Friday, March 13, 2009

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LO SPARTIACQUE (DAY 25)

Immaginatevi tanti fogli di carta bianca...
il sottoscritto che inizia a scrivere, poi dopo un pò si accorge che il testo non gli piace, straccia la carta e la butta verso il cestino, a volte facendo canestro, a volte no.
Questo è l'inizio del mio post di oggi, confusionario, con tante idee a cui manca la connessione.
E' il 13 marzo, tra l'altro è venerdì 13, e sto per "festeggiare" un mese di Australia.
Quanto corre il tempo, quanto passa veloce: non mi sono nemmeno accorto di questa rapidità, di questa prima porzione di tempo. Mi sembra di essere partito ieri.
Sydney è bella, ha un centro economico che potrei paragonare alla realtà milanese, ma basta camminare per cinque minuti di orologio e puoi trovare una pace rilassante che a Milano non ha residenza.
Sydney è particolare: ti ritrovi sommerso da questi grattacieli con mille nomi di mille aziende per poi fare due passi e riposarti a Hyde Park o a Darling Harbour, in mezzo al verde. E basta prendere un bus o un battello, aspettare dai quindici ai trenta minuti per ritrovarsi su una delle fantastiche spiagge che hanno reso famosa l'Australia.
Ma Sydney non è, a mio parere, vera Australia: è per questo che mi voglio fermare qui, ma non mi voglio fermare qui.
Ossia: voglio viaggiare, conoscere fino in fondo questo popolo.
Quando parlo a qualcuno della Spagna, racconto sempre un episodio a mio parere favoloso: dopo 2 mesi di permanenza a Valencia tra fiestas, ron y cola e altre cose, chiesi a quella che nominavo "mi familia latina" se volessero fare un viaggio, girare un pò di Spagna.
C'era un'opportunità stupenda, 140 euro per 4 giorni a Barcelona. Nessuno venne.
Andai da solo.
Il che, per una persona "inizialmente timida" come il sottoscritto, fu un bel passo.
Salii sul pullman e stetti zitto, con il mio Marca da leggere, per la prima ora, fino a quando un santo vicentino non mi rivolse parola.
4 giorni dopo, al ritorno, avevo una trentina di conoscenti in più a Valencia: con alcuni di loro diventammo grandi amici, una di loro diventò la mia ragazza, mi chica francesa.
Lunedì ero a un compleanno di Gaia, una ragazza senese, e un ragazzo che avevo appena conosciuto mi si avvicina e mi dice: "Ehi, questo weekend noi andiamo a Jervis Bay, vieni?"
Due secondi di pensieri e poi il si. Domani partiamo, non è stato ancora organizzato nulla, non si sa ancora con precisione se andiamo a Jervis Bay o dove, si sa solo che è stato prenotato un pullmino da 8.
Adoro queste cose, adoro i paesaggi, adoro viaggiare e adoro aggiungere luoghi e ricordi alla mia memoria.
A volte me lo impongo proprio: Albe, devi fare questo e questo, perchè sicuramente avrai solo che bei ricordi.
E' così che spesso mi fermo davanti alle agenzie di viaggio per backpackers a vedere le varie offerte...
Cambiando discorso, devo ammettere di aver nascosto che i primi giorni non sono stati molto facili.
Potevano essere molto più difficili, questo sì, sono stato molto fortunato ad avere vicino a me persone che già conoscevo.
Ma ho avuto tanti pensieri per la testa, naturalmente mi è mancata l'Italia, mi è mancata la quotidianietà del mio piccolo paesino che spesso può anche essere definita monotonia.
A riguardo, la passeggiata di domenica all' Opera House sembra essere stata un momento fondamentale: dopo aver camminato sotto la pioggia per un'ora, mi sono sentito libero da tutti i pensieri che avevo avuto nelle prime tre settimane.
Forse avevo raggiunto la piena consapevolezza, sincera dentro di me, che iniziavo ad avere un mio posto a Sydney, che iniziavo ad essere parte del New South Wales. Mi sono sentito bene qui.
E' stato un vero e proprio spartiacque.
La ricerca del lavoro continua, anche se i giornali continuano a pompare questa crisi economica, dichiarando continue perdite di lavoro: tra l'invio di curriculum, è arrivata la risposta di un'azienda che ha dichiarato "unsuccesful" la mia richiesta, a causa del visto che ho.
Il Working Visa Holiday, infatti, permette di lavorare solamente 6 mesi per una stessa azienda: se vogliono inserirti comunque in azienda per un periodo più lungo, devono sottoscriverti una premiership di 4 anni, ma non è una cosa frequente.
Anyway, vedremo, anche se dentro di me penso che sarà meglio iniziare con qualche piccolo lavoro, per migliorare l'inglese e per avere qualche entrata nel portafoglio, e contemporaneamente continuare a cercare lavoro nel mio campo.
Nel frattempo, appunto, mi sveglio ogni mattina, faccio colazione (mi permetto anche qualche capatina solitaria a Starbucks con cappuccino e muffin al cioccolato!), e mi chiudo in biblioteca a mandare curriculum: ieri però era giornata di torneo di calcetto in università, a cui naturalmente ho partecipato anch'io.
A parte il fatto che sono entrato e dopo due secondi ho segnato (doh!), da sottolineare è stata la bruciatura che mi sono preso in viso e sul coppino: stanotte avevo un male che facevo fatica a dormire! E via di dopo-sole, allora!
Pirla io che non mi sono messo la crema, ma a mia parziale discolpa metto un sole non così evidente da farti prevenire il rischio di scottatura, caspita! Ok, ok, dovrei saperlo che qui in Australia si deve sempre stare attenti, non ho scuse!
Lastly, ieri sera ho finalmente mangiato per la prima volta la carne di canguro...mmm, che buona!
Oops, ma devo ancora vedere un canguro...e ancora un koala!
Azz Albe, muoviti!
Un abbraccio

6 comments:

Anonymous said...

Ecco, vai a cercare 'sti canguri!
Che così te le suonano.

Anyway, ti invidio (lo sai).
Ti ammiro (sai anche questo).
Ti lovvo (palesemente).

Fai a modo e metti la crema.

[baggioriva]

Missfree1981 said...

ciao veronese, sono arrivata qui grazie al tuo commento, rileggendo i tuoi post credimi avrei potuto quotare ogni singola esperienza che hai fatto finora, l'ostello, la ricerca di casa, la family, gli amici,....incredibile! ascolta sul mio blog c'è la mia mail se hai tempo e voglia mandami i tuoi contatti che ci facciamo due chiacchiere volentierissimo.a presto!Monica

anyaccia said...

carne di canguro...non so, no lo vedo tanto come cibo...del resto non mangio nemmeno la carne di cavallo...
baci

andrea said...

cerca un lavoretto normale albe, è meglio guardarsi un po attorno, o quantomeno assicurati che in effetti sia facile trovare come commesso cameriere ecc!

personalitaempirica said...

Yo tambien nel 2005 ero in Spagna, ma a Granada. Ora però mi rendo conto che forse la "me" di quel periodo è rimasta lì. Tu invece ti sei ri-trovato. Bello.

Didait said...

Affaffinooooooooooooooo!!!!