Wednesday, May 25, 2011

9

EXPERENTIA (DAY 826)


Quale potrebbe essere il fattore che convince un emigrante a rimanere in un paese straniero per piu' di 3/5 anni?
Stile di vita? Stipendio piu' alto? Sistema di avanzamento carriera meritocratico? Anima gemella? Clima? La situazione in patria? Altro? (commentate pure!)
Il mio capo americano, per esempio, si e' sposato con un'australiana e ora hanno 3 bimbi; altri miei amici non tornano a casa perche' andrebbero a guadagnare 1/4 di quello che prendono qui; altri non tornano a casa perche' il loro paesino e' veramente desolante. Mille diverse ragioni.
Sempre ricordando quella famosa frase di RadioFreccia dove "da te stesso non scappi nemmeno se sei Eddie Merckx": secondo me, dal (vecchio) te stesso riesci a scappare se lavori duro su te stesso. Crescita continua personale, insomma.
L'altro giorno pensavo che sono passati piu' di due anni da quando sono arrivato in Australia, e che ho appena ottenuto un visto di 4 anni. 4 anni, mi fa quasi paura pronunciarlo.
Ho vissuto anche in Spagna, un anno di Erasmus a Valencia: certamente non un anno di maturazione dal punto di vista della carriera lavorativa :D, ma sicuramente l'anno piu' importante della mia vita dal punto di vista mentale. Ma anche li', dopo dieci messi trascorsi in terra iberica, ero stufo, quasi annoiato e pronto a una nuova sfida.
Dicevo, due anni in Australia, con un terzo gia' iniziato e molto ben consolidato.
Ma due domande bombardano la mia mente: il mondo e' solo Australia? avro' mai il coraggio di lasciare l'Australia, e conseguentemente il visto lavorativo, con la possibilita' di tornare in futuro solo con un visto turistico? Praticamente, avro' mai il coraggio di lasciare tutto cio' che ho guadagnato per l'ignoto?
Il mondo non e' solamente Australia, ne sono consapevole, e tra esperienze lavorative passate/tre lingue non penso avrei immensi problemi a trovare lavoro (certo, servirebbe del tempo).
Inoltre, il fatto che l'Australia sia un continente cosi' lontano da tutto e da tutti, rende ancor piu' difficile raggiungere il resto del mondo.
In termini di esperienze (visitare altri posti, altre lingue, altre culture) e in termini di bagaglio personale (vedo le persone a me piu' care una volta all'anno, se sono fortunato, forse una ogni due anni).
Quindi che fare?
Mi sono dato 6/12 mesi di tempo quando sono tornato un mese fa, per capire cosa fare di questo anno, e magari anche dei prossimi.
Una sfida a me stesso e' gia' iniziata, e finora e' soddisfacente.
Ora, il resto.
Io mi vedo in uno stato diverso, ad ammirare una bellezza della vita diversa, ogni volta che penso al mio futuro. Non penso a un mio futuro in Australia.
Non ci credo nemmeno. Per vari motivi. Il mio futuro lo vedo un po' qua e un po' la', non so dove.
Sto bene in Australia. Ma voglio di piu'. Voglio nuovi stimoli. Voglio vedere nuovi posti. Sto bene qui, ma voglio di piu'. Nuove persone, diverse persone, nuove esperienze nel vero e proprio senso del latino experentia. Ma quanto altro mondo c'e' da vedere?
In un amen mi vengono in mente Messico, Brasile, Argentina, States, Madagascar. I mean, wow! Quante esperienze nuove voglio fare? tante.
Questa generazione di italiani emigrati all'estero per fuggire alla situazione attuale italiana (tra parentesi, eccellente campagna della Moratti in quel di Milano) che fanno della PRECARIETA' il loro tatuaggio indelebile.
Io sono cosi' fortunato da potermi "permettere" questa situazione di precarieta', per avere due genitori che mi hanno comunque "parato il culo" con una casa sul lago di Garda. Ma, come spero potete dedurre, non e' tutto cio' che voglio.
Un mio amico scappo' dall'Italia 3 anni fa, dopo aver costruito una casa bellissima; ora, ad ormai 35 anni, e' qui in Australia, si diverte, sta bene, ma gli manca casa, in termini materiali ma non solo.
Forse siamo proprio incontentabili, ecco cos'e'.
E voi, che consigliereste per il mio futuro?
I'm all ears!
Albe (un po' confuso)
Creep-Radiohead

9 comments:

caterina said...

Hai conquistato la mia curiosità e il mio interesse, è raro trovare un uomo che sappia scrivere con ironia e lucidità di sè, è ancora più raro trovare qualcuno che sappia rischiare ( e te lo dice una che vive in US con una bimba di 4 giorni e senza ancora un visto), è magnifico trovare qualcuno che citi radio freccia!!
Ti seguo..e non è una minaccia giuro!Dalla costa atlantica baci Cate

Ali said...

Bel post.
Io e mio marito ci siamo spostati perchè fin da ragazzini abbiamo condiviso il sogno di vivere, un giorno, in America.
Adoriamo questo posto e, anche se adesso abbiamo un visto "solo" di 5 anni (come cambiano i punti di vista, eh?) speriamo un giorno di poter ottenere la Green Card. E poi la cittadinanza.
Gli stati uniti sono vasti, non so dove saremo domani, non escludo nemmeno uno spostamento radicale, ma per il momento stiamo bene qui.
Certo sarebbe bello e stimolante cambiare nazione ogni 2/3 anni, però dipende anche da come vuoi impostare la tua vita. Io vorrei crearmi delle amicizie qui, che si avvicinino a quelle che avevo in Italia. (Sarà dura!) manderemo nostro figlio a scuola, vogliamo fortemente che cresca negli States e non altrove.
Il lavoro non ci vincola, per fortuna, ma se solo io o mio marito fossimo stati legati a qualcosa , non so nemmeno se adesso saremmo qui. Magari domani conoscerai la donna della tua vita, che ha una posizione lavorativa sudata e che non ha minimamente intenzione di lasciare. Che faresti?

Marica said...

non sei l'unico a farsi queste domande.
noi per ora stiamo qui e stiamo bene qui.
a volte mi manca tantissimo l'italia, in termini di persone che vivono li'... e pensare che ci metto 24 ore per tornare in patria a volte mi fa star male.
nel futuro cosa c'e' non lo so.
mi piacerebbe vivere qui, si... ma allo stesso tempo non riesco a pensare di poter vivere "a lungo" fuori dall'italia.
mi piacerebbe vivere 6 mesi qui e 6 in italia, ma non e' mica possibile.

quello che e' certo e' che la vita e' imprevedibile, uno fa tanti piani e poi lei ti porta da tutt'altra parte :-)
quindi ora come ora, siamo qui "in ascolto" e vediamo cosa succede.

palbi said...

ho riletto il post un paio di volte e la mia impressione e' che lo hai scritto perche' avevi l'esigenza di articolare una cosa che in testa hai gia' deciso, magari non del tutto consapevolmente ma in fondo in fondo lo sai gia'. Penso sia ora di cominciare a fare i programmi per la prossima tappa del viaggio !

Frankie said...
This comment has been removed by the author.
nygal250 said...

ok, avevo scritto un post lunghissimo, ma il signup qui è cambiato per cui me lo sono cancellato per sbaglio..

Vabbè, dicevo: dopo 2 anni in terra straniera riconosco 2 tipi di espatriati. Quelli che scappano da qualcosa e quelli che inseguono qualcosa.
I primi non si voltano indietro, ma cercano di rifarsi da un passato e una madrepatria (e famiglia?) che li ha trattati ingiustamente.
I secondi inseguono un'idea, un'avventura, un sogno. Ma non rinnegano il loro passato, e qui cominciano i guai. perchè non importa se sei da solo in coppia, figli o meno, sai sempre che con il solo fatto di essere partito stai togliendo qualcosa a qualcuno (amici, genitori, nonni e quant'altro) e un po' a te stesso (i ricordi d'infanzia, un sapore o un profumo che ti sono cari, una radice..). Certo stai vivendo un'avventura per pochi, e sai che il tuo dovere è esplorare, ma sai anche che tutto questo ha un prezzo.
Che dire, non c'è una soluzione. ascolta la tua pancia.
Seymourglass

Alberto said...

@caterina: grazie mille, sono felice che tu mi segua. un abbraccio cangurotto!
@alice: onestamente penso che se avessi una persona con cui condividere quest'avventura, parlerei anche io di futuro a Sydney. Non essendo proprio portato :D per le relazioni, e non avendone mai avuta una seria in passato, mi ritrovo a necessitare questo stimolo. che probabilmente si zittirebbe se ci fosse una ragazza a colmarlo. grazie mille per le tue parole ;)
@marica: grazie mille anche a te. speriamo che la vita mi sveli il suo lato imprevedibile, positivo, subito! :)
@palbi: viaggio in australia o cambiamento di residenza? :D
@seymour: per te solo tanti <3. Ne abbiam "passate "tante assieme, mi farebbe proprio piacere scambiare due chiacchiere un giorno

F said...

Bravo Alberto.
Ti posso dire questo:
Io tra i canguri ero venuto qualche anno fa con un whv con l'intento semplice di godermela. Me la sono goduta e tragicamente, il giorno dopo esser rientrato in Italia, me ne sono pentito malamente (di non aver fatto il possibile per rimanere).
Ho passato qualche anno per riuscire a mettere insieme i pezzi per abbandonare la barca che affonda, ed ora che sono nuovamente qui, non ci penso nemmeno a tornare indietro.
Condivido il pensiero di molti rivolto ai familiari, ma a parte questo, una vacanza e' sufficiente a soddisfare la nostalgia di vita vecchia.
Ovvio che c'e' altro oltre questo strano continente, ma vale lo stesso ovunque ti trovi. Con la differenza che lavorando da schiavo nello stivale difficilmente ti puoi permettere dei viaggi in giro per il mondo per soddisfare la voglia di vedere altro.
Se invece si tratta di andare a lavorare altrove, e vivere altrove, in posti nuovi, allora la madre patria la si vede comunque poco, e dipende tutto da te e dalle possibilita' che il tuo lavoro puo' darti.
Ritengo fortunato chi puo' farlo.
Per quanto mi riguarda, a parte la lontananza dei familiari, io qua sto bene e di tornare indietro non ci penso nemmeno. Vivo meglio qua, semplicemente.
Ognuno deve trovare la propria dimensione, e non e' facile. Ne immutabile.
All the best
e tienici aggiornati!

Ale said...

Beh non per vantarmi(!) ma non hai idea di quanto io ti capisca!!
Condivido i tuoi pensieri e le tue riflessioni al 100% e la mia conclusione (come alcuni ti hanno anche già consigliato) è di seguire l'istinto.Anch'io ho passato mesi a pensare quale fosse la cosa più giusta da fare e tutti mi dicevano che avevo già la risposta e dovevo solo ascoltarmi!Non so se sia esattamente così ma una cosa è certa. Quando scegli una cosa che ti senti è sempre la scelta migliore.Pensa a te prima di partire. Quanto eri motivato?Sono stata strafelice della mia scelta di partire e nonostante temessi di pentirmene è successo esattamente il contrario. Allora mi sono paragonata alla me stessa pre partenza.Ero convinta che andare in Oz fosse la cosa di cui avessi più bisogno in quel momento e avrei fatto i salti mortali per realizzare quel desiderio.Così ho capito che non ero abbastanza motivata a restare.Per tutte le ragioni che tu dici e altre. Se senti di voler fare altre esperienze magari è quello di cui hai bisogno ora.Se puoi farlo e lo fai sempre con un minimo di coscienza allora non negarti questa opportunità.
Un giorno ci "accontenteremo" anche noi!In bocca al lupo