Great Ocean Road, e volere tornare indietro, e rifarla tutta. E tuffarsi in quell'oceano, senza tornare mai più a terra :)

Written by Alberto at 11:39 PM 2 comments
Tags compleanno, lavoro, party, vacanza
Wednesday, September 22, 2010
322 SETTEMBRE (DAY 582)
Me ne sono accorto solamente ieri, ma sembra che il 22 settembre sia una data abbastanza ricorrente nella mia vita all'estero.
Written by Alberto at 4:30 PM 3 comments
