Wednesday, December 30, 2009

1

XMAS & HOMESICKNESS (DAY 318)

Christmas in Byron Bay. 10 ore di macchina a nord di Sydney.

Sei giorni di vacanze, pieni. Pieni di tante cose.
Di un viaggio d'andata tra paesaggi favolosi, tra la mia prima guida a destra, tra le cicale che aumentano gradualmente il loro rumore, tra uno stop a Macksville e un panino nel posto più caldo del mondo, tra un amore scoppiato con la gelataia minorenne e quelle pinne in mezzo al fiume rivelatesi essere poi di due delfini a un metro da me, lo stop a Coffs Harbour per un bagnetto che poteva diventare la mia fine (you were thirty seconds close to death, mate) e l'arrivo a Byron Bay.
Di quattro giorni strepitosi, tra surf tentato, scottature, Natale al sole, meduse, la visita al faro, il punto più a est dell' Australia, la camminata in mezzo alla pace, la camminata che diventa maratona all'1pm sotto un sole cocente, le balcony's girls, le chiacchierate con Fede, la piscina, il salmone, i Ferrero Rocher del cileno, la moglie del cileno, il Bourboun and Coke, la pasta panna e salmone, il tonno, The Drifter, Rob Machado, le mille spiagge di Byron, il G'day mate, la Beach house completamente sudato, la tipa che mi si avvicina mentre ho la musica nelle orecchie mi dice qualcosa e le rispondo "can u please repeat, I just landed in Australia" (imbarazzante), i 150 dollari e la rissa, la canzone pacifica e mille altre cose.
Di un viaggio di ritorno sotto la pioggia, mentalmente da solo, con una canzone (Because of you) ripetuta 60 volte dall' iPod, un canguro morto e una cena vicino a quel lago che porcocanequantomiricordacasa.
Questo è stato il mio Natale.
L'ho sentito poco, è impossibile accorgersi che è Natale quando si è in spiaggia con un surf a tentare di battere le onde, mentre a casa si pranza alla grande per ore e ore e il tuo pranzo natalizio è una banana e un milkshake al cioccolato. Non è Natale, è qualcosa di diverso, un modo di passare il 25 dicembre.
Sono a un mese e mezzo dal mio ritorno, non so ancora che farò, so solo che sono full, dopo quasi 11 mesi di Australia, senza vedere la mia famiglia per più di 300 giorni, beh...un pò pesante lo è.
Manca poco, veramente poco, nessuna idea sul futuro con la consapevolezza che un'altra occasione alla terra dei canguri bisognerebbe darla. Forse ho solo bisogno di 3 settimane a casa per ricaricare.
Vedremo.
Ripenso a questo anno, a tutte le persone che hanno condiviso questa esperienza con me ed è tutto così strano, surreale, tremendamente immenso.
Alby

p.s. ciao Vittorio, grazie di tutto

Sunday, December 20, 2009

5

ILONKA (DAY 308)

Non parlerò delle vacanze iniziate, del Natale al caldo mentre da voi nevica, del contratto da 9 milioni di dollari firmato dall'azienda, degli ultimi giorni (finalmente?) frenetici di lavoro.

No.
Oggi parlerò, brevemente, degli arrivederci.
Quanti arrivederci ci sono stati quest'anno? Un centinaio?
E quanti di questi si tramuteranno inesorabilmente in addii, per sempre?
E quanto bisogna essere tristi per le partenze e quanto invece felici per i giorni fantastici passati assieme?
Eh! (sospiro...).
Penso che la risposta sia un mix di risposte, passando dalla bellezza, dalla felicità e dalla fortuna di aver passato meravigliosi momenti con persone speciali alla tristezza per non vederla più fino a ritornare poi alla felicità che si proverà nel rivederla.
D'altronde, è un rischio che si accetta quando si decide di buttarsi in avventure come queste, un patto con il diavolo necessario per avere la chiave di queste esperienze.
Ilonka ha lasciato Sydney ieri pomeriggio, partita verso Melbourne, per poi fermarsi a Macao e finalmente arrivare in patria tra 2 settimane.
Ilonka è meravigliosa, favolosa, fantastica, sorridente,amichevole,bella,spettacolare,unica,speciale e mille altri aggettivi. Ma soprattutto, mi mancherà un sacco.
Non vedo l'ora di rivederla a Barcelona.
Te quiero muxo, wapa.
Porque te quiero como el mar quiere a un pez que nada dentro dandole de respirar protegiendolo del viento...porque te quiero dibujar desnuda en el firmamento pa hacer toaviamas bonito, mas bonito el universo.

Alby
p.s. sembra che il destino abbia scelto una canzone per gli addi speciali



Tuesday, December 08, 2009

3

2 WEEKS TIME (DAY 296)

Due settimane senza scrivere e c'è chi si lamenta per la mancanza dei miei scritti, manco scrivessi delle opere letterarie! (tra l'altro è uscito in Italia il nuovo libro di Fabio Volo e non lo posso leggere...argh!)
Complimenti a te, Dida, e alla tua upcoming graduation.
Due settimane a Natale, ma nessun feeling natalizio:nemmeno la banda di homeless che intona Jingle Bells alle 8 di mattina a Town Hall mi fa immergere nel Christmas '09, versione australiana.
Freddo, giacconi, nasi rossi, sciarpe, guanti e quant'altro, questo sì che mi ricorda il Natale, ma non certo weekend passati in spiaggia con +30 gradi, infradito, maglietta e pantaloncini corti.
Sarà il mio primo Natale senza famiglia, e per questo sono sicuro che sarà un pò malinconico: mi mancherà svegliarmi con l'hang over dalla vigilia, i regali, il super pranzo con i tortellini in brodo e altre prelibatezze per poi rotolarmi con i miei amici per le strade del paese, magari terminando il tutto con una bella cioccolata calda con panna!

Al tempo stesso ho così tanti amici qui con cui passarlo, che sono convinto che sarà in ogni caso una giornata straordinaria. Non ho ancora organizzato nulla, si parlava di fare un pranzo in stile veronese (Lucio, sai qualcosa?), o forse me ne andrò a Byron Bay, se riuscirò a trovare un posto dove dormire. No plans, I'll follow the flow!

Inizio a sentire veramente tanto i due mesi che mancano al ritorno sul mio lago: mi immagino spesso le emozioni che proverò nel prendere il taxi per l'aereoporto di Sydney, l'atterraggio a Venezia, l'occhio che vede i miei genitori e mia sorella dopo 365 giorni esatti, rivedere tutte quelle strade che sono state mie per poi buttarmi in mezzo agli abbracci di tutti i miei amici di sempre.
Il ritorno mi servirà moltissimo, per rendermi conto, per ricordarmi del perchè ho lasciato Bardolino e il perchè adoro Sydney, per ritrovare le motivazioni, per capire cosa voglio fare, dove lo voglio fare e perchè.
Mi sono spesso chiesto quanto sarà difficile rilasciare la mia famiglia, i miei affetti di sempre, dopo averli riprovati, dopo aver provato tutto il bene che può ricevere chi torna dopo un anno e per un periodo limitatissimo: probabilmente devo solo pazientare, e le risposte arriveranno da sole.
Le ultime due settimane sono state, per me, molto nervose, lavorativamente parlando. E' iniziata, infatti, la contrattazione relativa al mio futuro lavorativo.

Mi ha dato molto fastidio che sia dovuto andare a parlare io con i miei "superiori", mentre loro avevano già preso una decisione: beh, sticazzi, devo solo organizzarmi futuro, viaggi, voli, vacanze natalizie, appartamento e mille altre cose, avrebbero potuto anche farmi sapere prima.
Anyway, la prima risposta è stata: non pensiamo che rispecchi il punto principale della sponsorship, cioè che tu sia indispensabile rispetto a un australiano.
A parte il fatto che l'azienda ha cercato un mese e mezzo un australiano, per poi, dopo tre colloqui, prendere un italiano, ho fatto loro notare che, in un modo o nell'altro, questo punto si poteva aggiustare. Pochi giorni dopo, sempre su richiesta mia, mi viene detto che preferiscono dare i due posti previsti per le sponsorship, a IT implementation managers: capibilissimo, considerato che la loro è un IT company.
Incoraggiato da amici, ho deciso di lasciare 100 dollaruzzi a un'immigration agent, per essere sicuro di avere provato tutte le strade: la risposta avuta è stata abbastanza shockante, in quanto le nuove leggi sull'immigrazione cancellavano tutte le motivazioni apportatemi dall'azienda.
Dopo aver lasciato loro l'assessment, la risposta è stata comunque un due di picche: ti vogliamo, ma non con la 457.
Mi ha dato molto fastidio che non abbia avuto la possibilità di parlare nemmeno un secondo con il mio CEO, ma di aver dovuto utilizzare il mio campo come intermerdiario. E soprattutto che non mi sia stata data una motivazione.
Detto questo, pragmaticamente parlando, la soluzione è stata: 6 mesi di contratto confermato al lavoro, con 3 settimane di vacanza in Italia.
Soluzione che mi ha reso contento, e comunque sollevato dopo 20 giorni di nervosismo. Questo, dopo aver preso la seconda working holiday, mi permetterà di tornare a Sydney con un lavoro e soprattutto uno stipendio: nel frattempo, cercherò un altro lavoro che mi dia la possibilità di guadagnarmi la sponsorship. Vedremo!
Quindi, alla fin della fiera, il sondaggio non serve piu e incredibilmente vince il NO!


Tornando ai discorsi più "leggeri", sono stato, armato di baffi cresciuti per un mese, al Movember Party: prima di tutto, mi faceva piacere dire che sono stati raccolti venti, dico venti milioni di dollari per la ricerca che combatte il tumore alla prostata!
E' stata, poi, una festa straordinaria, dove gli australiani hanno mostrato, una volta di più, come si sappiano divertire in ogni modo: considerate un lunedì pomeriggio, post-weekend, post-lavorativo e immaginatevi migliaia di persone vestite in qualsiasi modo, pronte a bere una birra e divertirsi. Sembrava Carnevale!
Mille vestiti, che potete vedere nelle mie foto di Facebook, con il vincitore che aveva i baffi con la M da una parte e la O dall'altra (Mo è abbreviazione di moustache) e se ne andava in giro per la festa con una specie di macchina elettrica e un vestito da cavaliere medievale: i-d-o-l-o!

C'erano poi, naturalmente Mario Bros e Luigi, Chuck Norris, persone con i peli della pancia rasati a mò di baffo, i Flintstones, la squadra di giamaicani con il bob...eccettera eccettera, insomma, una figata!
Sabato ha avuto luogo il farewell party di Marta, Ilonka e Cristina, parte I, con un party straordinario, all'insegna dei mojitos e delle foto sul bicipite destro (saranno state una cinquantina) per prendere in giro simpaticamente un nostro amico!
Festa, ripeto, amazing, ma si sa che la connection italo-spagnola da sempre grandissime soffisfazioni! Come vedete dalla prima foto, con il sottoscritto con in testa un sacchetto, non ero proprio nelle migliori condizioni: a un certo punto, quando la festa si e' resa una specie di warehouse party con musica techno fino alle 5 di mattina, ho preso due casse vuote di birra e ho iniziato a batterle a tempo...fastidiosissimo!
E' iniziato il countdown, meno di dieci giorni e Ilonka, una delle sydneysiders a cui sono legato maggiormente, se ne va: e' triste, per i soliti motivi che non sto qui a elencare e che potreste trovare nei vari post che seguono un farewell party.
E' stato bello vivere assieme questa esperienza, ma lasciarsi, beh, sara' durissima. Le strade del futuro sono moltissime, inesplorate e probabilmente piene di sorprese, ma sapere che la vedro' raramente, dopo un anno vissuto assieme, mi rende molto triste.
E anche oggi, se ne va Mattia, che parte per una farm su al Nord. E la gente cambia, se ne va, arriva, resta, parte.
In casa e' cambiato qualcosina: e chiamalo qualcosina!
Due inquiline sono andate via e le loro due camere, prima singole, sono state rimpiazzate da...5 persone! Per cui ora siamo in 7 in casa, con una sola doccia! Incredibile!
Per fortuna che mi alzo alle 7 e torno spesso dopo ora di cena, cosi' ho sempre il bagno libero!
Vivo con una coppia tedesca e con tre olandesi, che tra l'altro sembrano conoscere cosi poco la realta' australiana da lasciare finestre e porte apertissime: e' cosi' che pochi giorni fa, mentre cenavo, mi sono ritrovato uno scarafaggio sui 12 centimetri, ruzzolare tra le mie gambe!
Appena so quando torno, cambio appartamento!
Oggi sono arrivati i risultati dell' IELTS: pensavo meglio, eh!
Le due parti in cui pensavo di essere andato meglio (speaking e writing) sono le due andate peggio, con un 6.5, mentre nella listening ho preso 7 e reading 7.5 per un overall di 7. Good user, has operational command of the language, though with occasional inaccuracied, inappropriacies and misunderstanding (??) in some situations. Generally handles complex language well and understands detailed reasoning.
Mi aspettavo meglio sinceramente, ma comunque per un'eventuale sponsorship avrei dovuto prendere un 5 di media (su nove), quindi direi che va bene.

Per concludere il post, due aneddoti: stamani arrivo al lavoro, mi sedio e SBRAAAAM, spacco i pantaloni da entrambe le parti, in quanto le tasche erano rimaste attaccate agli appoggia-gomiti! Taxi per andare in centro e portafoglio aperto per comprare pantaloni nuovi...ma chi sono io? Babbo Natale???
Il secondo, come potete vedere nella foto, vede protagonisti me e Victor, intervistati a Bondi Beach dalla televisione dei ChupaChups: io alla fine, penso per il mio infinito ebetismo, ho anche guadagnato il pupazzo di Chuck! Tra l'altro nella faccia sembro disprezzare l'intervistatore alla grande!


Un bacione natalizio (e caldo, alla facciazza vostra) a tutti, Alby

Sunday, November 22, 2009

7

IELTS (DAY 278)


L'estate è arrivata, con qualche giorno d'anticipo.
38 gradi, un caldo terrificante, l'aria che ti costringe a cambiare il tuo indirizzo di residenza in INFERNO.
E per questo che il sottoscritto, considerata la dipartita delle sue ormai ex-inquiline, ha deciso di effettuare il trasloco al piano superiore proprio oggi: conseguenza una doppia doccia, prima quella finita tutta sulla maglietta causa mille viaggi bottom-up, seconda quella rigenerante durata una bella mezz'ora.
Ora io e Silvia, l'altra ragazza rimasta, siamo in attesa della coppia tedesca e di un altro inquilino finora non identificato: vedremo!
Personalmente, appena e se saprò qualcosa dal lavoro, mi sposto sicuramente.
Ieri ho fatto l' IELTS, l'esame corrispondente al più conosciuto (in Europa) TOEFL.
Arrivato alle 7.30 di mattina al Randwick Racecourse (mi sono rilassato un pò guardando i cavalli che si allenavano), mi sono subito accorto di essere in netta minoranza: diciamo che il 98% degli "studenti" era asiatico, una cosa incredibile.
L' IELTS è composto, come altri test, da quattro parti: listening, reading, writing e speaking, in questo ordine.
Mi ero preso i due giorni precedenti liberi dal lavoro per prepararmi, e le prime due parti mi sembravano quelle più semplici, mentre ero terrificato dal writing, soprattutto la seconda task (scrivere 250 parole su un argomento) e dallo speaking.
Beh, come è logico, parti ribaltate: le prime due sezioni sono state molto tricky, con i vari trabocchetti che contraddistinguono questi esami. Senza dimenticare che eravamo in una mega sala con un migliaio di studenti, e gli autoparlanti trasmettevano la voce del cd: non il migliore metodo per una listening, contando anche che ho pagato 310 dollari per questo test, mi aspettavo almeno delle cuffie personali!
L'ultima parte, lo speaking, veniva effettuato nel pomeriggio, con orari che andavano dalle 1pm alle 6pm. Contando che terminavamo la prima parte dell'esame alle 12, speravo di non essere troppo in là e invece sono finito alle 15.40.
La fortuna ha voluto che davanti a me avessi l'unica italiana di tutto il test, così mi sono presentato e abbiamo passato assieme tutto il tempo, pranzando assieme. Michela, di Cagliari, ha passato gli ultimi 7 anni in giro per il mondo, 5 in Irlanda e 2 in Australia...complimenti!
Simpaticissima, piacevolissima, mi diceva che era il primo italiano che incontrava dopo tanto tempo...argh, strano! Abbiamo poi incontrato una ragazza colombiana, Carolina: tralasciando il fatto che ha evidenziato il mio completo amore per tutto ciò da cui esce una parola di castellano, siamo stati a parlare in inglese per 3 ore, preparandoci inconsciamente all'esame.
Scambio di contatti facebook, e via, a fare la listening.
Tralasciando il soggetto del mio esame e, soprattutto, il contenuto con cui l'ho affrontato, raccontando una marea di frottole, volevo ricordare l'esaminatore, con cui abbiamo discusso del fatto che lui non avesse un iPod (mia frase iniziale: nowadays everybody has an iPod...lol!), mi ha detto che è innamorato della musica italiana anni 80! Mi ha tirato fuori nomi come Ivana Spagna, i Ricchi e Poveri, Zucchero, Tozzi...mitico! Idolo!
Come conclusione, non mi sembra che l'esame sia andato malaccio, aspettiamo ora i risultati.
Purtroppo l'esame ha conciso con un viaggio della spanish/italian crew a Jervis Bay: me lo sono perso, che tristezza, erano in 25!
Il baffo per Movember sta crescendo come potete vedere dalla foto, vi ricordo che se volete donare qualche soldo a favore della ricerca dovete solamente cliccare qui.
Mi è capitato varie volte di camminare, vedi qualcuno con i baffi, fai un sorriso e poi da uno dei due esce un MOVEMBER? :)
Ieri sera sono uscito con Fede e sono andato a una festa a Bondi, su una terrazza: tralasciando l'ora di ballo con una ragazza australiana originaria del Laos a cui non ho chiesto il numero (imbecille!), siamo finiti ad ascoltare il mare.
Ho pensato tanto, a quanto sono fortunato a stare qui, a quanto bello è conoscere nuove persone, a quanto forte è l'emozione di sentirmi vivo, a quanto voglio cambiare certe cose, a quanto esplosiva sarà l'emozione di tornare a casa, abbracciare i miei genitori, mia sorella, il mio nipotino che chissà quanto sarà cresciuto. E i miei amici...uno a uno, passare con loro le serate, come una volta.
Per poi tornare qua.
Perchè, in un modo o nell'altro, il prossimo anno il sottoscritto vivrà ancora in Australia.

Alby

Sunday, November 15, 2009

6

HAPPY BIRTHDAY (DAY 271)


27.
Come 3 (i mesi che mancano) per 9 (i mesi passati).
Come Jean Alesi ai tempi in cui correva per la Ferrari.
Non so il perchè di questa immagine, ma se il mio blog passato si chiamava "living stream of consciousness" un motivo c'era.
Compiere 27 anni in Australia è stata un'esperienza veramente strana.
Bellissima, emozionante, malinconica, piena di amici, affettuosa, mancante.
Mix di emozioni insomma.
Dal 4 novembre a oggi sono passati undici giorni, un periodo di tempo in cui le domande, su molti temi, sono arrivate da molteplici rami della mia vita attuale e che, pur non facendo chiarezza, hanno aiutato a capire, a cercare di rendere più chiaro il mio percorso.
Penso di non aver pensato, e scusate la ripetizione, mai tanto come in questi giorni durante l'esperienza aussie: penso di aver capito, o spero per lo meno, come affrontare alcune situazioni, come migliorare soprattutto il sottoscritto, il per usare una parola che definisce benissimo il mio ultimo periodo.
Sono stato festeggiatissimo, tra feste a sorpresa, feste che non erano mie ma in cui sono stato festeggiato, barbeque sulla spiaggia, e glamour parties.
Il festeggiamento è durato così tanto perchè la data prevista per la mia festa, che approfittando per la prima volta della possibilità di poter celebrare sotto il sole era stata organizzata in spiaggia, è stata annullata causa pioggia. Doh, che sfiga, la pioggia a Sydney, maledetti dei!
Posticipata a ieri, sabato pomeriggio, i pre-festeggiamenti hanno avuto come protagonisti una festa a sorpresa in Thomson St. con pizze e birre, una festa di compleanno a Rhodes seguita da una performance ballerina nella piscina dell' Ivy, tanti caffè al mitico Jet Bar al Queen Victoria Building e tanto tanto affetto.
La mancanza di casa si è fatta sentire moltissimo, nonostante le mille chiamate dei parenti: dopo 9 mesi è normale, ogni giorno la lontananza si fa sentire maggiormente, ma ormai siamo agli sgoccioli, ancora 3 mesi e rimetterò piede in terra verde-bianco-rossa. Sono emozionato anche per la nuova casa, che genitori e sorella hanno pianificato e costruito mentre io ero dall'altra parte del mondo.
Per festeggiare anche al lavoro, ho portato 2 torte prese da Woolworth's a 5 dollari (barbone!): tutti contenti, tutti felici, tutti sorpresi! Da quanto ho capito, qui è consuetudine che sia la segretaria a tener conto di tutti i compleanni e a comprare le varie torte: essendo appena entrato in azienda, nessuno sapeva nulla e, dopo il mio "gesto", tutti son rimasti shockati, compreso il CEO che alle 5.30 pm, uscendo dall'ufficio, mi chiama con un "A.S.!".
1) ma non puoi chiamarmi Alberto? 2) ho immediatamente pensato: caxxo vuole, alle 5.30pm del mio compleanno?
Beh, John si alza, mi rifa gli auguri, dice di avere veramente apprezzato le mie due torte e mi chiede che programmi avevo per la serata. Ripensando a quanto venivo considerato in Italia, beh, mi sono sorpreso anch'io...giornata di facce sorprese eh eh!
La mia festa, come dicevo ieri, si è svolta ieri a Bronte Beach, la mia spiaggia preferita a Sydney.
Casse di birra, patatine, hamburger, occhiali, cappelli rosa,e tanta tanta pazzia: italiani, spagnoli, giapponesi, inglesi, qualche australiano e una grande grande festa.
E' stato un giorno fantastico, bellissimo, memorabile.
Tornati a casa alle 8, ci siamo subito ripresi per un'altra festa, il glamour party, ma evidentemente le birre bevute erano troppe! Così che dopo un breve sonnellino, sono andato sì alla festa, ma in condizioni pietose, con acqua e Tic-tac (chi intenda, intenda!) e una 6pack di birre di copertura, sia mai che si sappia che Albe per una sera non tocca alcohol!
La serata è stata molto bella, festa in casa con dj (naturalmente polizia arrivata a interrompere il party): io, in stile glamour, ero vestito con jeans, camicia bianca, cappello e cravatta, più i miei mitici occhiali rosa comprati settimana scorsa al festival di Newton (quartiere di Sydney abbastanza stravagante, per usare un eufemismo), dove non dimentico di dire che ho visto due capre!
Sono stato felice perchè ho ricevuto i complimenti di un mio amico catalano gay che mi ha confessato:"Alberto, di solito sono restìo a questi commenti, ma stasera sei proprio stylish!". Cosa volere di più dalla vita?
Inizio a sentire l'arrivo dei farewell party che si porteranno via 5 persone molto importanti, soprattutto Ilonka: come dicevano i siracusani nell'Antica Roma, bisogna farci la pellaccia....però sarà dura.
Ci sono alcuni capi-saldi di questa esperienza a tranquillizzare il futuro: la special Italian crew, Victor, Andrea, più altri che resteranno fino all'estate...e forse, speriamo!, Flavien e Boris che tornano.
Sabato ho il test dell' IELTS, in bocca al lupo a me e al mio inglese: necessito un 5 di media (su 10) per avere la possibilità di richiedere la sponsorship, nel caso la mia azienda lo desideri. Fingers crossed!
Come potete vedere dalla foto, il baffo sta crescendo. Vi ricordo che ho joinato Movember, per una buona causa: fundraising per la ricerca che combatte il tumore alla prostata.
Se vi va di donare anche 1 solo dollaro, questa è la mia pagina: http://au.movember.com/mospace/247052 tutti i proventi andranno a favore della ricerca, non mi terrò i soldi per le birre!
Ultimamente capita spesso di camminare per Sydney e vedere uomini con questi super-baffi: addirittura tutta la nazionale di rugby australiana se li è fatti crescere, e hanno giocato così un'importante partita in Inghilterra!
Mi sembra di aver detto tutto, anzi dimentico una cosa: qualcuno mi ha lasciato un commento, in cui dice che sono bello. Ok che sei fidanzata, ma almeno presentati, oh principessa impegnata...non sento questi apprezzamenti tutti i giorni eh eh :D
Un abbraccio forte all' Italia,
Albe

Tuesday, November 03, 2009

9

CUSTOMS (DAY 259)

Paese che vai, usanza che trovi.

Melbourne Cup: quanti di voi ne hanno sentito parlare? Beh, e' la corsa di cavalli che ferma letteralmente il paese durante il primo martedi' di ogni novembre, dal 1861.
L' Australia, e cosi' le sue aziende, si fermano per mangiare, bere e assistere tutti insieme a questa corsa di 3.2 kilometri: potete immaginare come abbia tentato di appassionarmi, ma con scarsissimi risultati, considerato che una mia collega mi ha fatto notare il fatto che continuassi ad addormentarmi ogni due minuti.
Volevo spiegarle l'adrenalina di una finale di Champions League, una finale di coppa del mondo, la pelle d'oca di una finale NBA, di una finale del Grand Slam di tennis, ma poi ho richiuso gli occhi.

La "bellezza" della Melbourne Cup sta nel vestirsi tutti eleganti, con cappelli che definire imbarazzanti e' un eufemismo, e soprattutto scommettere sul vincitore: pensate che qui a Sydney ci sono state 50mila scommesse dalle 6 alle 7 di stamattina, con gente che si e' probabilmente alzata prima solamente per andare a scommettere...bah!
E comunque, per stare seduti nella boardroom a mangiare e bere champagne, siamo stati normalmente pagati: che paese l' Australia!
Tra l'altro, i miei colleghi si sono fatti 7 birre cosi', come se fosse il bicchiere di vino italiano...

Ieri, cosi' come avevo promesso al mio atterrare in terra oceanica, ho comprato l' iPhone: stupendo! L'ho preso nero, 32 Giga: io vado pazzo per la tecnologia e non ci poteva essere miglior regalo di compleanno :D
Paese che vai, usanza globalizzata che trovi!
E cosi sabato sera ci siamo ritrovati tutti quanti a festeggiare Halloween, vestiti da pagliacci tristi: io piu' che altro avevo una parrucca alla Ruud Gullit, un papillon rosa smagliante e dei mega occhiali gialli...cosi, per divertirsi!
Domani e' il mio compleanno, compio 27 anni e per la seconda volta non li compiro' a casa: la prima esperienza fu abbastanza tragica, speriamo che la giornata di domani mi porti maggiore fortuna. Certo che mi mancheranno i palloncini tanto infantili quanto belli di casa, cosi' come la colazione con briosche e la cena in famiglia.
Festeggero', tempo permettendo, con un barbeque a Bronte Beach domenica: ho gia' chiesto il lunedi' libero dal lavoro, eh eh.
Ah, mi stavo dimenticando di dirvi una cosa: conoscete Movember?
Guardate qui: http://www.movember.com/ , non e' altro che una raccolta di fondi a favore della ricerca per combattere il tumore alla prostata.
L'unica cosa che bisogna fare e' non radersi i baffi dal 1 novembre al 30, e raccogliere fondi, principalmente internamente all'azienda in cui si lavora. Parto con l'intento di non toccarmi i moustache per un mese, ma non ne sono tanto sicuro eh eh.
Se volete joinare il mio account e aiutare la ricerca, questa e' la mia pagina: http://au.movember.com/mospace/247052.
Guardo fuori, 38 gradi, Sydney, l'estate che sta arrivando.
Sounds good.

Albe

Friday, October 23, 2009

7

I WANNA, I WANNA, I WANNA TOUCH YOU (DAY 248)


Uff, che stanchezza. Vi scrivo dall’ufficio, dove mi sto prendendo una, direi, meritata pausa. (sto continuando a sbadigliare, dopo capirete perche’!)
Questa settimana e la precedente sono state abbastanza pesanti: abbiamo infatti partecipato a due conferenze, la prima volta volta per la nostra azienda, che ha proprio bisogno di aumentare la propria “awareness” nel mercato australiano (mentre all'estero spakka, in linguaggio giovanile)
La Australian International Educational Conference e’ durata tre giorni e mezzo: io e il mio capo siamo stati coadiuvati dal Direttore aziendale, venuto direttamente dagli States.
Un bonaccione, amante dell’ Italia e del suo buon cibo, che non ha fatto in tempo a partire per tornare a casa che aveva gia’ la mia richiesta di joinare il mio network su Linkedin: mi sto facendo furbetto.
L’aperitivo di martedi’, la prima giornata, e’ stato sensazionale, nel senso che avevamo a disposizione le migliori birre e vini possibili: per loro non era una novita’, mentre per il sottoscritto direi decisamente di si’! In poche parole, sono uscito da Darling Harbour (dove si teneva la conferenza) con un sorriso a 32 denti non propriamente dettato dalla felicita’, ma maggiormente dall’assunzione di sostanze alcoliche.
La settimana, seppur dura, e’ passata velocemente e ho finalmente capito tutte le mie amiche promoter che si lamentavano quando, terminato il lavoro, avevano dolori incredibili ai piedi.
Ieri abbiamo partecipato, invece, alla Local Government Technology Expo a Brisbane: causa riunioni varie, abbiamo fatto il tutto in una giornata.
Cio’ significa che ieri mi sono svegliato alle 4.45, taxi alle 5.15, aereo alle 6, conferenza, stand, aereo di ritorno alle 22 e arrivo a casa a mezzanotte e mezza: in una parola, devastato!
Tra l’altro, ieri giocava il mio Milan: io amoil Milan, e non vedere la storica vittoria a Madrid mi ha dispiaciuto un sacco.
Ecco, tra le cose che mi mancano dell’Italia, una e’ la totale incompatibilita' sportiva
Leggi i giornali e ci sono venti pagine tra cavalli, rugby, cricket, corse dei cani...e pensare che ieri aspettavo il volo di ritorno bevendo una birra al bar con il mio capo, quando ho visto, sulla ESPN, la schermata della champions league.
Ho deciso di dare un'altra possibilita' alla cultura australiana..."evvai, mi guardo la sintesi del mio Milan"…se non che fosse la sintesi della Champions League di Cricket…ma come si fa!
Il weekend ha avuto il suo top con la giornata di domenica quando abbiamo approfittato di un sole straordinario (summer’s coming!) e abbiamo fatto un barbeque a Tamarama Beach (5 minuti da Bondi) per il compleanno di Jordi, un amico spagnolo.
Senza annoiarvi ulteriormente con la solita solfa della bellezza di parlare con gente da tutto il mondo (USA, Ghana, Cina, Francia, Mexico, Spagna le piu rappresentate), la protagonista assoluta della giornata e’ stata la sangria, preparata da Olimpio e Jorge.
LA sangria e’ dir poco, I 25 litri di sangria vi spiegano bene la qualita della giornata, senza dimenticare la carne, el chorizo, las cervezas, ecc.
Io, da scemo e + scemo quale sono :D, avevo degli occhiali rosa a forma di cuore, per cui ero guardato (non so se male o bene) da tutti: le spagnole, idole indiscusse, hanno ballato tutto il pomeriggio, attirando l’attenzione delle australiane che sono rimaste shockate dai nostri balli.
Verso le 7 e’ arrivato il vicino, un quarantenne con una racchetta da tennis, che ho invitato a ballare e a bere qualcosa con noi: dalla sua espressione ammirante verso le spagnole, penso che pensasse di essere finito in Paradiso.
Ma il top della serata si ha avuto verso le undici quando sono salito su una panca per ballare, seguito a ruota da un ragazzo messicano, Carlos, che dopo ben 5 secondi in piedi ha pensato bene di rovesciare se’ stesso sul tavolo pieno di bottiglie/cibi/cose varie e cadendo all’indietro, finendo addosso a delle piante. Ma soprattutto rompendo e spezzando totalmente in due il tavolo (del vicino): io pensavo si fosse spezzato un braccio, invece per fortuna stave bene.
A mezzanotte ce ne siamo andati e io, parecchio alticcio, ho avuto una notte assurda, in cui sognavo zombie donne di vecchia eta’ e dicevo a me stesso che non sarei andato a lavorare il giorno dopo: poi la mattina mi sveglio, ascolto un po’ di musica e bum, sono pronto ed energico. Non so cosa mi dia questa citta’, in Italia ero il primo dei pigri, qui sono sempre pronto per scatenare l’inferno (cit.).
Il weekend si preannuncia, come al solito, pieno: iniziero' anche a studiare per l'esame IELTS, che faro' il 21 novembre e che mi serve, nel caso mi dessero la sponsorship. In Italia, lavorativamente parlando, non torno. La mia speranza e' di rimanere qui, sto troppo bene...
Nel frattempo e' arrivato il tempo di programmare le vacanze estive: non lavorero' dal 19 dicembre al 4 gennaio. Senza dimenticare che sono stato praticamente intimato di prendermi altre vacanze, considerato che qui fino al 15 gennaio si blocca tutto.
Not so bad, ho in mente gia' un paio di piani.
E soprattutto iniziero' a chiedere cosa stanno pensando della mia sponsorship...fingers crossed!
Guardo fuori e vedo la baia di Sydney, quattro barche da minimo 2 milioni di dollari l'una, il CBD...vi faccio un po' invidia, a voi simpaticoni che siete al freddo? :D
Dai, che vi sta parlando uno che dopo l'inverno italiano si e' beccato l'inverno australiano...praticamente e' un anno che non vedo l'estate!
Ora vi saluto, alla prossima

Alby

Tuesday, October 20, 2009

4

CITAZIONE (DAY 245)


"Dà più un abbraccio da ubriachi con le mani che si accarezzano senza nemmeno accorgersene e un bacio sul collo mentre senti il suo profumo che una scopata."

A presto per uno dei miei soliti post: scusate, ma questo merecìa la pena.

Albe

Sunday, October 11, 2009

6

ANECDOTES (DAY 236)

Un paio di aneddoti, senza un fil rouge...

  • Mercoledì mattina vado al lavoro. Solito iter, prendo il treno fino a Town Hall, incrocio a piedi la famosa diagonale per arrivare a Pyrmont dopo dieci minuti di bus con il 443. Mi siedo davanti, aziono una compilation del mio iPod, e sento una persona che inizia a farfugliare a meno di un metro da me. Presto queste parole sconclusionate diventano musica, con questo tizio che inizia a cantare...beh, cantare è una parola grossa: mi giro e lo guardo. Sembra Ray Charles: nero, vestito nero, occhiali neri. Si vede chiaramente che è a) ubriaco b) fatto. Continua a deliziarci con la sua voce, arrivando a sparare un acuto al grido di "Man, I feel like a woman, ta-ta-ta!". Io sorrido, mentre i paradossali statici australiani non muovono il viso di un millimetro, impassibili...Non felice, Mr. Ray si alza, e inizia a fare ginnastica sulle barre dell'autobus: "one, two, three, four...". Fino a quando non si avvicina all'autista, gli urla nell'orecchio "Next stop, mate!" e abbandona l'autobus con un bel "fuck you all, motherfuckers". 7.45 di mattina, ricordo! Solo in Australia.
  • E' arrivato un mio amico di forum dall' Italia, ieri abbiamo fatto una lunghissima e piacevole camminata tra Opera House, Botanis Gardens (quelli in cui viene richiesto di camminare sull'erba, annusare le rose, abbracciare gli alberi), the Rocks e Circular Quay. Sta attraversando il noioso iter dei primi giorni, alla ricerca di una casa, con la valigia non ancora aperta, dormendo in ostello tra tedeschi ubriachi: se volete, sta scrivendo un blog, che trovate nei miei links preferiti...scrive molto bene, lo raccomando! Sarà un personaggio importante dei prossimi mesi, benvenuto Safe!
  • Al lavoro va tutto immensamente bene, sono proprio felice. Non ho nulla di cui lamentarmi, bella vista, buon salario, ambiente rilassato, sono contenti di me. Non potrebbe andare meglio, direi. Venerdì pomeriggio ho salvato il weekend del mio responsabile, con sole tre ore di lavoro: a volte mi rendo conto, w la modestia, di avere un altro passo lavorativo rispetto a loro. Non parlo di know-how, ma proprio di velocità nel lavoro: e non penso sia proprio una mia qualità, anzi probabilmente noi europei abbiamo proprio un passo più veloce.Questa settimana siamo exhibitors a una conferenza che dura tre giorni in Darling Harbour e domani verrà un rappresentante aziendale direttamente dagli States. Chissà, magari mi ritroverò a parlare un pò di NBA con lui!
  • Per ben due sere, sono tornato a casa dal lavoro e mi sono ritrovato una ventina di mosche sulle due finestre di camera mia. A parte il moschicidio effettuato, e a parte la non-tranquillità del dormire con il pensiero che un mega moscone di 4 metri mi potesse ammazzare nel sonno (esagerato, ma comunque mi è venuta la flies phobia, al lavoro sono sobbalzato ogni volta che vedessi qualcosa muoversi all'improvviso!), la ciliegina sulla torta è stata data dall'acqua gelata, non fredda, proprio gelata per la seconda volta in due settimane....ecco direi che forse è il caso che faccia due pensierini sull'appartamento...
  • Weekend, naturalmente, con la spanish crew. Momento clou del finde ieri sera quando, dopo aver sbevacchiato in casa di un'amica, aver guidato un carrello del supermercato con dentro tre spagnole, aver cantato e soprattutto rappato "the lion sleeps tonight", essere quasi scappati da australiani con intenzioni bellicose e aver bevuto due birre in un locale, siamo usciti e, porca zozza tempaccio del cavolo, ha iniziato a piovere. Stiamo quasi per salutarci tutti, direzione casa, quando arriva un autobus: tutti salgono e nessuno paga il biglietto...ma che strano! Dopo dieci sfocati secondi, mi accorgo che è una specie di party bus, con un'autista che avrà avuto diciotto anni, con luci psichedeliche e musica. Entriamo tutti e mi sembra di essere trasportato nel bus di Across the Universe, quello di Bono che canta "I am the walrus". By the way, ci fidiamo del driver, che ci porta in una casa a Glebe: entriamo, drums, dj, ragazze. Come si dice in spagnolo, yo estaba flipando! Che serata!
Devo ammettere che, ora come ora, sono proprio felice qui a Sydney. E che non vedo l'ora di tornare una ventina di giorni in Italia.
Vedremo come si evolve il discorso sponsorship, sinceramente penso abbiano proprio bisogno di una posizione come la mia in azienda...fingers crossed!
Nel frattempo, sulla destra, ho inserito un sondaggio: che dite, me la daranno o no questa maledetta sponsorship???

Buona settimana!

Alby

Monday, October 05, 2009

6

WHERE IS THE LOVE? (DAY 230)


E anche le mie due prime settimane di lavoro se ne sono andate!

Quella che vi propongo qui a sinistra è la vista che ogni mattina ho dalla mia scrivania, quindi direi che ogni minima lamentela riguardante la mia posizione verrà giustamente contestata con insulti.
Il lavoro mi piace, i primi giorni sono stati soprattutto educativi, nei confronti dell'azienda e dell'ambiente di lavoro. L' IT è parecchio difficile da apprendere, e devo ammettere che mi trovo più a mio agio lavorando con dei consumers che con delle businesses, ma appunto non mi devo lamentare! :)
I miei colleghi di lavoro hanno, in media, dieci anni più di me, ma non mi trovo in difficoltà con loro per questo: forse, mentre in Italia tra colleghi si parla di calcio, dovrei iniziare a interessarmi al rugby o al cricket, che qui sono gli sport nazionali....sul rugby ci posso pensare, ma il cricket...DIO MIO!
L'unico vero problema lavorativo, che mi da molto fastidio, è l'inglese: è veramente difficile lavorare con degli australiani, ma anche con gli inglesi, eh eh. Pensavo di essermi abituato ai vari accenti dopo ormai 8 mesi in terra straniera, ma non c'è nulla da fare: questa è una lingua, per me e il mio orecchio, veramente difficile e mi servirà parecchio per arrivare a capire tutto di ciò che mi dicono i colleghi.
Come dissi loro nella mia terza intervista, l'inglese non sarà mai la mia lingua madre, ma posso far sì che diventi migliore giorno dopo giorno; e, se mi hanno preso, penso che abbiano deciso di correre questo "rischio" a braccetto con me, no?
Lavoro 8 ore al giorno, un'ora di pausa durante la quale vado a pranzare da solo guardandomi la baia di Sydney e riposandomi un pò, magari buttandomi su una panchina, chiudendo gli occhi pensando al cielo smog-gato di Milano e trovandomi di fronte al sole del New South Wales.
E' un posto divino in cui lavorare: soprattutto alle 17.30 sono fuori dal lavoro, e, a volte, come è successo venerdì scorso, alle 17.10 il CEO mi intima ad andarmene a casa...ma noooo!
Particolarità del pre-weekend sono le 5 del pomeriggio, denominate anche Beer O'clock: ci si ferma un attimo, si beve una birra, si chiacchiera. Mamma mia, il solo pensare a un eventuale ritorno in Italia mi fa tremare, a livello lavorativo :D
Il mio responsabile, Bruce, è un over-50 molto tranquillo, che quando può prendersi un attimo di pausa se lo prende volentieri e che mi ha portato, mentre stavamo lavorando, al FishMarket, considerato che non l'avevo ancora visto e che doveva prendere del pesce per il suo weekend lungo.
Oggi, infatti, è la festa del lavoro e si sta, quindi, a casa. Lui si è preso mezza giornata giovedì e tutto venerdì: peccato che giovedì pomeriggio, a dieci minuti dal termine della giornata, sia arrivata una richiesta dall' Europa, e sia io che lui siamo stati intimati di contattare tutti i nostri Agresso marketing contacts overseas.
Inizialmente mi sono messo a ridere, lavorando da soli dieci giorni e non avendo il contatto di nessuno al di fuori di Sydney: poi ho chiamato lui, che se ne stava tranquillamente andando verso la sua casa vacanze, e c'è stato il primo screzio interno, tra lui e il mio CEO.
Che potevo fare io? Nulla!
E alla stessa conclusione è arrivato, per fortuna, il CEO!
Appunto il lavoro in sè va molto bene, sto facendo tutto ciò che mi chiedono e anche qualcosina di più: l'unica cosa che mi spaventa, per ora, è appunto l'inglese.
Ah, una cosa spiritosa: mentre in Italia c'è l'abitudine di chiamare i principali, e non solo, con il "dottor xxxx", qui li si chiama per nome. Così quando mi è arrivata una mail chiedendomi di contattare John, io non sapevo chi fosse John, così ho chiamato Bruce dicendogli che "c'è questo tizio che devo contattare, si chiama John..ma non so chi sia e come contattarlo!"
Beh.....John è il nostro CEO!
Addio alla formalità, w l' informalità!
Devo dare tutto in questi 5 mesi, per far sì che mi sponsorizzino, permettendomi così di rimanere in Australia per altri due anni.
Non sono certo al 100% della volontà di un futuro qui: probabilmente è il periodo a farmi dire certe cose.
La mia inquilina tedesca è tornata in Germania per 3 settimane (dopo 19 mesi qui, argh!), l'italiana ha ricevuto la visita del padre per 20 giorni, e io sono 8 mesi che non abbraccio i miei genitori. Inoltre, questo è stato il weekend della Festa dell' Uva, l'evento dell'anno bardolinese, a cui ero solito partecipare per cinque serate su cinque, al fianco della mia bottiglia di vino rosso. Inoltre ho prenotato il volo di ritorno per il 14 febbraio 2010: sinceramente sono stra-curioso per quel giorno!
Dicevo che probabilmente tutti questi fattori hanno fatto sì che questo sia un periodo un pò malinconico, ma penso che la cosa sia normale.
Mi mancano moltissimo i miei genitori! Ma, se non sono certo al 100% della volontà di un futuro prossimo (due anni) qui, sono certo che questa sia la soluzione nettamente migliore per me allo stato attuale delle cose: uno stipendio che difficilmente troverei in Italia, una situazione europea che mi si dice essere disatrosa, una vita australiana con tutto ciò che racchiude in sè l'aggettivo aussie, e soprattutto una vita come la voglio io, giovane, frenetica, condivisa.
E così, son qui a sperare che arrivi la sponsorship, per fare 20 giorni a casa a febbraio, e tornare qui a marzo, per ricominciare la mia esperienza iniziata 230 notti fa.
Tralasciando il lavoro, la vita scorre frenetica, nel senso che tento sempre di uscire e di fare qualcosa la sera, come diceva la NY girl nei commenti :D
Un caffè, un aperitivo all' Opera Bar, una partita a playstation e via: se non lo facessi, creperei di noia! Uscire è un dovere che impongo a me stesso, per non andare a casa e addormentarmi alle 9 di sera: sono a Sydney, devo vivere!
Sono andati via altri 3 miei amici questa settimana, e se ne andrà anche una delle mie migliori amiche: questa storia mi sta veramente rompendo, la gente va e viene.
Se non sapessi che, eventualmente tornando qui in Australia, avessi degli amici fissi, ci penserei su: per fortuna non sarò solo.
Anzi, questa settimana arriva un mio amico dall' Italia!

Parliamo, infine, di questa malattia per le spagnole che mi contraddistingue e per cui tutto il mondo mi prende per il culo :D Che vi devo dire, sono uniche e piene di vita eh eh.
Sabato scorso ero a un farewell party di un'amica spagnola e ho dato il meglio di me, saltando dal palco della discoteca senza ragione, cascando come un deficiente. Ho sentito un dolore incredibile, ma poi mi sono messo a ridere continuando la serata, per poi vedere un'altra amica spagnola emularmi e finire su un muro a una decina di metri di distanza, con il sottoscritto che non riusciva a smettere di ridere. Il giorno dopo mi sono svegliato con una caviglia grande come un melone: bravo Albe!
Martedì scorso eravamo a un aperitivo: 20 spagnoli e un italiano, e mi trovavo da Dio :D
Adoro parlare spagnolo, adoro adoro adoro questa lingua, adoro quando alla fine della frase usano il "tìo", e adoro che facciano le cose più semplici nella maniera più semplice possibile, al contrario di mooolte italiane che conosco, denominate "come costruirsi un problema da sole in 5 semplici passi".
Poi, che dire? Sabato sera sono andato a vedere il concerto dei Black Eyed Peas e ho scoperto un altro aspetto della cultura australiana: si da per scontato che a un concerto si balli, no?
Oh, decine di persone che chiedevano di sedersi, di stare seduti e di non ballare per vedere meglio! Ma lol!
Allora io e il mio amico ci spostiamo verso i corridoi, dove ballano delle australiane, molto carine tra l'altro! Niente, ci spostano anche da lì, perchè non si può stare nei corridoi: ci spostiamo, cambiamo dall'entrata 80 all'81 all'82 ma niente ci buttano sempre fuori.
E io vedevo, anzi sentivo cantare queste canzoni da ballare, con questo pubblico aussie seduto, quasi stravaccato sulle sedie.
Bah!
Comunque bellissimo show, più che concerto, e Fergie con una voce straordinaria!
Ho scritto veramente molto, ora vi saluto, ricordandovi che qui siamo andati avanti con la lancetta di un'ora: +9!

Alby

Thursday, September 24, 2009

10

DUST STORM (DAY 219)


Assurdo!
Svegliarsi a Sydney e ritrovarsi in una fotografia anni '50!
Il cielo arancione, tendente all'ocra, come se tutta Sydney fosse stata colpita da una forza particolare, emanante una qualsiasi sostanza!
Ci si chiedeva il perchè di quel colore, ma al tempo stesso si ammirava a bocca aperta questo "spettacolo" della natura.
Veramente bello, bellissimo.
Peccato che sia dovuto andare al lavoro: primi due giorni, argh!
L' IT è veramente un'industry molto duro, dettagliato e in cui c'è da imparare ogni secondo.
Il mio sarà un lavoro che più multi-tasking non può essere, passo da una task all'altra in un attimo! Oggi subito primo incontro con un'azienda che ci fa del telemarketing...che emozione sentirsi presentati come Marketing Co-ordinator!
Sto tentando di non perdere la mia vita sociale, uscendo sempre dopo il lavoro, ma arrivo a mezzanotte che sono sempre ko...il che per me è stranissimo!!!
Alla prossima, è meglio se vado a nanna che alle 7 la sveglia suona!

Alby

Monday, September 21, 2009

4

DIVENTO GRANDE? (DAY 217)


Ho deciso di festeggiare il mio nuovo lavoro con una domenica a Bondi Beach, con amici, vista oceano, qualche Corona e una pizzetta serale a Rosso Pomodoro, nel più classico degli Italian style.
Si vive bene qui, non c'è dubbio.
Domani inizio il mio nuovo lavoro, il mio primo e vero lavoro serio, il primo con grandi responsabilità.
Oggi, solamente oggi che è il giorno prima del mio inizio, ho ricevuto 3 mail da Bruce, il mio superiore.
In una mi dice che il 22 ottobre voleremo a Brisbane per partecipare a un Expo.
Brrrrrr.
Io, Albe, quello capace di giocare a playstation, con un pò d'esperienza al pc, quello che adora giocare a calcetto con gli amici, quello che più di una pasta o una bistecca non sa fare, inizia a lavorare.
Ho avuto esperienze negli anni passati, ma mai così grandi, mai un lavoro "da grande", sempre stage o lavori temporanei.
Sono un turbinio di emozioni, dalla paura ai dubbi alla voglia di iniziare alla curiosità alla felicità all'aver trovato lavoro a Sydney, ai pensieri all'inglese...uff sono un'emozione continua in questi giorni.
Domani, e nei prossimi 5 mesi, avrò le mie risposte alle domande che mi pongo, e capirò qualcosa dell' Albe professionale, particolari che in questi anni non ho conosciuto.
Nel frattempo, arriva il primo stipendio serio e molto ben remunerato.
Oggi shopping, odiato shopping in centro, tra camicie, profumi, pantaloni.
Ma il primo vero acquisto sarà lui, l' iPhone!
Adesso come adesso ho un cellulare che, come dice un mio amico, non solo non è da manager, ma non è nemmeno da homeless! Me l'aveva passato un amico appena ero arrivato a Sydney, sette mesi fa: sa chiamare, mandare sms, e permette di giocare a Tetris. Ha tutto l'essenziale insomma, ma il mondo Apple è il mondo Apple.
Domani si inizia, domani vedrò la mia postazione, domani verrò presentato, domani...
Domani inizia un nuovo periodo. ancora. per fortuna.

Let's go, Albe, let's go!

Saturday, September 19, 2009

4

LIFE IS A FLOWER (DAY 215)


Narrerò il tutto cronologicamente

VENERDI' 4, SABATO 5, DOMENICA 6
3 serate più che alcoliche

LUNEDI' 7
Mi arrivano due mail, fisso due colloqui per mercoledì, uno alle 9.30 e uno alle 15.00
Esco a festeggiare il compleanno di una mia amica: si mangia Thai Food, prima volta per me.
Saluto i miei ex-inquilini che tornano in Europa: free bar, tutto gratis. Serata alcolica.

MERCOLEDI' 9
Ore 4.00.
Il sottoscritto si sveglia, forse in preda all'ansia per i due colloqui.
Inizio a vomitare, sto veramente male e vivo in simbiosi con il bagno fino alle 11.
Nel frattempo cancello i due colloqui e li posticipo.
Il Thai Food e, forse, il lungo weekend alcolico mi hanno fatto male

GIOVEDI' 10
Sto tutto il giorno a letto

VENERDI' 11
Mi sveglio presto, mi preparo, doccia-colazione-bel vestito.
Mi arriva un sms da uno dei due lavori: abbiamo già preso un'altra persona, in bocca al lupo per il tuo futuro australiano.
Iniziamo bene la giornata!
Faccio il colloquio, porto una presentazione e il "Sales and Marketing Director" rimane impressionato. Ci sentiamo settimana prossima, mi dice.
Passo la serata, una delle più belle a Sydney, all'ospedale con Gloria e Costantino, perchè quest'ultimo si è fatto male al piede. Aspettiamo 4 ore tra homeless picchiati e ubriachi.

LUNEDI' 14
Plin! Arriva la mail del lavoro.
Siamo "down to two candidates", fissiamo il secondo colloquio a mercoledì. Sarà presente anche il CEO dell'azienda, e da lì decideranno.
Si va ai supplementari.

MERCOLEDI' 16
Il CEO sembra essere uno stronzo di prima categoria. Colloquio duro, mirato a provarmi sotto pressione, secondo me. Faccio un errore, dicendo che sono sicuro di poter raggiungere gli obiettivi da loro richiesti, senza nemmeno che me li dicessero. Faccio un secondo errore, dicendo, sotto tortura, la cifra che mi aspetterei per il salario. "Mai dire una cifra!" mi dice a fine colloquio il Sales and Marketing Director. Mi dice anche che "se fossi australiano, ti avremmo già preso" (discorso relativo al visto)
Fuck! Non ci capisco più nulla!

MERCOLEDI' POMERIGGIO
Plin! Arriva la mail! Vediamo che hanno deciso....
terzo colloquio! Ma come!
Dovrò portare una presentazione, max 20 minuti, su come potrei aiutare l'azienda nelle mie tasks.
Si va ai calci di rigore.

VENERDI' 18, ORE 12.30
Terzo colloquio.
Ho 20 minuti. Una ventina di slide.
Conversazione amichevole, il CEO mi sta molto più simpatico.
Esco dall'ufficio, "ti facciamo sapere questo pomeriggio".
Esco, sicuro di aver dato tutto me stesso durante i tre colloqui.
Come vada, vada.

VENERDI', ORE 14.30
Suona il cellulare, numero sconosciuto.
Hello, I'm Bruce.
We woud like you to be part of our company.
UNZ UNZ UNZ UNZ UNZ UNZ.
We've decided to accept your salary requests.
UNZ UNZ UNZ UNZ UNZ UNZ (ALL'ENNESIMA POTENZA)
Saluto Bruce, e mi butto per terra.
Gioia immensa.
Chiamo tutti i miei amici.
Vedo i miei su Skype. Mai visto mio padre così felice.
Vado a parlare con la mia ormai Ex-boss.
Passeggio per Sydney e sorrido.
Vado da Costa e ci abbracciamo come se avessimo vinto la Champions League.
Organizzo la serata.

VENERDI' SERA
Ivy.
Io, Costa, Gloria, Laura, Ulriche, Silvia, Federico, Avvo, Mattia, Mattia, Conte, Carlo, Johannes, Markus.
Poi arriva Ilo. Con un regalo.
5 spagnole.
Mi volevo mettere a piangere.
Candela, Cristina e altre due di cui non ricordo il nome.
Io amo le spagnole.
Finisce la serata e dentro l' Ivy e cantiamo "In the jungle, the mighty jungle the lion sleeps tonight" con il sottoscritto che delizia la folla con l'acuto prima di "auimbaueauimbaueauimbaue"!!!!
Scendo prima di tutti e le spagnole intonano un "ALBERTO! ALBERTO! ALBERTO" scendendo la scalinata.
Tremo per spiegare un'emozione così forte, un'emozione lunga 1 settimana.
A Sydney, il sottoscritto, con i suoi amici a festeggiare questo traguardo.
Sono brillo, forse più che brillo, e ogni tanto guardo in alto, urlando "Ho un lavoro, cazzo!" e stringendo i pugni.
Sono felice, felice, felice.

SABATO MATTINA
Mi sveglio. Esco dalla camera, ci sono Laura e Ulriche.
Laura mi dice "sei il ritratto della felicità".
Mi guardo dentro e scopro che ho un sorriso che va da un orecchio all'altro.
Sono a Sydney e sono Marketing Co-ordinator per AGRESSO.
Ma soprattutto ho amici stupendi, che mi fanno sentire a casa, a 20mila km di distanza.

Alberto

Thursday, September 10, 2009

4

I'M BACK (DAY 206)

E' da un bel pò che non scrivo.
La morte di William è stata difficile da "digerire": il mio primo vero amico morto, la lontananza da casa, i ricordi, l'incredulità.
Poi, l'aiuto degli amici qui a Sydney, le chiacchierate costosissime ma utilissime al telefono con il mio migliore amico, e una mail di mia mamma han fatto sì che il dolore, il vuoto che sentivo dentro si trasformasse nel bellissimo ricordo che ho ora di lui.
Quando vedo qualche sua foto, mi chiedo ancora come sia possibile che ci abbia lasciato.
Sono mancato al funerale, ma l'incredibile potere di Facebook ha fatto sì che potessi parlare con la sorella e la mamma di William, a cui ho scritto e che mi hanno risposto con una forza interiore inspiegabile, contando anche la morte del padre/marito 6 anni fa.

Cambiando discorso, finalmente io e il mio Staff (...detta così sembra che sia il Boss!) abbiamo organizzato il nostro primo evento ufficiale.
15 minutes of Fame: 8 performers, tra musica jazz, burlesque, dj e modelle.
Venue dell'evento, un hotel in centro a Sydney, esattamente in Martin Place ( dove venne girata una delle scene più famose di Matrix).
Lasciando stare la venue manager, una pazza uguale a Wanna Marchi, che nel corso della serata ha rotto più volte i termini del contratto, è stata una crazy night.
Il sottoscritto, Event Manager, ha avuto un inizio veramente shockante: la mia boss voleva mettermi alla prova e mandava tutte le domande/enquiries a me.
Beh, provate a immaginarvi la marea di gente che parla e il volume alto della musica, senza dimenticare che erano tutti australiani tranne me...e il sottoscritto che riceveva domande, una dopo l'altra, da questi Aussie che non si fanno problemi a semplificare il loro strettissimo accento....azz!
Poi però la serata è andata smoothly, molto tranquilla, sono stato complimentato da tutti con continui "you're doing great": insomma, come prima esperienza, direi che è andata bene.
E' iniziato da lì, un weekend particolare, fatto di pazze serate e vissuto ai 200 all'ora fino a lunedì notte: e forse è stato questo il motivo per cui ieri notte mi sono svegliato tutto sudato e ho iniziato, alle 4 di mattina, il mio bellissimo mercoledì, passato interamente in bagno.
Sarà stato lo stile di vita non proprio genuino, sarà stato il Thai Food di lunedì (mai piu, mai piu!) ma avrò vomitato una decina di volte, arrivando a non sentirmi più lo stomaco.
Senza contare che ieri avevo fissato due colloqui di lavoro e un'uscita con una ragazza...magico direi!
Per fortuna sono riuscito a slittare i due colloqui e il date e, grazie alle cure amorevoli delle mie inquiline, a stare meglio nel giro di un giorno.
E così sono qui, a letto da un giorno e mezzo, annoiato :D
Ormai 7 mesi che sono partito...i pensieri vagano, come sempre.
E mentre voi sentite l'odore di autunno, beh...qui si avvicina la sprummer, la primavera-estate!
Un saluto a tutti, Alby

Sunday, August 23, 2009

3

GOODBYE (DAY 188)

Ciao William.

Saturday, August 15, 2009

7

HAY QUE RECONOCER QUE LAS ESPANOLAS SON LAS MEJORES DEL MUNDO (DAY 180)


180:30=6.
6 come Franco Baresi, 6 come il nove al contrario, 6 come i mesi al mio rientro, 6 come i mesi dalla mia partenza.
Accipicchia, son tanti! Ma se poi mi fermo a pensare ai mesi di permanenza di alcuni lettori di questo blog, che si aggirano tra i 18 e 30, beh, mi sento piccino piccino.
6 mesi e sto bene, anzi benissimo: è il mio primo Ferragosto d'inverno, anche se la fantastica Sydney si presenta con un sole magnifico che ricorda un maggio europeo.
Piano piano, in questi mesi, sono passato da una sensazione di "non ce la farò mai a stare qui per sei mesi" a una di "sì ok, probabilmente riuscirò a stare qui un anno" all'attuale di "voglio stare qui nei prossimi anni".
Le ragioni del perchè Sydney sia la città in cui voglio vivere sono molteplici, e vanno dalla friendly people, al lavoro con poca pressione, ai salari, alla spiaggia, alle ragazze, e via dicendo.
La speranza di rimanere qui con una sponsorship si è riaccesa negli ultimi giorni, dopo un colloquio con la IDG: da 60 candidati, sono passati alla penultima selezione 6 persone (sempre il sei, in mezzo), ho fatto un buon colloquio, il giorno successivo ho mandato alla manager una mail di ringraziamento, e ho iniziato a costruirmi già parecchi castelli in testa.
Checidevofare? Son fatto così, quando vedo un minimo di possibilità di realizzare un sogno, mi ci butto a capofitto. Ma, al contrario del colloquio con Messenger quando sapevo che non mi avrebbero richiamato, qui ho qualche buona sensazione. Ciò che resta è incrociare le dita e sperare in una chiamata.
E' stata anche la settimana del compleanno di Ilo, la mia amica spagnola, azz catalana: per l'occasione sono arrivate dall' Europa tre sue amiche. Compleanno festeggiato a dovere, con il sottoscritto che si è ricordato perchè ogni volta che vede quella bandiera rossa-gialla-rossa s'infiamma e sente il cuore battere. Se la situazione lavorativa non fosse la peggiore d'Europa con quasi il 25% di disoccupazione, la Spagna sarebbe la mia prossima destinazione al 100%.
By the way, abbiamo festeggiato il compleanno a dovere, con una di quelle serate che rimarranno nei ricordi australiani, con tutti i partecipanti brilli e amici a braccetto con la tequila sale e limone e, verso fine serata, con delle bottiglie di vino bianco.
Ci siamo divertiti un sacco, Ilo era felice e questa è la cosa più importante: quanto dev'esser strano festeggiare il compleanno così lontano da casa!
Quando ero in Spagna, la mia esperienza fu bruttissima, perchè i miei genitori vennero a trovarmi con mia sorella a Valencia, prendendosi 4 giorni di fiato dalla situazione familiare in cui mia nonna era all'ospedale, per poi ripartire la mattina del mio compleanno, alle 7, per tornare a casa immediatamente a causa di una ricaduta della mia granny. Raramente penso di aver provato un dolore fisico interno così forte.
Anyway, dimenticando i brutti ricordi, festeggerò questo compleanno in spiaggia, wow!
Quando ho conosciuto le amiche di Ilo, ho capito perchè lei definiva il suo gruppo come "la leche", affermazione che in spagnolo significa "cool!". Milena, Berta e Carmen sono tre ragazze diverse, ma che insieme costituiscono una botta di divertimento e di conoscenza assoluta: già un pò mi mancano, eh eh.
La birthday night era iniziata con il primo evento della European Society di questo semestre, il Gathering Party, che è andato nettamente meglio del previsto: partendo dal presupposto che i componenti della committee erano tutti brilli, a causa di una nuova amicizia con Redbull/Jagermeister, è stata una bella serata, con gente da tutto il mondo. Speriamo che questo ci permetta di creare un nuovo network di amicizie per i prossimi mesi.
Le amicizie, qui come in qualsiasi esperienza fuori da casa, sono belle ma al tempo stesso dannose, avendo il difetto del tempo che scorre velocemente per poi, nella maggiorparte dei casi, terminare. Così è stato nel semestre passato, così sarà probabilmente per quelle amicizie che stiamo iniziando a costruire ora.
That's life if you wanna get a risk.

Alberto

Sunday, August 09, 2009

6

CHINA (DAY 174)

Premetto che io, soprattutto quando sono stanco / bello brillo, russo.
Addirittura ricordo una notte spagnola Erasmus, quando, tornati da una classica festa iberica con la mia allora ragazza francese, mi buttai sul letto e venni svegliato da lei: "Alberto, deja de ronquear."
Io, infastidito, me ne tornai a casa, ah ah!
Il russare, soprattutto per le donne, penso che possa essere fastidioso, isn't it?
Però dai, è una cosa naturale, cosa ci si può fare? :D
Beh, tutto questo per narrarvi l'episodio di ieri: conosco una ragazza, una cinese; ci si diverte insieme e, finalmente, alle 4 ci si butta sul letto per dormire.
Credeteci o no, mi sono addormentato alle 7.15: un concerto di russate e rumorini vari che non mi lasciava nemmeno chiudere gli occhi, anche perchè continuavo a ridere come un pazzo, da solo tra l'altro.
Insicuro sul da farsi, ho acceso il computer e mi sono connesso su Facebook, dove amici mi consigliavano di buttarla fuori dal letto (considerato anche che mi rubava 3/4 del mio letto a una piazza e mezzo), oppure di tirarle qualche sberla: io, che troppo buono sono, mi sono astenuto dal compiacere le loro richieste, ma ho maleficamente registrato il suo russare.
Se volete ascoltare la ragazza che russa, cliccate qui e ridete: http://www.zshare.net/audio/63781020db1d58a1/
Per il resto, la vita qui a Sydney continua regolare: giornate invernali soleggiate, e soprattutto ricerca lavoro.
La nuova casa è fantastica, ho un enorme camera per me, e mi trovo molto bene con le mie tre inquiline.
La mia "missione" fino a gennaio è quella di trovare un lavoro, e soprattutto una sponsorship che mi permetta di rimanere qui altri 4 anni: in Italia, non vorrei tornare, se non per un mesetto/ tre settimane. Questo è il progetto A.
Il progetto B parla di un ritorno in Italia, obbligatorio, ma che presuppone, sempre in relazione al lavoro, due opzioni:
- un lavoro che permetta di sviluppare le mie (poche) capacità per poi esser acquistato da qualche azienda estera "amica"
- un lavoro personale su me stesso, un tentativo di non-auto-depressione e una ricerca di vita, anche dove la vita non c'è.
Se, comunque dovessi tornare alla realtà da cui sono partito, mi sparo.
Qui lo dico e qui lo confermo :D
Non so se è l'Australia a esser fantastica, o il solo allontanarsi dall' Italia, so che questo tipo d'ambiente è perfetto per me e per lo sviluppo della mia persona.
Una cena a Bondi con amici italiani/tedeschi/colombiani/australiani/japponesi , e una vista notturna del mare a Bondi Beach mi rende più felice di mille serate in discoteca in Italia.
E mi sento bene, anche se stranamente ci avviciniamo ai sei mesi qui e sento il ticchettio dell'orologio che mi ricorda che il tempo ha iniziato il suo countdown.
Per il resto, la nuova casa è fantastica, ho un enorme camera per me, e mi trovo molto bene con le mie tre inquiline.
Ho joinato, come membro esterno, la European Society della University of Technology di Sydney, per conoscere un pò di gente straniera, dopo la deportazione di tutti i miei amici dei primi sei mesi nei loro rispettivi paesi.
Lunedì joinerò anche la palestra...e vediamo che sia il caso di provare anche a surfare!
Buonanotte, Albe

Tuesday, August 04, 2009

1

HOMESICKNESS (DAY 169)


Nostalgia.
Appena arrivato a Sydney, dopo due settimane di riconoscimenti così emotivi che non vedevo l'ora di essere seduto sull'aereo per iniziare finalmente questa avventura, abituarsi a una nuova realtà fu molto difficile.
Non ho mai pensato "voglio tornare a casa", ma ammetto di aver pensato "come farò a stare qui anche solo 6 mesi? Albe ma sei pazzo a programmare un anno qui?". I primi giorni furono molto difficili, poi l'aiuto dell'italian crew, la scoperta di nuovi amici e di questa città fantastica, ha sciolto tutti i dubbi e ora, a un passo dal compimento dei sei mesi, non nascondo l'idea che, se potessi rimanere qui più dell'anno previsto, lo farei molto volentieri.
Nostalgia di casa non ne ho mai avuta: dei miei genitori e di mia sorella, quella sì. Ho un rapporto particolare con tutti e tre: la mamma non è solo la classica mamma italiana, ma è un amica; il papy idem e la sorella, nonostante i nostri mille screzi, mi manca moltissimo.
Gli amici? Beh, qui ho trovato delle persone così fantastiche da, non dico farmeli dimenticare, anzi, ma che hanno fatto sì che il loro ricordo non sia giornaliero.
Ricordo ancora un sms di un amico, a novembre 2008, che si era spostato a Londra, per tentare the english dream, e, dopo che l'avevo chiamato durante la mia festa di laurea ubriaco, mi scrisse via sms: "quanto mi mancate." Non voglio essere cattivo o snob dicendo che i miei amici del lago non mi mancano, ma diciamo che "no hay sitio para todos".
Prima di venire a Sydney, tre miei amici della compagnia erano partiti per destinazioni straniere: quello che ha resistito di più, è durato 2 mesi. Il che, da un lato mi metteva pressione, dall'altro mi metteva paura, eh eh.
By the way, il titolo di questo post è dedicato a questa settimana particolare per il sottoscritto: domenica scorsa ha compiuto gli anni mio padre, questa domenica mia sorella e, soprattutto, mio padre è andato in pensione.
Ci sono stati diversi riconoscimenti di affetto, e non solo, nei confronti di mio padre e della figura che ha ricoperto durante i suoi 40 anni di servizio: sono sempre stato orgoglioso di lui, e mi sarebbe piaciuto vedere tutte queste attestazioni nei suoi confronti, live.
Mia mamma, narrando quasi come se fosse la fine dell' Attimo Fuggente, mi ha raccontato di colleghi in lacrime, che gli sussurravano "sarà sempre il mio comandante": beh, a me si spezza il cuore pensando di non essere stato là.
Mio padre, come sempre, non ha pianto e dava pacche sulle spalle a tutti dicendo "da domani inizia un'altra vita!", un'altra vita non fatta di ozio ma di impegno verso qualche altro obiettivo, come potrà essere un'altra laurea o un'altra occupazione.
Sono mancato alla sua laurea, e sono mancato anche a questo appuntamento: per questo, negli ultimi giorni, mi sento molto triste.
L'Arena, il giornale di Verona, ha pubblicato un articolo su di lui, che potete leggere qui

http://tinyurl.com/sbaboretires (con il link rivisitato dal sottoscritto in mood U.S.A. eh eh)

Io, leggendolo, ho pianto come quel bambino a cui mio padre, giocando a calcio, diceva "ti faccio un gol alla Tardelli!".
Sono orgoglioso del mio papà, e anche di mia mamma, che in questi anni è sempre stata una figura perfetta al suo fianco.

Gli amori di una volta, si dice.

Wednesday, July 29, 2009

1

E POI... (DAY 163)


Hi Alberto, I would like to thank you for coming in to see us yesterday.
Andrew and I have come to a decision that you do not have the required skills and experience in order to proceed with this application. I sincerely wish you all the best with your job hunt and I have no doubt you will find something more suitable to your skills.
Again all the best and thanks for your time. Snezana.


E' stato bello finchè è durato, dai :)
(Try to) never give up
.
p.s. notare l'immagine, eh eh.

3

WINDOWS LIVE MESSENGER (DAY 162)


Che titolo strano eh! :)
Beh, oggi sono stato fiero di me, felice di me, realmente.
Ieri infatti, nella ricerca di lavoro continuo nel mio campo, stavo mandando resume e cover letters, quando mi è arrivata una mail. Una tale Snezana Savoulidis che mi chiedeva se ero ancora disponibile per una interview.
Guardo da dove arriva la mail....WINDOWS LIVE MESSENGER.
Shockato, le rispondo immediatamente, dicendole che sono disponibile anche dopo 5 minuti :D
Anyway, ci diamo appuntamento per questa mattina, mi da l'indirizzo e ci salutiamo.
Le mail che ci siamo scambiati sono state molto informali, io le ho dato della Mrs. mentre lei, immediatamente ha esordito con un "Hi Alberto, how's going"?
Ah, l'Australia!
Ieri sera ero eccitato, un bel pò nervoso: mi son fatto una doccia, ho preso 2-3 appunti con qualche concetto in inglese su cui basare il mio speech e me ne sono andato a letto; notte abbastanza insonne, diciamo, con il sottoscritto che sogna mio papà che doveva portarmi i vestiti e si fermava in paese a parlare, facendomi arrivare così in ritardo.Ah ah... Insomma, ero agitato, ma prima di tutto felice per essere stato chiamato da una compagnia così grande!
Stamattina sveglia alle 8, barba, camicia, bel vestito e, soprattutto, cravatta: dovete sapere che, ahimè, nonostante sia semplicissimo non sono mai stato capace di farmi la cravatta da solo. In primis, la mia "prima volta" è datata luglio 2008, per un matrimonio di una mia amica; inoltre ho sempre avuto prima il babbo e poi, qui in OZ, il mio inquilino Greg che mi aiutava.
Che fare quindi? Beh, siamo in un'era così tecnologica che mi sembrava impossibile non affidarmi al web: prima un tutorial su youtube, poi delle immagini su un sito-web e, bum, in meno di cinque minuti avevo già fatto un fantastico nodo alla mia cravatta.
Prendo il treno, nel frattempo rileggo brevemente gli appunti presi ieri sera, e finalmente arrivo all'indirizzo: guardo in alto e trovo l'Australia Square, un grattacielo immenso e spettacolare che ho ammirato varie volte camminando verso l'Opera House.
Ma ho veramente un colloquio qui, mi chiedo incredulo?
Piano 7, prendo l'ascensore e mi emoziono immediatamente, io che sono un Mac user: brand NineMsn, con la farfalla di Hotmail. Boh, non so spiegarvi la mia emozione, ma ero sicuramente contento per avere questa opportunità, per essere un pretendente a entrare in questa favolosa e soprattutto conosciuta azienda.
Mi richiedo di nuovo se veramente IO ho un colloquio qui.
Mi presento alla segretaria, aspetto la Mrs. con il cognome greco, che arriva immediatamente: scendiamo al piano 6, mi dice di aspettare un secondo e arriva un suo collega, entrambi del sales department.
Ve la faccio breve: un colloquio di 35 minuti, anche troppo formale per la realtà australiana, ma veramente tosto. Descrizione del mio curriculum dal lavoro più recente al primo, descrizione delle mie capacità tecniche, descrizione del lavoro che mi aspetterebbe: il tutto fatto dal sottoscritto, in un inglese che mi ha reso felice.
Poi, sono "passato" al collega maschio, che mi ha fatto domande interessanti, sul come lavoro, sul mio metodo altre cose che ora non ricordo.
Infine, la manager mi dice che questo, come avrò notato, non è un ruolo vero e proprio di marketing (come invece pubblicizzano sul sito di ricerca lavoro) ma inerente e basato maggiormente sulle operations. Il manager aggiunge che è un lavoro impegnativo, che da soddisfazione, ma anche molto complicato: un errore e si perdono migliaia di dollari.
Io dico loro che, se fossi preso, darei tutto me stesso per questo lavoro: e lo dico con la sincerità che mi contraddistingue quando sono realmente coinvolto in qualcosa.
Mi sorridono, mi salutano e prendo il mio ascensore.
Che mi chiamino o no, questa mattina ero felice.
Di me stesso, del mio colloquio, e di molte altre cose.
Insomma, WINDOWS LIVE MESSENGER AUSTRALIA...WOW!
Ora non resta che aspettare la loro risposta: a mio avviso, cercano qualcuno di più tecnico, ma sperare non costa nulla.
E la convinzione che l'Australia sia la scelta giusta, e non solo per quest'anno, cresce. Mi devo giocare tutte le mie carte qui, perchè l'opportunità è enorme.
Vi lascio con un immenso augurio per i sessant'anni del mio paparino: auguri, dad, mi manchi!

Monday, July 20, 2009

2

NEW FLAT, PART II (DAY 154)


Eh già, ho finalmente trovato il mio secondo appartamento!
Ma andiamo con calma: come sapete, il contratto dell'appartamento in Kent Street mi scadeva il 16 luglio, ed è così iniziata la ricerca appartamento.
Ho visto delle cose pazzesche, come la casa in cui, appena entrato, mi è stato detto: "sono sicuro che tu non verrai a vivere qui". Sorpreso (e anche un pò incazzato) sono entrato nella camera, e ho capito il perchè della frase succitata: la stanza era perfetta per un hobbit, con un letto di 1 metro e 60; vi giuro, il soffitto era a 20 centimetri dalla mia testa. La ragazza che abitava precedentemente l'appartamento era una giapponese di 1metro e 50, eh eh.
Anyway, giorno dopo giorno, mi sono reso conto di quanto desiderassi spostarmi dal centro e avvicinarmi alla spiaggia, a Bondi: e così, quando l'occasione si è proposta, non ho fatto altro che dire di sì e accettare immediatamente la mia nuova destinazione.
La casa si trova a Bondi Junction, localizzazione perfetta, in quanto sede della stazione dei treni con cui, in dieci minuti, si arriva in centro, e con un sacco di fermate di bus, perfetto quindi per le mie sbizzarrate notturne in the city.
Inoltre sono a 2' a piedi da Westfield, un centro commerciale con sei-piani-sei: fantastico. Finally, sono a 7 minuti in bus da Bondi Beach: sabato, appena entrato, ho preso il bus verso le 17 con un amico e me ne sono andato in un localino vicino alla spiaggia, molto bello, accogliente: ho preso una cioccolata con torta alla cioccolata (alla faccia della dieta!) e mi sono visto il tramonto del sole sull'oceano...amazing!
Contando poi che ora è solamente inverno, direi che non vedo l'ora che arrivi la primavera per godermi la vicinanza con la spiaggia al 100%!
Aspetto negativo, ma non troppo, la convivenza con una ragazza italiana, anche se, appena entrati in casa, ci siamo accordati che l'unica lingua parlata in presenza dell'altra inquilina tedesca, sarà l'inglese. Inoltre son due ragazze molto belle, il che non guasta mai (soprattutto per entrare in certi locali eh eh).
La settimana precedente all'entrata nell'appartamento è stata, per così dire, bella piena e incasinata: dormivo, infatti, a casa di un mio amico che condivide l'appartamento con sette-persone-sette, tra cui un palestinese maniaco della palestra, un turco simpatico ma che non parla inglese, due sudcoreani che invece di mangiare fanno dei rumori strani da 100 decibel l'uno, e, per fortuna, due belle ragazze britanniche.
Ospitato da questo mio amico, ero, per così dire, obbligato a seguire i suoi movimenti durante la giornata e, soprattutto, di sera: perciò ogni sera non tornavo a casa prima delle tre e mezza, quattro.
Problemino: dormire sul divano in una casa dove sette persone si svegliano tra le sette e le otto e mezza...diciamo impossibile!
Perciò, in quattro giorni in cui ho dormito lì, avrò dormito forse una quindicina di ore!
Ho, quindi, abbandonato il mio appartamento precedente e, soprattutto, i miei inquilini, Greg & Paula: per "festeggiare" la partenza, domenica siamo andati a mangiare a Darling Harbour, con una splendida vista di Cockle Bay e della skyline notturna di Sydney. Abbiamo tutti ordinato la "full ribs", costituita da una dozzina di costolette: io, che non avevo pranzato e che son conosciuto come un grande mangiatore, ho fatto fatica a finirla e, dopocena, non son riuscito a ingurgitare nemmeno un sorso di alcohol.
Lasciare l'appartamento è stato triste: ricordo quando sono arrivato, 4 mesi e mezzo fa, e ho visto due finlandesi e uno scozzese abbastanza strano. Paula e Greg rimarranno nel mio cuore, come io nel loro immagino, per la chimica che si era creata tra di noi, e la perfezione di essere flatmate l'uno nei confronti dell'altro. Diciamo che è stato il miglior appartamento in cui io abbia mai vissuto. Loro due, coppia ormai consolidata, sono partiti alla volta della East Coast, e torneranno a Sydney verso settembre: li incontrerò, for sure.
A proposito di partenze, è andata via anche Marta: abbiamo passato il weekend assieme, con Costa, Glo, Manu e Alby. Sabato sera siamo andati al farewell party di Felix, il ragazzo tedesco di cui parlavo in un post, e, dopo un six pack di Coopers, abbiamo terminato la serata con un episodio in pieno stile erasmus.
Quando Costa e Manu si sono fermati per lo stop-pipì, ho visto un carrello del supermercato, ed è stato semplice accostare quell'immagine ai tempi di Valencia: così, prima Marta, poi io e infine Gloria siamo saliti sul carrello, spostandoci sulle strade della Sydney del sabato sera.
Domenica siamo andati a Manly, la splendida spiaggia a 30' di nave da Sydney, e...abbiamo visto i delfini! Fantastici, veramente bellissimi: tra l'altro, verso le 5 di pomeriggio, si sono avvicinati alla costa, e continuavano a saltare dentro e fuori dall'acqua: emozionanti direi!
Marta mi mancherà, un bel pò anche...ieri sera ci siamo salutati a Hugo's, locale di tendenza di Sydney, con pizza e drinks a 5 dollari dalle 8pm alle 10pm.
Io e un amico abbiamo fatto gli splendidi (e ti credo, drinks a 5 dollari!) ingurgitando una quantità massiva di bourbon&coke, alchè alle 10.30 ero abbastanza brillo.
Tralasciando l'addio a Marta da ubriaco (con mille complimenti, dunque!), stavo ballando quando, a un certo punto, mi si avvicina una ragazza di 1metro e 80, senza tacchi, slanciata, che mi prende e inizia a ballare con me. Io, shockato dalla bellezza della stessa, le faccio fare qualche casquet, e intravedo dietro di lei due armadi di origine russa che la guardano e che ogni tanto le offrono da bere.
Intimorito, mi stacco e la lascio ballare con la calca di uomini che si era creata attorno a noi, ma lei torna: un altro ballo e poi, via! si toglie il vestito, mostrando il suo sedere marmoreo (perdonatemi l'espressione!) e il suo tanga.
Shockato, continuo a ballare e lei si avvicina sempre più sensualmente, fino a quando si stacca e via! Ancora via il vestito, questa volta fino al mento, a mostrare il seno, piccolo, ma bellissimo.
Guardo il mio amico, esterefatto e benedico il giorno in cui ho scelto di venire in Australia: mi avvicino e le chiedo come si chiama.
Lei, tranquillamente, mi prende per mano, si sposta di cinque metri, si fa fare l'ultimo casquet e, prima di andarsene come una principessa lontana, mi sussurra all'orecchio: ELAINA.
Emozionante e sexy.
Alby

p.s. son partito da 5 mesi ormai!

Sunday, July 05, 2009

10

SEE YA SOON...MAYBE... (DAY 139)


Mi dispiace essere ripetitivo, ma che ci posso fare?
Finalmente lunedì (anche se Marta partirà il 20) finirà un periodo strano, tre settimane tra addii e malattie.
Benoit, Chris, Boris, Mirco, Asser, Tabita, Anne, Jorg, Tanit, Tristan e David: tutti partiti nell'ultima settimana, destinazione casa.
"Mate, I've to go" e poi lo sguardo, un sorriso stentato, un abbraccio, la pelle d'oca, un secondo in cui la mente ripassa i momenti vissuti insieme, un "whenever you'll come to Italy, just give me a buzz", un "it's been a pleasure to meet you, my friend", e poi ancora un abbraccio, perchè la voglia di salutarsi definitivamente non c'è mai.
Puoi avere, come il sottoscritto, la fortuna di aver già passato momenti come questi, di essere, per così dire, abituato, ma "you never got used to that kinda moments".
Che poi non sai mai se ci si rivede: io ho rivisto solamente quattro miei amici Erasmus. So lazy!
E poi c'è il sottoscritto e il suo stato di costante malattia: proprio quando stavo recuperando totalmente dal virus che mi ha colpito due settimane fa, tre giorni fa è venuta a farmi compagnia una terrificante tosse: praticamente mi nutro solamente di caramelle miele-limone per tentare di addolcire la mia delicata gola.
Bene direi!
La frenesia di queste giornate è dovuta anche alla ricerca di un nuovo appartamento: il 16 luglio mi scade, infatti, il contratto della casa in Kent Street, con una "wonderful view of Darling Harbour", e verrò gentilmente accompagnato alla porta d'uscita.
Sto cercando una singola, assolutamente, anche a costo di risparmiare su altre uscite monetarie; sono indeciso, invece, sulla zona in cui cercare la mia nuova casa.
Il centro, dove abito attualmente, è molto bello, puoi uscire ogni sera, sei a un passo da Hyde Park e la disponibilità di autobus/treni è costante.
Ma con l'arrivo dell'estate, la vita notturna si scalda anche a Bondi Beach, dove ci sarebbe anche la possibilità di imparare a surfare. E di avere una vita un pò più easy, e australiana. Magari dedicarsi più alla cura del corpo e meno alla birra, eh eh.
Io, personalmente, mi ritengo un tipo "da centro", ma mi affascina l'idea di cambiare.
Non so, vedremo: finora ho visto due appartamenti; uno con una splendida vista di Bondi, a 200 metri, ma con una camera condivisa, sporca e due materassi buttati per terra. L'altra, definita in zona centro ma lontana dalla stessa 40 minuti a piedi!, con solamente 12 inquilini con cui condividere la casa...per entrambe ho gentilmente declinato! :D
Certo è che le giornate invernali a Sydney sono favolose: da dieci giorni le temperature sono attorno ai 20-22 gradi, si va tranquillamente in giro con felpa e si possono azzardare le bermuda al ginocchio! L'Australia, sotto questo punto di vista, è semplicemente fantastica.
Lunedì scorso sono stato a Cockatoo Island con una decina di amici: il sole batteva forte, e noi ci siamo sdraiati sull'erba, abusivamente, di un giardino, ci siamo seduti sui nostri teli, e abbiamo mangiato con la baia di Sydney davanti a noi: amazing.
Per concludere, a chi mi chiedeva se permane la nostalgia di casa dopo 4 mesi e mezzo: innanzitutto, non sono mai stato lontano da casa così tanto tempo, ho battuto il mio "record" di 4 mesi e pochi giorni quando ero in Spagna.
Beh, che dire? E' tantissimo tempo. Mi manca la mia famiglia, mamma papà e sorella. Ma non, come si potrebbe pensare da buon italiano, per la comodità di casa con cibi caldi sempre pronti e lavatrici quotidiane senza toccare un dito, ma per il bellissimo legame tra di noi.
Le camminate a Verona con mia mamma tra profumerie (sue) e nuove tecnologie (mie) facendola sentire quella che è, cioè la donna più bella del mondo :P , le chiacchierate con mio papà sul mio futuro e sul calcio, le litigate con mia sorella e gli abbracci pazzi tra noi due.
Questo mi manca.
I miei amici? Non li dimentico certo, ma ho trovato persone altrettanto splendide qui. Che poi, si può sempre tornare al solito discorso: Dio mio, non posso nemmeno immaginare l'immensa fatica per mandare una breve mail o un sms e chiedere come sto...quanto tempo servirebbe? Diciamo, esagerando, cinque minuti per la prima e un minuto per la seconda? Senza dimenticare Facebook o Messenger.
Bah, certe persone proprio non le capisco.
Vabbè, smetto con le lamentele che sembro un lagnoso :P , e vi racconto che ieri sera, attenzione attenzione, sono stato a vedere una corsa di cani!
Quando mi è stata proposta la serata, ero un pò restio, ma alla fine mi son lasciato convincere, soprattutto perchè era l'ultima sera di Asser e Tabita.
Beh, che dire, è stato strano e bello! Birra, hot dog, scommesse e australiani ubriachi che urlano per incitare i cani alla vittoria..io ho vinto 2 volte, ma avendo scommesso 2 dollari, avrò vinto al massimo 5 dollari. Tornando a casa da Glebe, dove c'è il parco, abbiamo conosciuto una padrona di uno dei cani che correva: il cane era bellissimo, e mi son ricordato del mio Black.
Quanto adoro i cani!
E' tardi, devo scappare a un altro farewell party!
Vi saluto, sperando di scrivere il prossimo post dal mio nuovo appartamento.
Albe

On Air: Muse - Invincible

Friday, June 26, 2009

7

COOLUM BEACH (DAY 130)


Come andare in vacanza e non godersela al 100%!
Lunedì la partenza, con il sottoscritto che non si sentiva assolutamente bene, un pò per aver visto l'Italia prendere tre gol in dieci minuti dal Brasile, un pò per la febbre che avevo ancora a 38 e per lo stomachache incessante.
Prendiamo l'aereo per la Sunshine Coast e mi decido finalmente a farmi vedere da un medico, che mi diagnostica un virus allo stomaco...quindi, 3-4 giorni di dieta ferrea e via.
Ecco, sappiate che i protagonisti della vacanza erano 3 italiani, un tedesco, due danesi, un francese, un tedesco e uno svedese: appena arrivati nella casa (bellissima!) abbiamo fatto le estrazioni e formato 3 teams, il cui compito era di preparare delle deliziose cenette in base alla nazionalità del team leader.
Tutto questo senza dimenticare i pranzi, a base di barbeque con salsicce, carne e qualsiasi altra buona schifezza possibile, e le colazioni, con Nutella e biscotti.

Menu del sottoscritto durante questa vacanza:
colazione: the con 2-3 biscotti stra-stramagri
pranzo: pasta in bianco
cena: riso in bianco
unica bevanda disponibile: un mix di 2/3 di acqua e 1/3 di succo di mela.

'NA BONTA'! Non ho mai avuto l'acquolina in bocca tanto come in questi giorni, eh eh...

Anyway, mi sono sentito ogni giorno meglio, anche se non ho raggiunto ancora il ritorno alla piena forma fisica.
A parte la burrascosa giornata di lunedì, ci siamo dilettati tra spiaggie bellissime, viaggi a Noosa passando letteralmente per zone da nowhere, tornei di poker, conversazioni, indovinelli e, come poteva mancare, un pò di playstation.
Giovedì sera, è arrivato il momento più triste, quello dei saluti.
Flavien, che salutava Costa e Gloria, dopo un anno e mezzo praticamente tutti i giorni assieme, è stato l'addio più emozionante; poi se ne sono andati Mirco e Chris e infine ho salutato Frederick, un ragazzo che conoscevamo poco, ma che si è inserito nel gruppo benissimo e si è contraddistinto per simpatia e intelligenza, una persona veramente fantastica.
Flavien è veramente una bella persona, un francese gentilissimo e molto educato (e incapace a giocare a calcio, eh eh): lui e la sua risata mi mancheranno molto.
Tra una settimana saluterò anche gli altri due partecipanti alla Beach House a Coolum, Asser e Tabita, e infine Mirco e Chris, senza dimenticare Boris, Ana, Tanit, ecc..
Un (bel pò di) tristezza c'è, soprattutto per Mirco, con cui ho stretto un bel legame di amicizia in questi mesi...vabbè, inutile incappare sempre nei soliti discorsi, that's life if you wanna get a risk, isn't it?
Un abbraccio da Sydney, Albe

p.s. in questi giorni, finalmente direi, mi manca casa. Non posso tornare giusto un weekend per abbracciare i miei, mangiarmi una pizza e vedere che nulla è cambiato per poi volare verso Sydney?