Saturday, March 19, 2011

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I'M COMING HOME (DAY 759)


E un altro anno a Sydney è passato.
Diverso dall'anno scorso, bello in un modo diverso, più maturo.
Sono molto fortunato ad avere amici speciali che continuano a rendere quest'esperienza fantastica.
Non so se sono più felice di avere tre settimane di vacanza dal lavoro, o di tornare a casa :D
L'anno scorso praticamente non lavoravo, quest'anno sto recuperando le ore perse a giocare a Solitario nel lavoro precedente!
Ieri sera bellissima serata in un ristorante ceco a Potts Point.
E, ora, Italia! Non prima di 24 ore di aereo, d'oh!
A presto, Albe

Sunday, March 13, 2011

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O ALQUIMISTA (DAY 753)


Forrest Gump, su una panchina, pronunciò una delle sue frasi più famose: "la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".

Ho appena passato una domenica favolosa in una Sydney fantastica, bloody hot con i suoi 30 gradi; sono pronto a tornare in Italia, tra 5 giorni, e non riesco a controllare la mia euforia, spaccando letteralmente le palle a tutti i miei amici, poveri loro.
["Albe, ma veramente, spero tu stia scherzando, non sapevo che tornassi in Italia, non me l'aveva detto nessuno" è il ritornello più ricorrente, eh eh]
La bellezza di questa domenica ha varie ragioni, partendo dalla felicità del pensiero di riabbracciare tutti i miei cari, alla positività interiore di questi giorni che mi porta a vedere tutto così come fosse un arcobaleno, ad amare (di nuovo) Sydney in tutti i suoi minimi dettagli.
Ma è data anche da un incontro, anzi da due.
Un amico del liceo, una bellissima persona, buonissima: ritrovato dopo 10 anni al The Clock in Surry Hills, tra il sottoscritto che vive tra Spagna e Milano e lui che si innamora di un'olandese mentre viaggia tra Parigi e Svezia.
Ale è un personaggio, gli piace parlare, gli piace confrontarsi, gli piace sapere la tua opinione, è una persona così genuina che lo si vede anche in un atto semplice come il tagliare il melone.
Son contento di averlo ritrovato qui in Australia, dopo 10 anni in cui ci eravamo praticamente persi: e oggi, con Saskia e altri amici, ha trasformato un normale pranzo in tre ore rilassanti, piene di risate e di serenità. Partner in crime, la meravigliosa vista a 360 gradi di Sydney che si può ammirare dal loro appartamento, Opera House e Sydney Tower compresa. Si può vedere tutto da lì, notare la fancy Woolloomooloo e camminare idealmente tra i Royal Botanic Gardens e Domain, ci si può tuffare nel chiassoso centro commerciale, oppure si può volgere lo sguardo e vedere quella piccola isoletta che noto ogni volta che vado a Manly, così come meravigliarsi di fronte all'architettura della moltitudine di casette tipiche di Paddington, e immaginare di terminare la propria corsa in quel di Bondi.
Leonardo ha una bella risata, chiassosa e, anch'essa, genuina. E' venezuelano, fratello di una mia amica, ha vissuto in Italia per quindici anni ed è appena atterrato nel New South Wales.
Me lo ricordavo un pò, perchè, adolescenti, andava sugli alberi, e diciamo che non era proprio la prima persona che volevi incontrare dopo qualche drink.
Oggi è stata una sorpresa, un incontro bellissimo, profondo, di conoscenza estrema e intima. Proprio a causa della sua natura, non mi va di esternare le mie emozioni e sensazioni, ma sappiate che (e attenzione, perchè a dirlo è uno come il sottoscritto) penso di aver realizzato per la prima volta nella mia vita il concetto di FEDE.
Mi ha raccontato del suo viaggio a Santiago, mi ha raccontato del viaggio che ha fatto per riuscire finalmente a stare bene con sè stesso.
Viaggio è sviluppo, conoscenza, sofferenza, determinazione e realizzazione, se si riesce nel proprio intento.
Il voler cambiare, il lottare contro colui che si crede di essere per poi capire che era tutto sbagliato. Un viaggio, una strada da seguire, sempre in un'ipotetica road, magari anche australiana, a guidare su km e km senza vedere anima viva, sperando di non incappare in un canguro che taglia la strada.
Un viaggio è ciò di cui ho bisogno, per essere finalmente ciò che voglio e togliere quel fardello.
Un viaggio necessario, per vivere tutto più alla leggera, con la razionalità che sempre mi distingue, forse anche troppo.
Lavorare su di sè.
E' stato un anno incredibile, questo.
Olivia Lane, Dani, una pazza scatenata come inquilina, il piede, Rebecca, i mondiali, i nazisti, Darling Harbour, la social media campaign, rodmanalbe, un viaggio meraviglioso, la nuova lovely inquilina, il nuovo lavoro, una pazza scatenata con cui uscivo, un bel Natale a Sydney, la sponsorship, lo sclero lavorativo, FIFA, le Blue Mountains da solo, Melbourne-Australian Open-la partita più pazza della storia, una persona importante, Manly, il campeggio, le catastrofi naturali che circondano Sydney, la casa che diventa un ostello, il Mardi Gras, e soprattutto tanti tanti amici che ringrazio per aver condiviso questo secondo anno a Sydney.
2 anni, chi ci avrebbe mai creduto, chi lo avrebbe mai voluto, anche?
L'Australia. Quante cose dovrei dire. Quante cose non riesco a dire, o sto ancora valutando. Australia vs. Europa vs. Sud America vs. States. Ci sto pensando, sto valutando. Questo progetto e tanti altri.
Proprio ora che mi danno la sponsorship, LoL. Qualcuno ha detto "il giardino del vicino è sempre più verde?"
Torno a casa tre settimane. In un anno. Riuscirò a vedere un quarto degli amici che vorrei vedere. Passerò con loro un centesimo del tempo che vorrei passare con loro. E la stessa cosa è stata l'anno scorso. Perchè dall' Australia, se sei fortunato, torni solo una volta all'anno.
Alcuni di loro, non li vedo da due anni. Alcuni, da tre anni. Qualcuno verrà a trovarmi a Bardolino e mi renderà felice, altri purtroppo non riusciranno a farsi abbracciare in questi 20 giorni "di celebrità" italiani.
Questo è ciò che mi va di evidenziare dopo 2 anni in Australia. Dopo anni di amicizie in giro per il mondo, seguo le loro vite su un Social Network.
C'è chi mi dice che, anche se fossi in Europa, non li incontrerei così spesso.
Bah, dubito.
Forse, la scusa professionale e salariale sta traballando. Forse, ripeto.
Chissà, non si sa mai.
Il mondo è così grande, ci sono così tante cose da vedere.
E l'Australia è così grande, ci sono ANCORA così tante cose da vedere.

:)
Albe

Saturday, March 12, 2011

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NATURA INFAME (DAY 751)


Le inondazioni nel Queensland.
Il ciclone Yasi nel North Queensland.
Il terremoto in Nuova Zelanda.
E, ora, terremoto e tsunami in Giappone.

Migliaia di morti.
Tutto questo negli ultimi 3 mesi, Oceano Pacifico.

Fingers crossed.

Monday, January 31, 2011

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AUS OPEN - PART II (DAY 711)


Melbourne e' magica. O, meglio, direi che gli Australian Open sono magici.
Per la seconda volta in due anni, io e i miei amici siamo volati in Victoria per goderci il miglior tennis del mondo: e, ancora, ne e' valsa la pena.
L'atmosfera che si vive a Melbourne nelle due settimane di torneo e' una cosa favolosa, si respira come se fosse aria e ti (mi) fa ricordare quanto ami lo sport.
Non e' solamente andare alla Rod Laver Arena a vedere i match: e' passare da Federation Square, sdraiarti al sole e guardare le partite sul grande schermo. E' attraversare il corridoio principale, mentre ai tuoi lati sfilano i banner dei campioni che hanno vinto questo torneo in passato.
E' visitare tutti gli stand, avere la fortuna di ascoltare Jim Courier a un metro, e' vedersi l'allenamento del numero 5 al mondo seduti come sul divano di casa. E' vedere Rafa Nadal passare a un passo da te, e confermare che e' un grande (e umile) campione.
Senza dimenticare il tennis che si vive, le emozioni, le urla, i "vamos Rafa!", i challenge, le partite, Nadal, l'australiana sconfitta, la Pennetta nel doppio, e la possibilita' di vedere il primo set della partita piu' lunga di sempre della storia dei Grand Slam femminili, grazie a un amico allenatore che puoi vedere solo da lontano e per cui stai male, considerata la pressione della partita.
E' spendere $4.90 per vedere la partita sull'aereo, su un mini-schermo in tre, urlando e tifando...per l'avversaria dell' Italiana (la giocatrice allenata dal nostro amico)...
e' imprecare perche' il segnale e' andato via al match-point, con Glo che tira un pugno al sedile (lol) svegliando il passeggero davanti. E' seguire la partita sull' iPhone, in taxi, arrivare a casa e vedere il proprio amico ancora sotto tensione: vedere la partita finire, a favore della Schiavone, e sentirsi un po' tristi per lui. Grande Carlos, grande lavoro comunque!
Bello il tennis, belle le due settimane di tennis in Australia: torni a casa, accendi la tv e ti godi le partite in diretta mentre il Vecchio Continente si sveglia.
O le segui su Skype al lavoro, chattando con una tua amica :D
Bella Melbourne, ma, personalmente, io mi tengo la mia Sydney.
Che d'estate, con questi 35 gradi, e' ancor piu bella :)
A Melbourne si trovano dei locali europei che a Sydney ci si sogna, su quello concordo: ci siamo trovati in un pub da quattro soldi, ma con musica bellissima e drinks high-quality!
Questa cosa, devo ammettere, un po' mi manca e Sydney e' un po' povera da questo punto di vista.
Se tutto va bene, tra meno di due mesi dovrei tornare. Dubito che vada tutto bene, perche' i "papers" hanno sempre bisogno di tempo per essere finalizzati.
Ho tanta voglia di vedere la mia famiglia, i miei amici, il mio lago, la mia Verona :)
Un abbraccio, Albe

Tuesday, January 11, 2011

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BLUE MOUNTAINS (DAY 691)

Weekend da solo, alle Blue Mountains, a due ore di treno da Sydney.
Per chiarire la mente, per scappare dal lavoro, per scappare dalla città, per scappare da laptop/telefonino/contatti, per scappare da "Alberto, I have a question...", per liberare la mente da certi pensieri/pressioni/responsabilità.
Se è servito veramente non lo so. Dubito.
So che ho letto le 600 pagine del libro della Betancourt, so che mi sono rilassato, so che ho camminato un sacco, so che ho visto un'immensa distesa di verde, so che ho pensato che vorrei essermi lanciato per vivere in mezzo a quel verde per un pò, so che mi manca tantissimo casa, so che tra 2 mesi ritorno, so che adoro la pioggia, so che non ho parlato con nessuno, so che c'erano troppi turisti, so che ho trovato il mio silenzio anche in mezzo a loro, so che ho visto meravigliose farfalle.
Non so perchè continuavo a guardare quella cascata, immobile, con i pensieri che rullavano in testa, con le memorie dell'infanzia a dominare le mie nuvole.

Lo ammetto: martedì scorso ero a un passo dal tornare in Italia, for good. Poi i pensieri, le chiacchierate su Skype con la famiglia, gli amici di Sydney, i colloqui con il capo che sono chiacchierate con un amico, le camminate, ciò che ho fatto in questi due anni, i buoni propositi, la voglia di vincere la MIA sfida qui, hanno cambiato un pò le cose. Non interamente.
Manca il 31. Giovedì avrò la mia 3months review, e capirò un pò di cose, dal mio lato, dal lato dell'azienda.
Non mi piace che il lavoro decida il mio futuro, ma, come immigrato, questa è l'unica soluzione.
Se ci saranno le condizioni per continuare, rimarrò in Australia; altrimenti, con qualche rimpianto ma sicuro di aver lottato fino alla fine, tornerò...per poi ripartire.

Ostacolo dopo ostacolo, sfida dopo sfida, obiettivo dopo obiettivo, mal di testa dopo mal di testa, sorriso dopo sorriso.

Un abbraccio a chi mi legge, Albe :)

Saturday, December 18, 2010

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SPONSORSHIP! (DAY 667)


Sono irrecuperabile, lo so.
Un altro mese e mezzo senza un post: argh, imbarazzante.
"Sto lavorando un sacco" vale come scusa?
Al contrario del precedente lavoro, dove non avevo nessuna responsabilità importante, avevo fatto le 7 di sera una decina di volte in un anno e i weekend erano completamente liberi, il mio nuovo lavoro è leggermente impegnativo, per usare un eufemismo. Welcome to Sydney, welcome to business, baby.
Alla faccia del "take it easy, no worries!"
Lunghe serate in ufficio tra pizze e birre, weekend con chiamate dalla Cina e Skype Calls con Los Angeles, decisioni finali che passano dal sottoscritto....fermate il mondo, io voglio scendere da questa macchina velocissima, non sono pronto a tutte queste responsabilità!
Quattro mesi fa rompevo le palle al mondo lavorativo alla ricerca di una vera occupazione, di responsabilità e di motivazioni: ora mi si potrebbe rispondere con un "hai voluto la bicicletta? bene! Ora pedala e zitto!".
Questo lavoro mi rende contento, ma ci sono due aspetti da limare, uno conseguenza dell'altro.
Lavorare fino a tardi, e lavorare durante i weekend: se per il primo fattore non è un grande problema, il secondo lo è.
Non staccare mai, essere sempre reperibile è pesante. E' successo che mi chiamassero alle 2 di notte, un sabato sera, mentre ero con gli amici assalito dalla fame chimica post-serata: avevo anche bevuto un paio di birre e vedo un numero strano che mi chiama "Hey Alberto, I'm Will." A cui io ho risposto..."mmmm...Will...Will I am? " (solito scemo!)
"No, sono Will dalla Cina, il tuo collega. Senti, ma come mai non hai risposto alla mail che ti ho mandato prima? Mi sembra di avertela inviata alle 9pm, ora cinese...fammi controllare, a mezzanotte ora di Sydney..son già passate due ore!"
Immaginatevi la mia faccia.
Obbligato a tornare a casa alle 2 di notte di un sabato sera per lavoro, con varie birre sul groppone, e gestire un problema con...il Development Team...cose che non ho mai fatto, lavoro da informatici, ma si sa... è una start-up, quindi si deve essere capace di arrangiarsi, tirarsi su le maniche, provarci..e avere successo, cioè terminare il lavoro.
La domenica successiva ho dovuto lavorare, in ufficio mentre i 30gradi e il sole di Sydney mi facevano bestemmiare in aramaico. E il sole ha fatto cambio con la notte, con lavoro terminato alle 4am.
Anche perchè...rullo di tamburi...tutte queste ore non sono state pagate.
E mentre uno dei lead investors mi mandava una mail di default, un secondo mi mandava una mail arrogante per una risposta che non avevo avuto il tempo di inviare.
Ma dico io: per il primo, hai un PHD? cerca di usare la testolina e se vuoi ringraziarmi, sii efficiente e usa delle parole diverse.
Per il secondo? You gotta be kidding me, asshole.
Naturalmente il giorno successivo ho preteso un colloquio con il mio capo: non sono uno che si lamenta spesso, ma quello che era successo era inamissibile, senza essere pagato.
E cosi' ho ottenuto una promozione, l'aumento di stipendio, delle policies per chi lavora durante il weekend e...altro rullo di tamburi...LA SPONSORED VISA.
Eh già, la famosa Sponsorship che desideravo fin dal primo giorno qui a Sydney, all' Opera Bar con la mia amica milanese che mi decantava le bellezze di Sydney (e ora è in Canada haha, grande Lauretta), la Sponsorship che ho cercato per un anno nel mio lavoro precedente e che mi veniva promessa prendendomi per il culo....eccola lì.
Sarò sponsorizzato (sempre che il governo accetti), mi verrà aumentato lo stipendio (sempre che io lo accetti, lol) e potrò rimanere in Australia ancora, 2 o forse 4 anni, ancora non lo so.
Detto questo, il lavoro mi piace: impegnativo sicuramente, pieno di responsabilità, con nuove sfide ogni singolo giorno. Gestisco un team di 3 persone, con la quarta "coming soon" e sono contento: grandissimo rapporto con il mio capo e grande stima (che si esaurisce se i numeri non arrivano eh eh) dal top management.
Sono contento, anche se lavoro veramente tanto. Forse è la giusta punizione per quanto poco lavoravo nel precedente lavoro :)
E, come spesso succede quando si fanno dei piani, ecco arrivare la news: esattamente il giorno dopo che mi viene offerta la Sponsorship, una Project Manager con cui lavoro mi ha contattato, dicendomi che avrei la testa/skills per lavorare con lei, nella stessa azienda di ora. Io non l'avevo nemmeno presa in considerazione, quando il giorno dopo mi ricontatta e mi dice: "Alberto, questo sarebbe lo stipendio, comprensivo di Green Card, naturalmente dovresti passare tramite la selezione finale, non sarebbe il tuo lavoro, faresti zero strategia e dovresti solo lavorare su progetti e consegnarli, ma LOS ANGELES ti aspetta".
Hang on...Los Angeles? Io? Los Angeles? La città degli Angeli?
Immaginate la mia soddisfazione: insomma, LOS ANGELES!
Ci ho pensato un paio di giorni: non so se ero più felice per l'offerta o se pensavo a che fare.
Alla fine, ho scelto per Sydney. Ancora.
Los Angeles non era immediata, non era un'offerta certa, non era stata formalizzata e il processo non sarebbe stato breve.
Devono ancora adesso approvare il budget, e avrei dovuto passare la selezione finale ( e sarei andato a lavorare per lo stronzo arrogante di cui ho parlato prima eh eh). Insomma, un processo che quantifico in 2/3 mesi.
Mentre dall'altra parte, mi era stata appena offerta la sponsorship e un contratto di 2/4 anni, una sicurezza, in un ambiente che mi piace, dove mi trovo bene, dove sono un Team Manager e c'è uno splendido rapporto con il mio capo, in cui faccio strategia.
In avanti, in un futuro prossimo, chissà.
Però essere chiamato da Los Angeles è stata una bella iniezione di fiducia per me, per il mio orgoglio.
A volte penso che il mio Lago di Garda è perfetto per me, a volte penso che non potrei più tornarci permanentemente: è un dubbio che avrò per sempre.
Nel frattempo vivo. E cerco di prendere il massimo da questa esperienza.
E a proposito di lavoro, mi scuso per il post abbastanza noioso. Sono successe tantissime cose nel frattempo, dalla stalker al compleanno, dagli U2 a Jay-Z, da Lei a Lei Non Più, alla festa di Movember.
E prometto di cercare più tempo per parlare di cose più frivole e interessanti :)
Un abbraccio, Albe

Monday, November 08, 2010

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DOVE SONO FINITO? (DAY 627)

Sono qui, sono qui!

Pochissimo tempo per scrivere, equindi vado di lista (della spesa)!
Sono successe così tante cose, che probabilmente mi sono già dimenticato di 3/4 degli episodi!
A volte, così come per la vacanza che vi sto per narrare, penso che bisognerebbe girare con una digitale e un block notes per ricordare tutto; altre volte invece, come in questo caso, tutto questo non serve, serve solo lasciarsi andare, fare un bel sospiro e buttarsi completamente nella vita.
Anyway, eccovi serviti:
- la vacanza tra Great Ocean Road, Kangaroo Island e Adelaide è stata meravigliosa. Natura, colori, emozioni, un'esperienza unica senza alcun pensiero per la testa. Matteo è stato un grande compagno, mi ha sopportato per una settimana, povero lui. Definirei la Great Ocean Road come un pazzo e folle amore che dura due giorni e che vorresti riprovare ogni tanto: le onde,
l'oceano,
il silenzio, il verde, le storie di vasselli che affondano e che ti sembra di vedere e vivere, la sabbia, camminate, panorami romantici. Svegliarsi alle 5 di mattina e vedere l'alba, seppur con la pioggia, ai Dodici Apostoli è un'esperienza indimenticabile. Dormire in un ostello dove ci siete solo tu e il tuo amico, arrivare in una cittadina dove il ristorante migliore chiude la cucina alle otto di sera. Guidare su strade che sembra di essere sulle montagne russe a Gardaland, guidare e rischiare varie volte di andare fuori strada perchè si, sei così attratto dall'oceano che non ti rendi nemmeno conto che sei alla guida e vorresti un pilota automatico per poter ammirare il tutto con calma. E arrivare alla fine della Great Ocean Road, e volere tornare indietro, e rifarla tutta. E tuffarsi in quell'oceano, senza tornare mai più a terra :)
Kangaroo Island è natura: due giorni tra pinguini di notte, canguri, koala, foche, pellicani, deserti, strade rosse e solitarie, con macchine cheincontri ogni mezz'ora e ti salutano, con un traghetto che è l'unico mezzo per raggiungere quest'isola sperduta, e la cittadina con 300 abitanti e un australiano che difficilmente si capisce.
E' camminare tra le rocce, stando attenti a non farsi male, e scoprire una spiaggia inattesa. E' vivere la natura alla sua massima potenza, è emozionarsi per (ancora, son noioso) una pioggia forte, forte emotivamente, mentre guardi l'oceano e delle foche si nascondono. E' conoscere i canguri e trovarsi inaspettatamente insicuri su come si muoveranno, con quel loro saltellare!
Adelaide, con Barossa Valley, è stato il relax dopo 5 giorni a guidare minimo sette ore al giorno, e rilassarsi dormendo su un tour bus che ti porta a vedere il primo insediamento tedesco in Australia. E una città che è vuota il sabato mattina: perchè tutti sono al mercato, tutti ma proprio tutti!
E' stata una vacanza che mi resterà nel cuore, per le tante ore di guida, per i tanti pensieri, per la musica, per lo stress che avevo accumulato nella ricerca lavoro, per quel break che mi serviva, per le onde, per l'oceano, per i colori, per il verde, il rosso, l'azzurro e per i silenzi che si, valevano più di mille parole. Per le onde, che mi sanno sempre far emozionare, e in cui mi ritrovo: chiamatemi pazzo, ma vorrei vivere in mezzo all'oceano, forse anche sott'acqua :D
Mi accontenterò di una casa con vista Oceano ;) E una vacanza da ricordare per un grande amico, con cui ho condiviso questa esperienza. Lui e la sua Lonely Planet, ahaha!

- ho trovato lavoro! Una sola settimana di disoccupazione ed eccomi ritornato in scrivania, come Digital Media Manager. Il mio capo è un americano, di colore, 35 anni, con il sorriso alla Eddie Murphy, sempre sorridente, che balla in ufficio e veste jeans, maglietta e cappellino all'indietro...il General Manager! Il lavoro mi piace (anche se sono sempre convinto che son fatto per non usare il mio cervello eh eh) e sembra che ci siano possibilità di sponsorship: ah, lavoro a 8 minuti a piedi da casa, quindi bene!


Ho anche due ragazze sotto di me (non siate maliziosi!), quindi ho un sacco di responsabilità, se paragonato al lavoro precedente! Unico problema, il fatto che la Office Manager si sia innamorata di me, nemmeno troppo velatamente eh eh! Peccato che non sia proprio attraente e di primo pelo: continua a chiamarmi naughty boy, ed è abbastanza paurosa la cosa!!!

- tante feste, amici come Lele, backpackers nights, una nuova inquilina che entra e porta videogames e dvd come fossero caramelle da dieci cent, una festa di compleanno del mio inquilino assurda, una ragazza australiana un pò pazzerella, un'inglese che mi fa impazzire ma che vive in Nuova Zelanda da 5 mesi, e infine, si, i miei 28 anni. Giovedì 4 novembre ho compiuto dieci anni dal giorno in cui sono diventato maggiorenne: non sono riuscito a rispondere a tante domande della vita, ma sono contento della maggiorparte delle cose che ho fatto finora. C'è sempre da migliorare, c'è sempre da esplorare, c'è sempre da vivere.
I miei migliori amici di Bardolino e la mia famiglia hanno celebrato il mio compleanno, in Italia, tutti assieme, mandandomi il video della serata.
Ora, qui sto bene, ho sempre questo bisogno incessante di vivere una vita veloce, ma questa grande fortuna, queste persone a Casa che mi vogliono bene, è la cosa più rassicurante che possa esistere. Mi mancate ;)
Buonanotte, Albe

Wednesday, September 22, 2010

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22 SETTEMBRE (DAY 582)

Me ne sono accorto solamente ieri, ma sembra che il 22 settembre sia una data abbastanza ricorrente nella mia vita all'estero.

Il 22 settembre 2004 partivo per la Spagna, destinazione Valencia, ignaro di tutto cio' che mi avrebbe cambiato la vita nel successivo anno Erasmus. Se ci penso ora, ancora scoppio a ridere e mi chiedo come abbia fatto il mio fisico a supportare quei tempi
Il 22 settembre 2009 iniziavo a lavorare per Agresso come Marketing Coordinator.
Il 22 settembre 2010, oggi, festeggio i miei diciotto mesi in Australia. Inizia ad essere grandicella la mia esperienza australiana, siamo lontani da quel 15 febbraio 2009, quando lasciai Bardolino per realizzare il mio sogno cangurotto.
Sono un po' emozionato mentre scrivo questo post: dieci minuti fa ho mandato una mail a tutti i miei colleghi, annunciando la mia dipartita, e ho gia' risposto tre e-mail che mi hanno sinceramente commosso.
Mi guardo indietro, un anno fa, era il mio primo vero giorno di lavoro in Australia: non avevo dormito la notte, ero agitatissimo e preoccupato. Vivevo ancora a Bondi Junction, nella casa dei ragni. Ora sono qui, stessa scrivania, guardando l'Harbour Bridge, una vista che mai avro' piu' in vita mia, pronto a impacchettare tutte le mie cose e ad andarmene venerdi'.
E' stata una grande esperienza, incredibile in alcuni aspetti, ripetitiva in altri, di cui probabilmente non riesco attualmente a cogliere tutti i lati positivi, che sicuramente riconoscero' in futuro.
Arrivare in una multinazionale, interagire con soli australiani, conoscere bene quella meravigliosa persona che e' il mio capo, le pause pranzo con il panino portato da casa e poi a dormire mezz'oretta sulla panchina vicino alla baia, le conferenze, il viaggio a Brisbane, il non-capire le scelte del CEO (tutt'ora ho difficolta' ah ah), la Beer O'Clock, la cena prima del ritorno in Italia dove io un collega e il mio capo eravamo ubriachissimi, il tenermi sulle corde continuo fino all'ultimo giorno del CEO.
E' finita, da lunedi' sono un disoccupato, ancora :D
Sara' strano svegliarsi e stare a casa: ho anche detto al mio inquilino che magari mi svegliero' la mattina alle 7, doccia, vestito e via, da qualche parte a fare colazione leggendo il giornale camuffando la mia situazione lavorativa, per poi tornare a casa alle 6, come le persone che non hanno il coraggio di comunicare il licenziamento in famiglia.
Avro' un sacco di tempo libero. E avro' anche i tre-quattro mesi che indicativamente mi sono dato per trovare un lavoro: in caso contrario, tornero' in Europa.
Onestamente ho molta paura dell' Italia, le notizie che arrivano non sono positive, cosi' come quelle relative alla Spagna che sarebbe la mia destinazione favorita.
Ma penso anche che nella vita non si sa mai, che spesso e' bella anche per come riesce incredibilmente a sorprenderti e a proporti strade e sfumature che mai avresti pensato di poter incontrare in questo grande viaggio.
A proposito di viaggi, sono appena tornato da una vacanza meravigliosa, da pelle d'oca quale sto avendo ora pensando ai magnifici posti visitati, lungo la Great Ocean Road, Kangaroo Island e Adelaide. Ma questo e' un altro post, promesso.
Con tanti altri temi, compresa la nuova inquilina e l'andamento della mia campagna.
Oggi volevo solamente fermarmi a ricordare questo anno lavorativo: emozionante.
Stay tuned
Alberto